La camicia e il ferro da stiro

La stiratura di una camicia inizia dalle parti più consistenti, cioè dal collo e dai polsini, almeno questo è ciò che ribadiva mia zia, che faceva la stiratrice.

Leggermente ancora umida, la camicia da donna di seta, posta sull’asse da stiro, era pronta per la sua piegatura. La punta del ferro da stiro a vapore toccò il collo, leggero e bagnato dall’appretto.

– Camicia: ehi, ma non potresti essere più delicato?…., rischi di bruciarmi,

non sono mica come quelle di cotone, io…, sono bella e delicata, devi fare attenzione e usare molta cura, altrimenti mi sciuperai…

– Ferro: guarda che io sono uno che sa il fatto suo, che ti credi? Sei un po’ smorfiosa comunque…, non ti succederà niente, sono posizionato alla seta ed ho esperienza, oddio, certo, la distrazione può capitare, e quando succede bella mia, indietro non si torna…,purtroppo, il danno è fatto, comunque ti bacerò il collo con delicatezza, mica brucio tanto in questo momento!! Vedrai come sarei bella, dopo, attaccata alla gruccia, sarai ammirata da chi ti indosserà e dagli altri che ti vedranno.

La camicia rimase in assoluto silenzio, si lasciò passare la punta del ferro ovunque, le maniche aperte con i bottoni slacciati, il collo, le parti lunghe e morbide, lui aveva molta delicatezza ma anche fermezza e quando il vapore si ritirò la camicia era pronta per la gruccia.

– Camicia: sei stato veramente bravo, mi compiaccio, credo di non essere mai stata in forma come adesso e sai che ti dico? In lavanderia non ci voglio andare più, oltretutto mi mettono quella odiosa etichetta con i punti di metallo, va a finire che qualche volta per togliermela mi verrà pure qualche buco.

– Ferro: ti devi fidare di me, è tanto che faccio questo lavoro, beh, a volte sai, se non mi curano, anch’io col calcare, invecchio, ma diciamo che ancora sono molto efficiente, quando vuoi, sono qui.

E mentre la camicia veniva momentaneamente appesa con la gruccia ad un’anta dell’armadio perché si raffreddasse dal caldo del vapore, essa pensava: speriamo di essere indossata presto, mi piace molto quel ferro quando passa su e giù a togliermi le pieghe, chissà se anche con quelle di cotone usa la stessa delicatezza che con me.

Evidentemente anche gli oggetti si creano le loro tortine di ricotta, chissà se anche per loro si rompono con facilità come per gli umani…

 

7 pensieri su “La camicia e il ferro da stiro”

  1. Quasi una passione che nasce tra i due interlocutori che sono, come si dice comunemente, cose inanimate.
    Figuriamoci, allora, cosa nasce tra due complicatissimi esseri umani che si dibattono tra fantasie e realtà quando si incontrano.
    …Già: tortine di ricotta, da gustare con lo zucchero e il cacao o da sbattersi in faccia al primo dissapore.
    Quanti piani di discorso per descrivere la realtà di una vita in famiglia per una donna che anche di squisita praticità si deve occupare….!
    Come sempre, bravissima
    Ciao
    anna

  2. Complimenti Sandra per il racconto e per la tua fantasia.
    Bella l’idea di dare vita e voce agli oggetti.
    Un abbraccio.

  3. X Anna

    carissima, nonostante il 1Maggio hai trovato il tempo di leggermi e commentarmi!
    Grazie per comprendermi sempre.
    Sandra

    X Lucia

    Dare vita agli oggetti mi viene molto naturale: follia o fantasia? Comunque sia, ti mando il mio abbraccio emotivo…
    Sandra

  4. Ciao Sandra, complimenti per la tua fantasia: anche questa volta mi hai stupita. Una storia d’amore tra un ferro d’astiro e una camicia? Ma chi lo avrebbe mai detto! Un saluto Angela.

  5. Si è stato bello leggere questo racconto devo dire che è stato divertente

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