Trasformazione

Nella costanza

dell’essere

vestiamo abiti sempre nuovi,

testimoni

distratti

del tempo che passa,

interpreti

inconsapevoli

sul palcoscenico

della vita.

Ci trasformiamo

nella folle rincorsa

di idoli e modelli

nel turbinìo

vorticoso

degli accadimenti.

Maschere

dipinte sul volto

ci convincono

di essere altro.

 

10 pensieri su “Trasformazione”

  1. Bella poesia, che ci impone una profonda riflessione, su chi siamo e dove stiamo andando, in questo particolare periodo, in cui non conta l’essere, ma l’apparire, dove il futile sembra diventato indispensabile, e stiamo perdendo i veri valori, di una vita, forse meno “scintillante”, ma sicuramente più serena.
    Bravissima.
    Nico.C

  2. Una poesia che mette a nudo l’interno. Siamo tutti sottoposti alla trasformazione del tempo sia per quanto riguarda l’esterno e ciò non dipende per buona parte da noi, che per l’interno. Mutazioni dovute a quella famosa passerella della vita che ci forgia di abitudini, di maschere, di armature e di nostalgia. Tuttavia una buona parte del nostro “io”, la parte più forte amalgamata alla nostre antiche fragilità, resiste al tempo. Io sono convinta, cara Anna, che in quel momento nessuna maschera, anche quella più allettante, ci può convincere di essere altro che noi stessi.
    Bellissima.
    Sandra

  3. Hai descritto benissimo la civiltà odierna dell’immagine.
    Che spesso purtroppo ci porta fuori strada.
    Una bella ed attualissima poesia.
    Un caro saluto. QS-TANZ.

  4. Ci si convince d’essere altro quando manca quella costanza di cui parli in apertura, cara Anna. Purtroppo non tutti hanno la forza di rimanere saldi nella sobrietà dell’essenza e si lasciano condizionare dalla vistosità del futile. Omologarsi e seguire la moda del momento è un po’ come nascondersi ed è sicuramente più facile e meno rischioso (in apparenza).
    Una bella riflessione.
    Katia

  5. Cari amici,
    vi ringrazio della lettura e dei commenti che partecipano al mio mondo interiore.
    Cercare il nuovo, il differente, l’alternativo non è in sè sbagliato.
    Lo è camminare con scarpe ferrate sul percorso che ci ha resi tali, sminuendone il valore e tradendone l’essenza.
    Un abbraccio.
    anna

  6. Grazie sai anna, questa poesia l’ho messa nella mia tesina!!! Spero porti riflessione alla commissione 😉 ciao

  7. Grazie della lettura, Paola!
    Spero che tu, come si fa elaborando tesi e tesine, abbia citato la fonte, altrimenti, se appena appena qualche membro della Commissione fosse un po’ smaliziato e cercasse in internet, troverebbe l’autore…
    Io spero che la mia poesia, più che ammaliare la Commissione (anche se con questo caldo tutto è possibile), porti a te fortuna e ti aiuti a riflettere sul divenire continuo degli eventi, su come l’uomo si possa porre davanti ad essi, su quale possibile dualismo possa condizionare la vita allorquando si rifugga dalla consapevolezza del sè, dalla partecipazione attiva al vivere e dall’accettazione della realtà.
    In bocca al lupo!
    anna

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