Il gioco dei fiori

Le camelie ormai sfiorite,

restano come stimmate,

esangui nel giardino malamente curato.

Incolta è la vita del giardiniere improvvido

che merita morte, senza onore ne pietà.

Il rinvenire di una viola

coltiva sì, nuova speranza

ma subito essa dona agli occhi

il suo rapido appassire.

E così ad ogni

periplo dell’astro vitale.

Perennemente.

 

2 pensieri su “Il gioco dei fiori”

  1. Interessante e suggestivo questo paragonare la vita del giardino a quella del giardiniere che merita la stessa sorte delle sue piante mal curate in vista dell’approssimarsi della fine del ciclo annuale e per traslato di vita.
    Ma se per le piante e per la natura la ruota del susseguirsi delle stagioni le riporterà allo splendore, perchè negare a chi le coltiva uno spiraglio di ripresa, come a quella viola inattesa epppure, viva, colorata, presente?
    Bravo.
    anna

  2. Un’analisi forse severa della vita e del suo conducente.
    Ma la speranza, come ogni fiore, muore e risorge con tanti chissà…
    Bravo a cinque stelle.
    sandra

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