Dune…

Già, il deserto e… cammino ancora.

Una bava filante tocca a caso parti del corpo,

mentre corro, in quest’estenuante arida attraversata.

Non sento niente, cammino da giorni, forse mesi

tra crotali e vetri, piaghe e granelli di fuoco.

Salgo e ridiscendo dune, tutte uguali; tutte diverse.

Corro senza punti cardinali, a volte piangendo,

lacerandomi la pianta del piede come di lama sottile.

Laggiù qualche cima, forse sabbia.

Le ingrassate lacrime, davanti alla pupilla,

turbano la presente visione che,

per quanto terrificante, è pur sempre vita.

 

2 pensieri su “Dune…”

  1. Infatti, è pur sempre vita.
    Capita spesso di “camminare” nel viaggio della nostra vita ed attraversare punti desertici. Voglio dire solo due cose: per quanto questi momenti possano essere difficili, capaci di privare il nostro animo di caparbietà e voglia di andare avanti, essi restano comunque “momenti” che avranno prima o poi una loro fine, lasciando spazio a vallate verdeggianti dai profumi incatevoli. La seconda cosa che mi è venuta in mente leggendo questa poesia è che forse è meglio affrontare (anche piangendo) le difficoltà, piuttosto che fidarsi di (eventuali) effimeri “miraggi” e restarne poco dopo delusi. Io sono dalla parte di chi afferma che le difficoltà fortificano e un po’ ci cambiano.
    Questa tua profonda poesia mi ha ricordato particolari momenti che comunque fanno parte del vissuto e che non rinnego. Del tuo scrivere mi piace come ti soffermi su “particolari” dettagli che altri non vedrebbero o non cosidererebbero.
    Con stima
    Raf.

  2. Ciao, esattamente Raf sono i deserti dell’anima che ogni tanto incontriamo sul percorso della vita. Uso dire: solo un poeta può comprendere un altro poeta. Grazie dei complimenti…

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