Dicono (Provocazione)

Dicono che chi guarda a terra

non saprà mai il colore

dell’orizzonte infinito.

Dicono che chi guarda le stelle

sogna di volare e si dimentica

di essere incatenato a terra.

Dicono che chi scrive

perda tempo e colora

ciò che mai sarà realtà.

Dicono che chi lavora duro

non sarà mai ripagato

e finirà nell’oblio.

Dicono che chi prega

e ripone speranze

vive di futili illusioni.

Dicono che colui che ama

sarà tradito ogni giorno

dal non corrisposto sentimento.

Dicono che chi sbaglia

debba soffrire e pagare

le colpe dell’ingenuità.

Dicono che non puoi

essere sempre ciò che vuoi

quindi meglio non provarci.

Dicono che conoscere

non è mai abbastanza

sei sempre alla partenza.

Dicono che vivere per gli altri

equivale a non vivere

e che l’egoismo è utile.

Dicono che la giustizia

non è mai esistita,

la morte, allora cos’è?

Dicono che il silenzio

allunga la vita, ma

parlare rende uomo.

Dicono che la famiglia

ha le colpe di ogni cosa

le proprie non le guardano mai.

Dicono che non sei fatto

per essere qualcuno

ma prova ad essere altro.

Dicono che il tempo aiuta

e cambia le cose ma nulla

cambia se non sei tu a farlo.

Dicono che i perdenti hanno

da sempre il destino segnato

chi nasce tondo non muore quadrato.

Dicono che sono un fallito,

io ci credo

e tu?

 

11 pensieri su “Dicono (Provocazione)”

  1. Bè, non bisogna credere in quello che gli altri ci dicono ma in quello che noi immaginiamo di essere. Tutto qui.

  2. …se i falliti sono tutti quelli che non “DICONO” …allora lo voglio essere pure io!
    Comunque questo è uno scritto d’alto livello!
    michele8

  3. Dico che sei bravo e ti stimo.
    Io non mi porrei tanti quesiti, io farei come te: scriverei, amerei, osserverei in alto, in basso, ovunque, riporrei i miei pensieri nel cuore e darei loro vita al momento opportuno, sarei corretto nella vita e farei dell’ingenuità una qualità, leggerei i quotidiani, mi informerei e formulerei un’idea mia, volerei spesso e magari in compagnia, e ti manderei anche un abbraccio.
    Sandra

  4. Mi è piaciuto molto questo testo.
    Quando le persone te lo dicono sempre, alla fine finisci per crederci, anche se tu non vuoi e sai benissimo che può essere diversamente.
    Ma quando di fronte hai delle persone che non fanno altro che trasmettere incertezze, è inevitabile cadere nello stato d’animo dell’eterno fallito.
    Con simpatia.

  5. Caro Raf, io dico che se la terra non fosse tonda ma piatta e attraversasse lo spazio infinito inseguendone gli interminabili confini per l’eternità sarebbe già qualcosa. La vita sarebbe più interessante e il viaggio più lungo.

    La forma quindi ci condanna a stare qui. Per sempre, sino alla morte. E per coloro che vengono dopo di noi stessa sorte. Dovranno ripercorrere le stesse strade e lottare per la stessa sopravvivenza.
    Quando lo spazio è chiuso e la densità cresce, infatti, tutta la nostra forza e determinazione è volta in una sola direzione: sopravvivere.

    Sono convinto che molti dei tuoi “dicono” siano esatti (e comprendo la soluzione che suggerisci).. ma non riesco a condannare gli uomini per questo…

    ciao!
    f.

    P.,S. avrei chiuso con: dicono che sono “finito”, io non ci credo, e tu?

  6. …non lo penso mai.
    Ho sempre ritenuto valida la massima “quisque faber fortunae suae”.
    Come avrai letto sul mio sito, penso che il libero arbitrio sia il punto cardine e l’aspetto più scabroso della vita dell’uomo.
    Un abbraccio Raf, a te che sai che puoi e devi credere in te stesso.
    Bello il modo in cui lo hai scritto ed per l’aver espresso con forza queste convinzioni che fanno di un essere umano un Uomo.
    Ciao
    anna

  7. Caro Raf,
    la tua poesia è meravigliosa. Per me fallito è chi è arido di cuore, chi non sa cosa sia donare e tu non fai parte di questa schiera di persone. Chi sa emozionare, chi ha un animo nobile come chi scrive non deve considersi un fallito, ma un uomo con la U maiscola.
    Con stima ed affetto
    chiaraguid

    ps: ho ancora gli occhi pieni di lacrime, grazie per le belle emozioni

  8. Io vi posso soltanto ringraziare perchè sento la vostra vicinanza e la vostra stima che è reciproca.
    Comunque, anche se sono consapevole che in alcuni momenti la mia autostima raggiunge livelli pietosi, è logico che non credo a chi mi da del fallito. La provocazione stava proprio in quell'”io ci credo”.

    x frank.violante
    ben venga la lotta alla sopravvivenza, la trovo poco “corretta” se si trasformasse in forme parassitarie. La lotta, secondo il mio modesto punto di vista, deve mirare all’obbiettivo e non raggiungerlo soffocando le possibilità altrui di arrivare al medesimo fine. Infatti tutti quei “dicono” non sono altro che “giudizi” (gratuiti o meno a seconda dei casi) volti a troncare gli altri nel loro modo di raggiungere alcuni scopi personali. Non sto dicendo che non approvo critiche e giudizi ma solo non capisco talune supposizioni che finiscono per “auto-limitarti” e che non sono correlate da suggerimenti e consigli per migliorare ma restano solo fine a se stesse. L’Uomo è fatto (anche) per dettare sentenze ma anche per appellarsi ad esse se non sono “giustificate”.

    Non credete a quello che vi dicono solo se ciò che vi dicono di per sè non ha ragione di essere detto.
    Era (diciamo) questo il messaggio!
    Grazie a tutti!

  9. Un bel testo, che nella provocazione finale denuncia in realtà una voglia di riscatto dai tanti luoghi comuni e dai giudizi sterili e fini a se stessi.
    Al di là di quello che “dicono”, io cosa dico?
    Ciao.
    Katia

  10. Molto bella, io ti dico che sei bravissimo, oltre che estremamente sensibile, ciao da Betta

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