Ritorno a casa

Ed era

l’edera ad accampare

diritti d’eternità…

 

Non le mura scrostate ad arte

da un tempo passato veloce,

quasi per caso…

Nè il disordine a far da padrone

tra piante cresciute

che tanto ce n’è…

 

Ed era

ieri che accompagnavo sorrisi

ad un vociare convulso,

al sobbalzare di sedia

ad ogni gesto d’affetto

che riservavi per me…

 

E’ solo l’edera ora

che mi riporta quel gioco

tra l’ammassarsi confuso

d’un -Non c’è tempo, non ora…-

 

… e la mia stanza dov’è?

 

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