Non è più il mio mondo

“Non è più il mio mondo”… è da un po’ di tempo che mi sfugge questa frase e, vi garantisco, viene proprio dal profondo…

Questo mese compio 60 anni e credo di avere avuto la fortuna di viverli tutti intensamente, con coscienza, con impegno e con tanto senso morale.

Per l’improvvisata che mi ha fatto il cancro, ho lasciato il lavoro e… proprio qui è stato uno dei luoghi dove questa frase è nata: saranno tempi difficili ma nell’ambiente di lavoro (soprattutto impiegatizio) c’è una rabbia continua, un avvoltoismo, una ricerca continua di accaparramento (venale) e nessun rispetto, solidarietà e condivisione.

Nel mondo politico è premiato chi le dice e le fa più grosse… diventa un mito da eguagliare ed è simpatico nella sua lazzeroneria… affascina chi rischia ed anche cade e si infanga …è solo fesso chi nel fango ci soffoca per meno di 1000 euro al mese.

In famiglia tutti hanno i diritti e nessuno ha i doveri… finito di fare da “materasso” la donna tutti si combattono e si “feriscono” quotidianamente e chi ancora vorrebbe mantenere un buon andamento magari è disoccupato ed è quasi costretto a vivere nell’illegalità per sopravvivere poichè il lavoro è davvero sparito (checchè ne pensi chi ha la pancia piena).

Io sto combattendo… sto parlando a più persone possibile poichè sono convinta che si può tornare a vivere “normale” e non in questa specie di reality molto mal diretto…a presto!

 

5 pensieri su “Non è più il mio mondo”

  1. A presto, cara Valeria. Condivido molto il tuo pensiero ed anche la tua rabbia.
    Questo é il quotidiano di oggi, di questo periodo storico che forse per certi aspetti non é neanche dei peggiori, ma diciamo che se per certi versi sono stati fatti grossi passi avanti, molte altre componenti sono venute a mancare e la gente della “nostra età”, siccome se ne ricorda, le rimpiange.
    Ognuno di noi, per fortuna, porta un po’ qualcosa di quel passato, cerca di farlo conoscere, o di riportarlo alla luce, e chissà, forse, ce la possiamo anche fare.
    Un sorriso.
    Sandra

  2. In un negozio di scarpe oggi ho sentito una frase significativa.
    Una donna piacente e, credo, più giovane di me, scegliendo tra le calzature da provare diceva: “No, queste no, non sono adatte alla mia età. Preferisco queste altre, sono decisamente più comode”.
    Tornata a casa, ti leggo e mi colpisce questa tua proposta di discussione sul tempo che è passato, su una società che non ha lasciato spazio a donne di 60 anni, sulle incomprensioni generazionali anche in seno alla famiglia, sulla violenza del tempo che passa e lascia il suo graffio sul corpo e nella vita.
    Ho più anni di te.
    Non sono per nulla passata indenne attraverso il corso degli eventi, ma non riesco ad essere pessimista.
    Per me, come per tutti, gli anni passano, ma questo è ancora il mio tempo.
    Nel senso che va aggiustato il tiro, ma persiste, in ogni tempo, a mio giudizio, il tempo per noi.
    Ogni età ha i suoi dolori, ogni adolescenza ha i suoi riti di iniziazione, ogni giovinezza ha le sue difficoltà, ogni vecchiaia ha i suoi problemi.
    E non in senso individuale soltanto, ma anche in riferimento alle epoche in cui ci si trova a vivere.
    Spero di rileggerti ancora e di riuscire a sentire una nota più serena.

    anna

  3. Si Valeria, si può tornare a vivere normale, ma non nello stesso contesto… dirò una cosa contro corrente: sono convinto che se non si cambia radicalmente il “fuori”, l’esterno che gira intorno a noi, per quanto cerchiamo di adattarci, di cambiare prospettiva, punto di vista interiore, non ce la si fa… per cambiare dentro devi recuperare nuove visioni, nuovi orizzonti, nuovi volti, nuove voci, nuove cose… se una certa situazione ti fa star male devi cercare una situazione nuova… tutti dovremmo preoccuparci di avere sempre a disposizione una via di fuga… viceversa i miti finiscono per vegetare, gli irruenti e i volitivi per impazzire… o nella migliore delle ipotesi si spengono…

    non è poi così difficile… ci si organizza con calma e si trova una accettabile soluzione alternativa… un luogo abbastanza distante da quello in cui hai piantato le radici (se non hai capitali magari in affitto)… un saluto cordiale a tutti e si ricomincia… sono sicuro che ti gioverebbe in salute e nello spirito…

    ricorda, non sei indispensabile per nessuno e se gli altri non cambiano… cambia almeno tu…
    in bocca la lupo e stai bene… ciao!
    f.

  4. Cara Valeria, spero di rileggerti presto, di vedere un pò di serenità nelle tue parole e un pò di ottimismo nella tua vita. In bocca al lupo per la battaglia che stai combattento, con l’augurio di vincerla, al più presto. Un abbraccio. Betta

  5. Hei, Valeria dice che è convinta che si possa tornare a vivere “normale”, è sconcertata, ma non si è arresa.
    Credo che chiunque abbia più di 40 anni e almeno qualche sogno alle spalle, si senta per molti versi “altro” dalla società imperante in questo momento. Ma io spero, come Valeria, che sia un momento di apparente regressione e che si torni presto a sognare e soprattutto a cercare di realizzare i propri sogni perchè se ne ha una sia pur minima possibilità.
    Parlando di sogni che non siano soltanto il modo più spiccio per far soldi o per fregare gli altri.
    Bisogna lavorare perchè sia così, e lottare, come per un male che vorrebbe annientarci, ma che riusciremo a cacciare.

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