L’amore perduto

Amore,
follia,
passione.
Il nulla.

Giorni
ricchi solo di vuoto
nella ricerca affannosa
di un amore perduto.

Anni.

Altri amori
e l’idea
sempre lì,
confronto impossibile
per realtà inadeguate.

Anni.
Ancora anni.

Eccoli
devastati entrambi
dall’affannoso vivere.

Ritrovati nella memoria,
estranei nella vita.

 

16 pensieri su “L’amore perduto”

  1. Una bellissima poesia che induce a riflettere.

    Credo che nessun grande amore o passione sia esclusa dai nostri cuori e dalla nostra memoria, ma rimane comunque, estranea alla vita e al nostro quotiano.

    Complimenti.
    Sandra

  2. Cara Anna,
    nell’interpretazione che do io, e non so se è quella che tu volevi dare, vedo l’affiorare dei ricordi di amori del passato.
    Forse amori solo cerebrali.
    Con l’inesorabile circostanza degli anni che passano e dei paragoni che naturalmente affiorano.
    Molto, molto bella e veritiera.
    Un caro saluto. QS-TANZ.

  3. Una poesia profonda, velata di una certa malinconia, acuita dalla consapevolezza di una realtà inoppugnabile. Chiusa dolorosa, anche se mi viene da pensare che in fondo, se riescono a ritrovarsi nella memoria, quell’amore non è completamente perduto… Molto bella.
    Un abbraccio
    Katia

  4. Bellissima questa poesia Anna, mi piace molto il finale, questi amori… dentro di noi, ma incompatibili nella nostra realtà, perchè vissuti in tempi e modi in cui eravamo diversi, quindi ricordi senza rimpianti, ma che comunque danno un pò di nostalgia perchè legati ad una parte della nostra vita. Brava Anna, è veramente molto bella la tua poesia, molto profonda e sincera. Ciao da Betta

  5. E’ il vuoto di vita che emerge con dolore e con rabbia, è il perdersi del tempo rincorrendo una chimera e la realizzazione di avere sbagliato a sognare un abbraccio che nella realtà non esiste…
    bellissima!
    rosatea.

  6. Io credo che siamo ciò che siamo, grazie a tutta la gamma di esperienze che abbiamo vissuto e che contribuiscono a forgiarci per come siamo.
    Credo anche che il passato sia nella realtà passato, ma non penso che sia facile dimenticare.
    Per quanto mi riguarda penso che ogni momento della vita che ho vissuto faccia parte del mio patrimonio di affetti.
    Tutto, anche ciò che è passato.
    Ma tutto ciò che fa parte di me, vive in me.
    Per quanto riguarda la poesia, credo che sia proprio come dite, vivere significa affrontare la quotidianità e il quotidiano comporta la lotta per sopravvivere.
    anna

  7. Mi fanno ricordare una rosa, parole cariche e importanti; sì questa poesia è simile a una rosa.

  8. Anche a me come a betta è piaciuto molto il finale.. è vero, tutto ciò che è stato a volte ritorna ma in qualche misura ed inevitabilmente lo avvertiamo estraneo alla nostra vita presente.. come credo sia giusto..
    se il nostro sguardo, però, indugia e si compiace troppo di ciò che è stato e lo fa suo.. è facile ripiegare in sè stessi.. e io credo che ripiegare non sia mai una buona cosa..
    ciao!
    f.

  9. Per Frank:
    Io credo nella vita attiva.
    Non ho tempo per crogiolarmi nel ripiegamento e mi spiace quando vedo che qualcuno lo fa chiudendosi in un dolore che impedisce di guardare ad ogni altra possibilità, via d’uscita, soluzione.
    Tuttavia è innegabile che ognuno porta nel suo cuore “ciò che è stato”, anche come avvertimento e velo di corazza per proteggersi dalle disavventure.
    Altrimenti a che serve l’esperienza?
    Anche se M. Kundera risponderebbe a questo punto che nel campo degli affetti l’esperienza non conta, perchè rientra nel campo delle cose non più ripetibili (una specie di verifica del punto di rottura) e quindi le “esperienze” affettive non servirebbero.
    Ciao
    anna

    Vi ringrazio tutti.
    Un abbraccione.
    a

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