Appetiti modesti

Lorna si girò per guardare la sveglia nel buio della sua camera, ricordando che era domenica si voltò dall’altra parte del letto odorando ancora una volta il profumo delle lenzuola fresche di bucato.

Nottata agitata e movimentata, ma solo mentalmente. I suoi appetiti sessuali erano sempre stati piuttosto modesti. Aveva avuto diversi corteggiatori, alcuni addirittura anche più giovani di Lei, ma solo due grandi passioni e di breve durata.

I quarant’anni li aveva compiuti da poco, non era sposata, possedeva un solido lavoro che le permetteva l’indipendenza economica ed era abituata a spendere con parsimonia. Una vita lineare, senza slanci né impicci. 

La compagnia di Wendy, piccola meticcia grassoccia, buffa e affettuosa, riempiva in parte i ritagli di tempo. Le piaceva andare a passeggio con Wendy, era un modo di “staccare” e ai giardinetti conosceva molte persone con le quali si intratteneva a parlare di cani; un po’ come fanno le mamme con i loro piccini ai giardini. Proprio lì, fra erba verde, cacche e legnetti, le era capitato di essere corteggiata da una donna.

All’inizio quei sorrisi, quegli ammiccamenti, quello sfiorare il braccio o spostare la frangia troppo lunga a coprirne il viso, le sembravano cordialità, ma poi, anche ad essere tonti , si rese conto che la giovane provava un interesse troppo particolare e sempre più intenso.

La prima sensazione a tutto questo fu di fastidio, infatti salutando in fretta Valeria, la giovane donna delle “avance”, pensò : – sarà bene cambiare zona -.

Poi, dentro casa, le tornarono alla mente gli atteggiamenti, le attenzioni, gli sfioramenti e la curiosità si sostituì al fastidio.

Iniziò poi a innervosirsi. Non metteva il sesso al primo posto; anche nelle sue precedenti passioni, non aveva mai trovato qualcuno che le avesse sconvolto veramente l’esistenza, ma sicuramente l’attrazione era stata riservata agli uomini, mai alle donne.

Una flotta di dubbi turbavano i suoi pasti e i suoi sogni.

– A qurant’anni possibile rimettere tutto in discussione? –

Affrontò la “cosa” tornando al giardinetto.

Valeria arrivò in ritardo rispetto all’orario di sempre, ma quando vide Lorna, le si illuminò il viso e le corse incontro.

– Ecco, disse fra sé Lorna, adesso é come se avessi risposto alla sua tacita richiesta.-

– Meno male che sei venuta..! Ieri sei andata via piuttosto bruscamente, avevo qualcosa da chiederti ma mi sono bloccata –

Lorna sentiva un forte calore alla testa ed immaginò le guance rosso fuoco.

– Dimmi, disse con un filo di voce –

– Be’, devo andare via col mio ragazzo quattro giorni, ti  potresti occupare del mio boxer ospitandolo per quei giorni? Mi hai parlato del tuo giardino e così pensavo…., magari un’altra volta posso restituirti il favore, che ne dici?

Nessun suono uscì dalla bocca di Lorna. Si aspettava qualcosa di più piccante. Delusione e sollievo presero il sopravvento. 

Indietreggiando inciampò e come se il suo corpo fosse lontano, udì la sua voce dire: – Ahi -.

 

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