Lettere Amorfe

Quell’ennesimo uomo avrebbe voluto capirmi

 

E corro altrove

finché andrò sparendo

e non saprai distinguere

me da te e te dal mondo.

 

Volo sopra e tu stai lì,

passo avanti e non mi vedi

perché or’ sei cieco e stanco

di parole che son’ cemento.

 

Conosco le tue trappole

e so come camminare

e qualora mi perdessi

seguirò ogni mia rotta.

 

Quel pazzo troverà pace solo quando cancellerà il mio nome e vi sovrapporrà il suo

 

E parlo di mondi nuovi

senza cancellare nulla,

non ho il vizio d’arrivare

né di sembrar Qualcuno.

 

Scrivo e da te fuggo

che sordo imponi legge

senza domandare niente

non leggendo dove non vedi.

 

Sui muri vedi il mio nome,

nelle celle buie e arrese,

tra le mura della vita

che va avanti e non ci segue.

 

Semmai un giorno l’ennesimo uomo arriverà a me giuro che non mi vedrà

 

Non avrai traguardo

nemmeno se lo passi

perché d’allora sentirai

come il tuo viaggio vano fu.

 

Brucia tutto se ti pare

ma non pensare alla vittoria,

il mio nome lì rimane

senza volto e senza cuore.

 

Guardami senza invidia

se sai tener la penna in mano

cerca il modo di distinguere

me da te e te dal mondo.

 

8 pensieri su “Lettere Amorfe”

  1. Una incredibile rincorsa, battuta e il finale, quasi finale, sembra dantesco. Una incredibile riuscita, molto dantesco.

  2. Caro Raf,
    Mi piace in modo particolare questa lirica che si apre a molteplici interpretazioni.
    Ognuno, infatti, leggendo, potrà trovare un po’ di sè, delle sue delusioni, delle sue frustrazioni, dei suoi sogni delusi, degli abbandoni subiti.
    E ritroverà anche il senso della lotta per ideali non raggiunti, per convinzioni cadute nel nulla; il senso della vacuità di convenzioni in cui è venuto meno l’impegno, la fiducia, il senso stesso dell’ideale perseguito.
    Potrei dire che riesci ad esprimere con chiarezza il momento in cui l’Idea abbandona l’Uomo ed è lei stessa, non l’essere umano a riportare la sconfitta, eppure essa non demorde e cerca un altro tempo, un altro luogo, un altro mondo in cui realizzarsi.
    Bravissimo.
    anna

    5 stelle

  3. Pensierosa é la testa dell’uomo che ragiona.
    Ballerino é il cuore dell’uomo che vive molte passioni.
    Dubbioso é l’animo che ha visto vacillare molti ideali.
    Tuttavia, esiste la tenacia e la forza di volontà, quando si ama e si crede nei propri ideali, ciò permette all’uomo, dietro ogni possibile caduta o vacillamento, di rialzarsi da solo e continuare la propria strada con grinta, magari innamorandosi di nuovo della bellezza che lo circonda, qualunque essa sia.
    Ciao a cinque stelle.
    Sandra

  4. Questa poesia non ha un finale, sembra debba concludersi, sembra che qualcuno le debba prestare voce e ascolto, che debba tenersi per la voce di un altro, che debba arrivare a una conclusione, un messaggio, una parola che la illumini, che la restituisca a sè. Questa conclusione sembra non voglia essere il relativismo ma la fedeltà. “Non avrai traguardo eccetera” senti la gioia, allevia il passo.

  5. Grazie maren, ho capito che ti è piaciuta, grazie ancora per quella frase che non so perchè l’hai scritta ma per me ha avuto ed ha un significato molto profondo. Forse allora qualcosa di me a voi arriva davvero.
    Solo una cosa: sono quartine e non terzine.
    Eh si! Sono pignolo!
    Grazie ancora 😀

    Grazie anche a Anna e Sandra che mi “caricano” e supportano sempre!!!
    Ormai per loro non ho segreti!

  6. E’ la frase sul divenire, sul passare delle cose che in fretta devono prendersi, sul loro relativismo, la poesia dà riflessioni, come un passaggio transeunte che si deve cogliere.

  7. Mi piace, più la leggo e più mi piace, ha una forza dentro incredibile, è veramente bellissima, bravo Raf, il tuo modo di scrivere mi piace molto. Ciao da Betta.

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