Il sogno di una sigaretta

Non si può discutere sui sogni, desideri, fantasie. Ognuno possiede i propri ed é una questione di gusto, di crescite interne, di fantasmi, tutto soggettivo comunque. Questi abitanti della sfera interna appartengono sicuramente alla razza umana, visto che per quella animale é tutta una questione d’istinto, ma qui ci troviamo davanti al caso di Cica, una semplice sigaretta, eppure, anch’essa con un improvviso desiderio, quasi incontenibile.

Filippo fumava, molto, aveva deciso di smettere almeno venti volte nella sua giovane vita e sempre, poi, ricominciava. Esisteva comunque un qualcosa per cui tornava a comprare le sigarette, sue grandi amiche.

Era un bel pomeriggio di primavera inoltrata, il profumo dei fiori e dell’erba tagliata era nell’aria, ma Lui, considerando che era sabato, si recò in tabaccheria per fare la scorta anche per la domenica.

Aprì il primo pacchetto e subito respirò a pieni polmoni quella sigaretta desiderata, visto che era in astinenza da due giorni. Appena aperto il pacchetto, Cica lo scorse subito e lì, se avesse potuto gli sarebbe saltata in bocca, ma Filippo scelse la prima a sinistra del pacchetto ed essa era nella fila di mezzo.

Ogni volta che Filippo apriva il pacchetto Cica sperava che andasse a caso dalla fila e la scegliesse. Niente da fare, doveva aspettare il suo turno.

Cica sapeva bene che non avrebbe fatto ritorno dentro il pacchetto, come non lo avevano fatto le compagne che erano state scelte e che quindi sarebbe stata poi schiacciata a terra.

Ma aveva visto la sua bocca, quelle labbra carnose e grandi che racchiudevano una cascata di perle bianche,  il suo volto, i suoi occhi e quello sguardo che non avrebbe più dimenticato, anche se la sua vita, lo sapeva, sarebbe stata breve, ma vista da un’altra angolatura forse non proprio breve, contava infatti di rimanere a lungo attaccata alle pareti dei suoi polmoni e lì sarebbe rimasta vigile e in compagia di tante altre.

Iniziò a pensare a come sarebbe stato sublime il contatto umido al tocco delle sue labbra, a quanto sarebbe durata quella sensazione di fuoriuscita dalla sua bocca e non solo, si esaltò al pensiero della pausa tra un tiro e l’altro, dopo essere scesa come fumo dentro il tunnel nero della sua gola, rimanendo adagiata fra le dita di una mano bella, lunga, sottile, nervosa, dalle unghie perfettamente tagliate e curate per poi essere riportata nuovamente alla bocca; sperava solo di consumarsi lentamente. Improvvisamente iniziò ad agitarsi ed innervosirsi. Un pensiero tagliente s’impadronì di Cica: e se fosse squillato il telefono e lui l’avesse lasciata a spegnersi in solitudine in un posacenere? O peggio ancora se qualcosa l’avesse distratto improvvisamente, ad esempio una brusca frenata in macchina e l’avesse lanciata dal finestrino? No, assolutamente, Cica voleva il suo momento, lo desiderava, ne aveva tutto il diritto, era una sigaretta ed andava fumata fino in fondo.

Era, come ho già detto, sabato sera, e Filippo, sotto la doccia si preparava ad uscire per la “sabatata”, discoteca, alcool, ragazze, musica, beh, Cica sperava anche di essere fumata in santa pace, senza neanche tanta confusione e fremeva in attesa di quel momento di delizia.

In discoteca c’erano i soliti amici ed una gran confusione, tante ragazze, qualcuna di queste, anche carina, non era fra le conoscenze di Filippo ed egli fece in maniera di parlare programmando già un  bel film dentro la testa.

Si conobbero, ballarono, bevvero e poi naturalmente uscirono fuori per un po’ d’aria e per fumare una sigaretta offerta ovviamente da Filippo. La ragazza si chiamava Adele e dal pacchetto scelse proprio Cica.

La fumò come essa avrebbe voluto essere fumata: lentamente, con piacere e fino al mozzicone, poi, la spense gettandola in terra e schiacciandola col tacco fine ed altissimo.

Povera Cica, aveva aspettato tanto…., era disposta anche a pagare un alto prezzo, pur di appoggiarsi alle labbra di Filippo, che le importava di essere stata accesa da quella ragazza che se lo mangiava con gli occhi…?

Anche per gli oggetti, evidentemente, certe volte, la vita può essere perfida.

Ma anche Filippo, poi non riuscì a vedere quel film che aveva in programma perché la povera Adele, piegata in due dal mal di stomaco e relative conseguenze poco piacevoli ed imbarazzanti, dovette essere riaccompagnata a casa quasi subito.

Filippo non ne capiva il motivo, poco prima stava bene. Lei, oltre poveretta a lamentarsi per il dolore, iniziava pure a guardarlo con aria sospetta. Insomma, la situazione si era trasformata e non era più idilliaca come invece era iniziata.

Improvvisamente la pioggia primaverile arrivò e generosamente tolse da Cica le impronte di rossetto rimaste, prese con sé le sue lacrime, lasciandola galleggiare nell’oblio di una pozza.

 

18 pensieri su “Il sogno di una sigaretta”

  1. Paradossale quanto bella e semplice. I miei complimenti, per quanto siano scontati, li rinnovo con piacere.
    Raf

  2. Cara Sandra, mi è piaciuto molto il tuo racconto, molto carino. Mi piace la tua capacità, di dare anima alle cose, e di conseguenza, di dare spunto a riflessioni. Brava, come sempre. Un abbraccio da Betta

  3. Cara Sandra,
    una sigaretta/donna/uomo/innamorata/o che anela una bocca, che sogna un bacio e finisce su un’altra bocca e riceve un altro bacio.
    Capita che ci sia l’attesa spasmodica, la delusione, il ripiegamento, la definitiva delusione.
    Mi chiedo sempre se sia giusto rassegnarsi, o meglio, aggiustare il tiro.
    Non so.
    Ciascuno è solo davanti alla scelta.
    Un racconto bello che invita a riflettere.
    Ciao.
    anna

  4. Stavo pensando cosa sarebbe cambiato se in luogo di una sigaretta si fosse trattato di un sigaro.. come quelli che piacciono a me!
    Di certo non avrebbe avuto lo stesso destino..
    🙂
    f.

  5. Ciao Sandra, spero di non essere troppo scontata, ma ci tenevo a farti i miei complimenti è davvero un bel racconto semplice e ricco di fantasia.
    Ciao.

  6. Ciao Sandra! Il tuo racconto è delizioso, ricco di umorismo e spunti di riflessione!
    Ciao.
    rosatea

  7. X Betta
    Grazie carissima, grazie per apprezzare quella capacità, che tu menzioni, nel dar vita a tutte le cose.
    Un bacio.
    Sandra

    X Anna

    Grazie carissima, condivido la tua filosofia, su cui sempre rifletto e mi appago.
    Un abbraccio.
    Sandra

    X Frank
    eh…beh…, caro Frank, la sigaretta é femmina…, non penso che su un sigaro le impronte di rossetto potrebbero fermarsi…, e poi, per quel poco che ne so, il sigaro ha bisogno di più pause…
    Grazie della lettura.
    Sandra

    X Lucia
    Grazie Lucia. Sei una persona molto gentile e sempre carina, é un onore per me essere apprezzata da te.
    Ciao.
    Sandra

  8. Sei riuscita a dare anima, cuore e “dignità letteraria” ad una sigaretta… la grandezza di uno scrittore si vede anche in questo. Non aggiungo altro.
    Katia

  9. X Katia

    Sono arrossita, cara Katia, una grande valorizzazione per me, la tua.
    Spero di continuare a meritare, grazie tante.
    Un abbraccio.
    sandra

  10. x Angela
    scusami Angela, so che mi leggi ed ho trovato altri tuoi commenti sui miei lavori, e in questo ti avevo saltata per distrazione. Grazie del tuo pensiero gradito.
    Sandra

  11. Un bel racconto, mi è piaciuto molto sei davvero brava, i miei complimenti, un saluto da nassy.

  12. Mi sono dimenticato di dirti che ti sai esprimere molto bene, e se fossi un prof. e dovessi scegliere di metterti da 1 a 10 ti metterei 11.
    Il tuo racconto supera tutti i limiti.
    Ancora un bacio dal tuo nassy.

  13. X nassy

    Grazie, ne sono lusingata. Non ho mai avuto 11 in tutta la mia vita scolastica!
    A parte gli scherzi, il racconto piace molto anche a me.
    Un bacio anche a te.
    Sandra

  14. Il racconto é molto bello… appena ľho letto ai miei ragazzi di 10 anni hanno detto che era favoloso… bravissima

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