6 Aprile 2009

Occhi spaventati e stanchi,

da pochi attimi più delle notti neri,

mani nude che nei detriti scavano,

cercano una speranza,

un filo di respiro.

Io che atterrita guardo,

la mia mente di pensier si affolla,

penso a te natura,

superba ed elegante.

Tu, splendida regina,

che tutti fai incantare,

tu, che quando ti ci metti,

tiri fuori tutta la tua rabbia.

Non guardi più nessuno,

né grandi e né bambini,

e forse anche grazie all’uomo

vesti di crudeltà.

Fiumi di lacrime scorrono,

in quel paese di sorrisi rimasto deserto,

perché come se fosse sabbia,

tutto ti sei portata via.

Nuove vite al mondo si affacciano,

Come segno di una nuova rinascita

ed è per loro E per tutti gli Angeli al cielo saliti,

che Dio darà a tutti la forza, di ricostruirsi un futuro

e di ricominciare a sognare.

 

8 pensieri su “6 Aprile 2009”

  1. Lucia, sei sempre più brava: davvero una bellissima poesia: ancora complimenti un saluto Angela.

  2. Una bella poesia Lucia: rassegnazione alle risposte severe, imprevedibil, della superba Natura, che spesso si rivolta all’Uomo creando tragedie come quella da te cantata. Ma é la speranza, preceduta dallo sconforto a restare alta nell’animo della gente, come un doveroso segno verso gli angeli in cielo e quelli in terra rimasti.
    Molto bella.
    Un saluto.
    Sandra

  3. La Natura, madre o matrigna, accompagna la vita degli uomini che devono affrontare cataclismi immani e trovare la forza di rialzarsi e continuare.
    Credo che questi siano i limiti del vivere, cosa, però, sempre bellissima in sè, perchè apre porte a orizzonti nuovi, anche quando sembra che tutto sia avvolto dalla caligine.
    Versi sentiti e validi.
    Ciao
    anna

  4. Un grazie a tutti per le belle parole che mi dite sempre.
    Per qs
    Sei troppo buono, grazie.

  5. Una bella poesia di cui non posso che condividere il pensiero finale. Brava Lucia.
    Un caro saluto
    Katia

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