Il drago infuocato

Un fiume di parole si inseguono

nell’aria ferma

che si fa di ghiaccio.

Pensieri e visioni di passato rotolano sul presente,

eruttati dall’urna di cristallo.

 

Il vuoto,

il rammarico

riempiono, poi, il cuore

di infinita e sconsolata

tristezza.

 

Meglio sarebbe stato inghiottire il drago adirato

con tutto il suo pennacchio di fumo…

 

10 pensieri su “Il drago infuocato”

  1. Il Drago adirato col pennacchio di fumo, beh…, lo conosciamo un po’ tutte…, ogni tanto si fa vedere, e certamente sarebbe meglio inghiottirlo, ma poi il Drago, come per incanto, si trasforma in magnifico cavallo e l’amazzone lo sa domare a meraviglia e non solo, ne sa trarre piacere e dare piacere. Anche questo fa parte della passerella della vita.
    Un abbraccio.
    Sandra

  2. E’ una poesia da decifrare, sembra si rivolga al terremoto, alla figura del vulcano che sembra eruttare lava e fuoco dalla terra e tutta questa maestosità sembra sovrastare di molto le nostre teste, piccoli umani. Ma ciò che la rende ancor più bella e degna (di lettura) è quel “ghiaccio” e quell’ “urna di cristallo” che rendono l’idea della potenza delle parole, della scioltezza con cui l’uomo si libera dalle catastrofi e ritorna a terra, col suo pennacchio di piume, di fumo.

  3. Cara Anna,
    non riesco a dare una forma coerente ai pensieri e le sensazioni scaturite dalla lettura di questa tua poesia, bella e insolita.
    Mi piace il gioco di contrasti tra le parole in movimento e l’immobilità dell’aria, tra fuoco e ghiaccio, e quella parabola di pensieri e visioni che eruttati verso l’alto rotolano poi a valle, verso il presente… peccato per quel rammarico…
    Un abbraccio
    Katia

  4. Ciao Anna, che bella poesia! Per me è sempre un piacere leggere i tuoi scritti.
    Un abbraccio.

  5. Continuerò a leggere questa poesia, forse perché ancor difficile da capire e proprio per questo anche perché non riesce a dare delle impressioni nette, non si preoccupa di procurarlo ma tuttavia è affascinante, lascia quello stupore che ogni parola dovrebbe dare e sembra che la seconda strofa non c’entri niente con l’inizio, l’ultima invece sembra ironica, come se tu ti sia presa ‘gioco’ del drago!.

  6. Cara Anna, molto bella la tua poesia, molto profondo il tuo pensiero, quel drago infuocato che spinge a ferire, e fa dire cose di cui, sappiamo gia, ci pentiremo, non appena sarà chetato, penso sia in ognuno di noi, l’ho tirato fuori e l’ho subito, ed è vero, lascia tristezza e rammarico, per non averlo saputo ingoiare, perchè può fare molto male. Bravissima, la tua poesia è molto vera e molto sincera. Ti abbraccio con stima. Ciao da Betta

  7. Carissime,
    grazie per i vostri pensieri e per le vostre riflessioni.
    Mi sono fermata a fissare nelle parole la sensazione sgradevole di un litigio tra due persone che si amano.
    Avere ragione talvolta non basta, perchè le parole cominciano a vivere di vita propria e tornano in mente situazioni che sembravano dimenticate ed erano invece solo accantonate in un angolo della mente, che è uno scrigno in cui tutto si conserva e si cristallizza.
    Poi a mente serena, superato il momento, resta solo il dolore, per la frattura che ne è nata con l’altro che non credeva, non pensava, non gli sembrava che… ed annaspa nelle sue giustificazioni.
    Ma le parole sono state dette, l’ra che ha infiammato la nostra mente è stata un drago che ha soffiato come un incendio su sentimenti ed affetti ed ha distrutto ciò che prima c’era.
    …forse era meglio pensare, riflettere, ricordare che il passato è passato e per nessun motivo deve essere rivangato o rinfacciato…
    Una poesia un po’ autoironica, perchè con tutta la mia pretesa di freddezza, anch’io perdo la pazienza e poi vorrei non averlo fatto e penso a quel rospo che non ho ingoiato e che è diventato un drago di fuoco.
    Un abbraccio e un sorriso.
    anna

    p.s. :
    Sandra, sei troppo buona con me!
    Betta, mi sa che mi assomigli…
    Lucia, sei molto cara.
    Katia, ti ho scritto…
    Maren, scusami, sono stata un po’ ermetica, ma non credo che questa poesia mi sia venuta male.
    Più la rileggo e più mi piace. Spesso mi capita di cambiare registro narrativo e in questa poesia mi ritrovo appieno.

  8. Non volevo dire questo, anzi, penso anch’io che in essa ti ci possa ritrovare appieno, non è da tutti, molto bella, anzi l’augurio che il tuo registro non cambi, non svanisca e non si consumi.

  9. Cara Anna, “meglio sarebbe stato” rappresenta il futuro e, come tu ben sai, parlare con il senno di poi è solo una magra consolazione.
    Comunque sono d’accordo con la sintetica tua visione: i draghi vanno affrontati subito altrimenti, comunque vada, l’odore del loro fumo rimane… per un pò di tempo nell’aria!!!
    Un caro saluto. QS-TANZ.

  10. Grazie, Maren.
    Sei sempre molto gentile e attenta.
    Mi piace molto il modo in cui esprimi i tuoi commenti, attenti e precisi.

    QS-Tanz, grazie.
    In effetti “del senno di poi sono piene le fosse”.
    …e anche il fumo di bruciato non è piacevole.
    C’è, però, il momento in cui si va con l’onda del cuore e si ragiona poco.
    Ma la vita è bella anche per questo, perchè offre poi la possibiltà di rivedere alcune posizioni…

    Ciao ad entrambi
    anna

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