Dio
naida santacruz Aprile 1st, 2010
Timbrami un sorriso
che si pisoli nell’anima.
Timbrami nel cuore
che sgocciola di stelle rubate,
sogni dimenticati.
Timbrami nella mente
che nasconde fotografie
di un “non vedere niente”.
Timbrami di Te!
Di pezzi di cielo,
che si è perso
nel cuore dell’uomo,
che ha sfoderato le armi,
scordandosi
del Tuo perdono.
Timbrami un sorriso
che sappia tanto
di paradiso.


Trovo questa invocazione come una preghiera al passo col cuore di una persona giovane che aderisce ad un linguaggio differente, quasi uno slang comprensibile agli adepti di uno stesso gruppo.
Un timbro di appartenenza, una marchiatura a fuoco.
Madre Teresa desiderava farsi matita, Naida che sempre rivendica nelle sue liriche la sua adesione ad un ideale inequivoco, parla di timbro.
E’ importante nella vita sapere da che parte ci si ritrova, l’Autrice di questa lirica lo sa.
anna
5 st.