La lucciola è ancora lì…

Spesso la riapro, quella finestra.

 

Appoggio i gomiti sul freddo davanzale,

alzo gli occhi e il cielo, come sempre,

è povero di stelle.

 

Allora li chiudo,

sento urla, grida, pianti, risate.

 

Le dita stringono il marmo.

 

Sento battiti affrettati di vecchi cuori ancora vivi,

sento un fracasso assordante,

sento sguardi, sento sorrisi, sento sussurri.

 

Una lacrima,

s’aggrappa disperata.

 

Le labbra s’incurvano dolorose.

 

Il sapore di avventure già vissute,

mi lascia l’amaro in bocca.

 

L’odore bruciato di tante sere,

mi passa accanto e non si ferma.

Non si ferma più.

 

Un affollato cielo,

si riflette negli occhi.

 

Allora li apro,

e capisco che tutto è ancora lì,

siamo tutti, ancora lì.

 

A volte la desidero, la mia prigione,

a volte mi ci dibatto come una lucciola in un bicchiere.

Granelli stuzzicano la memoria.

Il vento mi racconta, segreti che già so.

 

12 pensieri su “La lucciola è ancora lì…”

  1. E’ molto bella questa poesia, racconta la vita.
    Il vissuto che lo scrigno del cuore racconta a volte viene riassaporato; un po’ fa male perché sappiamo mentalmente che ciò é passato e non torna più nel presente. Ma tutto fa parte di noi e del nostro vissuto, la lacrima, fa bene a scendere, ma poi lo sguardo deve andare oltre, soprattutto avanti, la passerella della vita continua, per fortuna…
    Ciao.
    Sandra

  2. Bellissima… una finestra sulla vita passata, presente e futura, perchè, come dici nel titolo, “la lucciola è ancora lì” e nuovi sguardi, sorrisi e sussurri coloreranno le avventure ancora da vivere. Da quella lacrima si può e si deve ripartire… Mi è piaciuta davvero molto, brava!
    Un sorriso
    Katia

  3. Questa tua poesia mi piace molto.
    Mi piace la consapevolezza che “tutti siamo lì”, la certezza del dolore e del ricordo condiviso, della vita che non scorre invano e del sapere che dietro la finestra c’è un mondo a cui scegliamo di sfuggire, perchè la “prigione”, quando è la nostra “casa”, forse è voluta.
    Brava.
    anna

  4. Mi è piaciuta l’idea del ballatoio, del davanzale perché è il luogo di separazione tra il dentro e il fuori; quel confine sterrato tra il passeggero e l’oltre; una conquista per noi poeti.

  5. Straordinaria poesia… hai molto talento… l’ho compresa intimamente… grazie…
    ire

  6. Grazie, siete sempre gentilissime! E’ vero è una prigione voluta alla fin fine… e da quella lacrima si riparte… almeno è quello che spero con tutto il cuore… Jo

  7. Grazie tante per i complimenti anche a luigi, maren ed irene… siete troppo buoni 🙂

  8. E’ molto difficile per me commentare parole così cariche di autentica sofferenza.. ma siccome ho visto fare capolino una faccina sorridente tra le tue ultime righe.. allora ti dico volentieri che sei bravissima josephine.. il tuo scritto mi ha davvero commosso..
    f.

  9. Bella, tristemente sognante e con una nota di rimpianto che si snoda tra presente e futuro.
    E poi ti dimostri coraggiosa ad aprirla ogni tanto… quella finestra.
    Ciao. QS-TANZ.

  10. Grazie frank 🙂 mi fa piacere che ti sia piaciuta e grazie anche a te QS-TANZ… è vero… ogni tanto le finestre sul passato vanno riaperte…

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