Il perduto amore

La vita non è facile per nessuno e questo Luana lo sa, da quando un mese prima le era stato diagnosticato un tumore al seno la sua vita era cambiata, ma nulla le aveva scalfito quel suo sorriso che tutti amavano. Oramai le erano stati dati tre mesi di vita e sotto l’effetto della morfina per lenire i dolori, consapevole del poco tempo che le restava, che la vita per lei era giunta quasi alla fine, incominciò a rileggere il suo diario. Non volendo fare la vittima pensando al dolore di vivere nella consapevolezza di dover chiudere gli occhi per sempre e ripensando alla sua vita con tenerezza i ricordi affioravano nella sua mente di quando la freccia di cupido trafisse il suo cuore, e così magicamente incominciò ad aprire le pagine ingiallite del vecchio diario su cui aveva appuntato tutti i suoi sogni e le aspettative di una vita breve ma intensa, in una tasca di pelle trovò tre lettere e delle poesie che aveva scritto per Pier, dieci anni prima il suo grande ed unico amore. Che dolcezza, a distanza di dieci anni erano ancora lì, che bello! pensò. Ne aprì una con le mani tremanti, gli occhi si abbassarono sul foglio e le parole giunsero dirette al cuore.

Caro amore mio,

anche se non sai di esserlo, io lo grido al cielo e alle stelle: “io ti amoooooo”! Che dolce suono hanno queste parole, pronunciate tante volte ma sempre con colori diversi. Vorrei tante volte dirti quello che ho nel cuore, ma so che adesso ti vuoi solo divertire, troppo è stato il dolore, la delusione che hai a fatica superato, per un amore che credevi eterno e che ti ha lasciato solo. Ho paura di parlare e dirti che da quando ti ho conosciuto il mio cielo si è riempito di mille colori. Ho paura di dirti che tu per me non sei un’avventura di un giorno, ma l’amore della vita. Un giorno sei entrato nella mia vita, era il quattro Giugno, ricordo i tuo occhi, dolci e teneri, i tuoi silenzi che parlano di te più di mille parole, le serate a casa tua dove ci immergevamo di semplicità e passione da non pensare ai giorni bui che attanagliano la nostra vita. È vero siamo profondamente diversi, Io un ciclone di allegria con il mio motto “io mi piego ma non mi spezzo” che tanto ti fa ridere. Tu introverso tanto che devo usare le tenaglie per farti parlare dei tuoi problemi con la tua convinzione che tutto si debba fare da solo, che chiedere aiuto è un segno di debolezza, con la tua calma che un po’ ti invidio sai sempre come prendermi. Un giorno ti dissi che pochi erano i sogni da sognare insieme, ma ora credo che se vorrai abbiamo tanti sogni da sognare, tanti progetti da realizzare e tante cose belle che ci aspettano dietro l’angolo, se solo avessimo il coraggio di tentare. Ho sempre cercato di darti dei consigli obbiettivi e anche se a volte mi è costato come quando mi hai trasferimento a Milano, io ti ho spronato ad andare ed ora dopo un mese, quel cambiamento si è dimostrato un vero successo. Ti vedo più sereno e rilassato e questo mi riempie il cuore di felicità. Io credo nel destino, e credo che qualcuno là su ha grandi progetti per noi “per crucem ad lucem”, voglio conoscere ogni strato della tua anima fino a giungere alla profondità del cuore, perché so che è bello, profondo da meritare di essere esplorato. Io ti prometto di fare di tutto per non deluderti, i tuoi occhi spenti e quel dolore rimarrà impresso nella mia mente. So che il mio carattere ciclonico a volte ti opprime ma sto cercando di migliorare, errare è umano perseverare è diabolico, ho capito cosa non sopporti e spero che mi dai la possibilità di amarti. Spero che la delusione non ti offuschi il cuore, che non ti crei mille muri per paura di soffrire, io sono qua e se saprai tentare e lottare allora sarai felice. Io ti amo e con orgoglio che lo grido al cielo e alle stelle in questa notte buia dove il pensiero vola a te per dirti che io ci sarò sempre, e anche se per noi la vita sarà un salita dura potrai contare sulla mia mano per sorreggerti. Grazie perché ti sei preoccupato per me quando stavo male e tu eri lontano,  grazie perché quando sono con te la mia vita sembra più dolce, grazie per darmi il tuo affetto e anche se non me lo dici so che a modo tuo mi vuoi bene. Io però non voglio pagare per le colpe d’un’altra, io non sono uguale a lei, non voglio matrimoni lussuosi, amo la semplicità dovresti averlo capito, tutto quello che ho avuto dalla vita e direi poco me lo sono guadagnato così mi guadagnerò il tuo amore: con i fatti e se dovrò lottare e fare sacrifici per te li farò perché penso che sei una persona che merita, così lascio le calde stelle a cullare le mie riflessioni domenicali con la consapevolezza che mai ti dirò che ti amo così sconsolata ti aspetterò finché un raggio di sole scalderà di nuovo il tuo cuore. E di Nuovo Sarai pronto ad amare.

Erano passati anni ma il dolore era sempre uguale ripensando a quell’amore mai nato, per le sue parole che come macigni pesavano sul cuore e sulla mente, ma soprattutto per quell’amore sprecato, non poté fare a meno di pensare a tutti quei viaggi in treno Treviso – Padova, per aiutarlo ad uscire dalla depressione;  a tutte le ore del giorno e della notte e pensò che l’avrebbe fatto anche a piedi pur di non vederlo soffrire. E che cosa aveva ottenuto solo biasimo e rancore.
Con gli occhi velati di pianto prese un’altra lettera incominciò a scorrere tra le righe ingiallite dal tempo. Con dolce trepidazione le parole riecheggiavano nel grigiore di una stanza di ospedale dove il caldo calore della morte riecheggiava tra le pareti.

Dolce anima ferita,
ecco la salita per te è appena iniziata, arido deserto nel tuo cuore. Hai deciso di andare, di percorrere questa vita senza di me, senza la mia mano, sempre pronta a sorreggerti, che non ti ha mai lasciato cadere. Cosi è l’amore, va sempre in un’unica direzione, amare e soffrire due facce di un’unica medaglia, io che ti ho amato, di un amore unico, sincero, sono qui a piangere per te e a vivere nel ricordo dei tuoi occhi, dei giorni che indelebili ripassano nella mia mente, di quando ti stringevo a me, e sentivo il tuo cuore battere ad unisono con il mio. Per essere felici bisogna rischiare, lottare e se tu credi in un futuro per noi allora ritorna, troverai sempre un posto dove rifugiarti quando ti sentirai triste e solo. Mi troverai pronta ad ascoltarti quando vorrai parlare, o a perdermi nei tuoi silenzi che parlano più di ogni parola. Vorrei ancora sentire, la tua voce mentre ride ad una mia battuta, sentire le tue mani sul mio corpo e vedere che tutto questo non è un sogno. Un giorno ti dissi che non abbiamo sogni da sognare, ma non è cosi, è ora che dobbiamo incominciare a sognare, a creare la nostra vita, non è la lontananza, non è la vita, non sono le tue paure che riusciranno a tenere lontano il mio cuore dal tuo, piano piano rientrerò nella tua anima e allora insieme gioiremo, ti insegnerò ad avere fiducia nella vita, quella vita che ti ha fatto provare il dolore dell’abbandono, ma io sono qui ad aspettarti, ad amarti. Prendilo questo amore, prendi questa felicità che ti meriti, ama per essere riamato e vedrai che il sole prenderà il posto della tempesta nel tuo cuore. Lascia che il tuo orgoglio non ti accechi, che il muro che innalzi davanti a te non sia troppo alto da non permetterti di vedere che la felicità è qui in ogni giorno della nostra vita. Trova quella lume di speranza in ogni piccolo istante, camminando insieme troverai la tua strada, e trovando l tua strada troverai me.
Caro amore,
cosa farei per tornare in dietro, quando i sogni erano realtà e la realtà era solo sogni quando bastava guardarti per capire cosa gridava il tuo cuore, quando bastava un abbraccio per sentire il tuo cuore battere ad un isono con il mio. Hai dimenticato la solitudine di quei giorni bui, i giorni duri dell’abbandono, hai dimenticato quel raggio di sole in mezzo all’oceano della delusione, è facile vivere nella felicità, è facile vivere quando le cose vanno bene, difficile è amare nelle difficoltà della vita, quando i sogni cadono ed è lì che si vede il vero amore, il vero amico. Io credo di aver sbagliato nel volerti proteggere dalle intemperie della vita, ti ho visto morire dentro e poi risorgere ed è per questo che a volte ti assillo perché tanto dolore ho scorto nei tuoi occhi, da non poter fare a meno di allungare una mano per sorreggerti. Ma è ora che come un baco diventa farfalla, come la fenice che dopo la cenere torna a volare così anche tu devi essere libero di volare in questa ricerca grande di te stesso. Ricorderò quei tuoi occhi teneri e le cose belle di te che solo io so guardare, quello strato che tu nascondi bene ma solo che ti ama riesce a scorgere dietro quell’apparenza di cinico ed egoista c’è un ragazzo dolce, allora perché nasconderlo mi domando, perché è più facile essere considerati se si è cinici e distaccati, no sii te stesso ogni giorno e vedrai che il sole entrerà nel tuo cuore così consapevole che l’amore è anche rinuncia. Ti lascio vivere la tua vita, che mi auguro per te sia più felice della mia, che il tuo cuore sia sempre caldo che tu possa toccare con mano il vero amore quello che soffoca i sensi e confonde il cuore. E magari un giorno ti rivedrò quando i tuoi occhi cercheranno i miei. E il mio cuore ad un isono col tuo batterà più forte: E a cavallo di un onda tra le pieghe argentate del mare giungerai a me, allora le stelle prenderanno il posto del sole e alla tristezza subentrerà l’amore. Però è ora che tu vada perché la vita non ti aspetta. Non ho parole per dirti quanto male mi fa sapere che nel giro di due mesi tu abbia già una sostituta, che fai l’amore con lei nel letto che prima hai condiviso con me, e il pensiero che tu la chiami amore mi fa star male. Ho un grande dolore nel cuore, quello di non essere mai riuscita a dimostrarti la mia immensità e che quanto grande fosse il mio amore da bastare per tutte e due vorrei odiarti così da mettermi il cuore in pace, ma invece ti amo e ti amerò finché esalerò l’ultimo respiro della mai vita.

Caro Pierre,
questa è l’ultima volta che ti scrivo, purtroppo ogni giorno di più soffro per te perché ogni giorno di più mi accorgo di amarti. Tu hai scelto altre vie e io debbo farmene una ragione ma so che nessuno ti amerà come ti ho amato io, nessuna ti donerà quello che ti ho donato io, tu hai scelto lei e se l’hai fatto perché l’ami sono contenta per te ma se mi dici di non essere sereno posso solo dedurre che non l’hai fatto per amore, perché l’amore se corrisposto rende sereno, ti rende felice sopratutto all’inizio, se l’hai fatto solo per avere una compagna perché non vuoi stare solo questo non ti renderà felice ma da questo non sono io che devo proteggerti, addio Pierre e questa volta te lo dico con il cuore, vorrei odiarti, vorrei cacciarti dalla mia vita ma quando sento che non sei sereno, non posso fare a meno di porti la mia mano. La vita è tua e se tu vuoi continuare a sbagliare sono solo fatti tuoi, io non ti voglio fare pena, non sei obbligato nei miei confronti, quello che ho fatto l’ho fatto solo perché ti amo e lo rifarei mille volte, ancora pur di vederti sereno ma non ce la faccio a pensarti con lei, che la chiami amore, che fai l’amore con lei nel letto dove l’hai fatto con me mi strazia veramente il cuore e l’anima pensavo di averlo superato ma no il mio nobile cuore ancora ti cerca se ti ho cancellato dalla mia vita l’ho fatto per cancellarti dal mio cuore, ti vorrò sempre bene ma devo continuare a vivere anche se è molto difficile senza di te, mi dispiace che di me ti siano arrivate solo le cose più infime del mio carattere ma la Luana quella vera e profonda tu non l’hai voluta conoscere, quella persona che molte volte ha lasciato tutto per te e che si sarebbe fatta anche uccidere pur di vederti sereno. Spero che conoscerai di nuovo il vero amore quello che ti scalda il cuore, quello che hai provato solo con la tua ex
che dio ti benedica e ti insegni la via.

Leggendo quelle pagine di vita , Luana non poté fare a meno di i commuoversi riaprendo vecchie ferite mai rimarginate. Prese carta e penna per scrivere l’ultima pagina del diario della sua vita a così con la fatica dei forti dolori che attanagliano la vita dei malati terminali scrisse quell’ultima pagina del diario che era rimasta in bianco per dieci anni.

Caro Pierre,

dopo la fine della nostra fugace storia d’amore dieci anni fa io sono scappata come solo i vigliacchi sanno fare, e sono partita per l’Africa per dimenticare il grande dolore che tu mi hai causato. Ho conosciuto il grande amore quello che nasce dalla umana comprensione, è bello vedere quei sorrisi gratuiti e quell’amore che tu non mi hai mai saputo dare. So che questa lettera non ti arriverà mai come le altre del resto, ma spero che almeno in punto di morte possa riuscire a togliere dal mio cuore, quell’amore così grande da rendermi cinica proprio come te e di rendere il mio cuore arido in questa stanza di ospedale dove sto per morire e con il cuore in mano ti dico addio.

Dopo avere scritto queste brevi parole, si scrisse la parola “the end” alla sua breve vita. Luana morì in un caldo giorno di giugno nello stesso mese in cui dieci anni prima incontrò il suo unico e travolgente amore, con il suo diario tra le braccia e le lettere sul cuore. Era il secondo anniversario dalla morte di Luana quando finalmente Elisa riuscì a trovare Pierre e a consegnargli il diario della sorella, ormai erano passati dodici anni, le spiegò che da sempre aveva avuto dei ripensamenti, si era vergognato di tornare e così aveva perduto il suo vero amore. Calde lacrime scesero dal suo viso, l’amore non va sprecato, non va cercato, non nasce dal bisogno di avere una compagnia per non vivere da soli, arriva quando meno te l’aspetti nel modo più fulmineo che ognuno di noi possa immaginare. Nel vedere quel diario redatto con così grande cura non poté fare a meno di immaginare Luana mentre scriveva quegli accorati appelli al suo amore. Prese carta e penna e scrisse:

Caro amore perduto,

sono passati due anni da quando le parche ti hanno portato via da me, è triste sapere solo ora quanto mi amavi ma allora ero troppo preso da me stesso e dal mio dolore che non sono riuscito a percepire quanto grande fosse il tuo amore per me. Posso tornare indietro solo con i ricordi a quando il tuo sorriso mi apriva il cuore, alle sere passate in casa a ridere e scherzare, a quella capacità che avevi di capirmi dal solo guardami negli occhi, non facendo altro che biasimarmi. E ora non mi resta che questo foglio di carta ove scrivere parole, ove gridare al mondo intero quanto il mio ceco orgoglio abbia sbagliato. In questi ultimi dodici anni non sono stato più sereno. Colpa mia! Avevo la felicità sotto mano e non l’ho afferrata, avevo il tuo cuore è l’ho solo straziato. Ora mi resta solo una pietra ove sostare per parlare un po’ con te, mi restano solo fotografie, mi resta la tristezza della memoria, e la voglia di amare ancora, ma quello che ho avuto e ho perduto resteranno sempre nel mio cuore ora non posso far altro che camminare senza di te. Grazie per le belle cose che solo tu hai saputo scriver per me, grazie per l’amore che mi hai dato, grazie per avermi reso l’uomo migliore che sono ora. So che il dolore che ti ho dato è stato grande e spero che da lassù tu mi abbia perdonato.

6 pensieri su “Il perduto amore”

  1. Vorrei ringraziare la redazione per la pubblicazione di questo racconto a me molto caro
    non me lo sarei mai aspettato.
    chiara

  2. Chissà perchè, molto spesso, solo dopo la morte vengono riconosciuti aprezzamenti, affettivi-sentimentali, professionali etc….
    Spero tanto che siano ben poche le persone, che per il raggiungimento contrastato o incompreso, del proprio amato/a, debbono pagare un prezzo così alto.
    Comunque un bel racconto.
    Ciao.
    Sandra

  3. Mmm… vediamo… in alcuni passaggi sei troppo poetica, in altri di meno. La trovata del diario mi sembra poco originale… le lettere comunque si leggono con trasporto emotivo, anche se un pò troppo lunghe. La citazione latina non credo sia assai diffusa quando si scrive in diario… Poi la scansione temporale non mi convince troppo…

    Sottolineo che ciò qui da me medesimo scritto rimane qualcosa di assolutamente personale… come insegna la storia, non il singolo gusto a determinare la fama. 🙂

    ciao

  4. E’ un racconto molto piacevole in cui però l’idea di amore che emerge è quella in realtà del dolore… non c’è amore nel soffrire e far soffrire, amore è felicità condivisa. Purtroppo a volte ci caschiamo…

  5. Per Icehotheart,
    l’idea era quella di raccogliere queste pagine in un racconto e le lettere sono state scritte prima e poi non mi interessava l’originalità ma quello che volevano trasmenttere.
    Qualcuno l’ha colto…

    Per rosatea e sandra, grazie mille per aver letto il mio racconto.

    chiara

  6. E’ bellissimo e non condivido le critiche. Si sa che l’amore è dolore e anche se c’è felicità, c’è sempre una punta dolorsa. Se la trovata del diario è poco originale, allora siamo in tante ad esserlo.
    Gigliola

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