Sfenoidamente – 17 aforismi

Non vi sarebbe gioia se non vi fosse il dubbio che la stessa gioia non esiste.

Se ognuno di noi conosce almeno un paio di cretini/idioti, il calcolo è semplice: la Terra ospita il doppio dei cretini/idiota di quelli dichiarati.

La vita degli uomini è regolata più dalle abitudini che dai pensieri.

Rappresento l’evoluzione dell’uomo di sinistra, ho già votato due volte la destra.

Anche gli orologi rotti, due volte al giorno, segnano l’ora esatta. (F.Kafka)

Quando hai i fagioli, allora sì che puoi mettere la pentola. (detto popolare Napoletano)

Ancor’oggi si confonde Gesù con Dio. Ancora si confonde una canna d’erba con un’iniezione di eroina.

Se capissimo tutto e subito, la vita che senso avrebbe?

Nessun uomo, che non sia un poeta, potrà mai capire un poeta.

La sintonia con il Cosmo non è basata sull’apprendimento, ma sulla sensibilità.

Se leggete: pensate. Se pensate potreste parlare. Se parlate: pensate.

Chiunque osi alzare la testa al cielo riceve, in cambio, sempre qualcosa.

Chi scrive è un inviato di guerra, è suo dovere raccontare ciò che vede.

Alcune verità possono essere raccontate solo con grande irriverenza.

Non amo i funerali. Andrò solo al mio, forse.

La sensibilità è data troppo spesso solo dalla comprensione.

Un buon vino fa sempre buon sangue, ma un buon sangue non fa mai un buon vino.

 

4 pensieri su “Sfenoidamente – 17 aforismi”

  1. Chissà se quando muore
    il loro vigilato,
    gli angeli custodi,
    vanno in pensione
    oppure destinati
    ad altri incarichi?
    Comunque vada
    sicuramente consegneranno
    un dettagliato referto al capo
    -Nel mio caso è semplice,
    scrivesse in onestà,
    che salvo la penna
    non ho avuto altro mezzo
    per evadere da un porcile
    in cui mi destinò
    ………..amen………..

  2. Bella e divertente (anche se amaramente vera) la POESIA di Laerte. Qualora ne pubblicasse, mi piacerebbe acquistare il libro

  3. Un popolo che ha solo doveri è schiavo, un popolo che ha solo diritti è privilegiato, ma non esiste colpa che giustifichi la schiavitù così come non esiste merito che giustifichi i soli privilegi.

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