Ad una Donna

Donna, scruto i tuoi occhi di speranza,

mutati da un passato di paure,

che ti volle sempre debole,

sempre schiava, d’un Dio, che era uomo.

Non fermasti mai il tuo cammino,

poiché, tu eri anche lì, sola,

dove lo stesso Cristo esangue,

decise di spirare a questa terra,

ma tu, col fardello che ti lasciava,

continuavi ad adorare, quel viso morto.

E nessuno, volle ascoltare il tuo messaggio,

e ancora sola, non t’arrendevi,

lasciavi una carezza, ad un figlio che moriva,

baciavi sulla fronte, un marito che partiva,

e nello strazio, del tuo dolore,

continuasti a rammendare quel lenzuolo.

E il tuo pianto, la tua collera,

a nessuno mai fece pena,

bruciata come strega in una piazza,

lapidata, per la rabbia d’un marito,

violentata da un branco senza volto.

Non c’è giustizia in questa storia,

c’è un passato, che nel tempo si tramuta,

ma non cambia o non vuol farlo.

E quella donna, che nel buio d’una stanza,

accarezza sul suo ventre, il suo bambino,

spera che quel futuro, che porta in grembo,

sappia sempre da dove è nato,

poiché egli sappia, che se Dio stesso

nacque uomo, fu sempre donna il suo passato.

8 pensieri su “Ad una Donna”

  1. La poesia è davvero bella. A volte sento al telegiornale di donne, bambine che subiscono violenze insensate e mi vergogno di essere maschio.

  2. Poesia toccante e coinvolgente;
    io non sono donna, ma ragazza, ma in ogni caso so che la donna è sempre stata sfruttata e violentata.
    Uomini: pentitevi e ricordate che noi siamo figlie d’una Vergine senza peccato.

  3. Mi piace moltissimo questa poesia e oggi, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la voglio dedicare a tutte le donne sul mio blog.
    Spero che la cosa non ti dia fastidio.
    Naturalmente dirò che è tua e dove l’ho trovata.
    Un grazie in anticipo
    Amedeo Minghetti

  4. La poesia è molto bella ma credo che le donne sono sempre state sfruttate…

  5. Davvero molto bella questa poesia.
    Si potrebbe sapere qualcosa di più sull’autore?
    Grazie

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