Il filosofo Geronimo e la sua saggezza

Dicembre 26th, 2006

Il più grande filosofo di tutti i tempi, e forse ancor più, fu il grandissimo filosofo Geronimo. Egli nacque intorno all’anno 1000 A.C. sulle sponde del Mar Morto, ma non si capì mai da chi o da che cosa.
Sin da piccolo comunque dimostrava già la sua saggezza, infatti divenne famoso a soli tre anni per i suoi primi saggi filosofici, tra i quali ricordiamo forse il più famoso e profondo: “Se mangi un uovo al tegamino, uccidi un pulcino”.
Per questo motto divenne talmente famoso che fu chiamato per fare lo spot di una famosa marca di sofficini. Tale motto poi, fu anche inciso su uno dei primi cd dell’epoca (aveva circa un metro di diametro), e venne spedito nello spazio in un satellite contenente tutte le più grandi opere dell’uomo, tra cui ricordiamo: un rotolo di carta igienica, un orinale, uno spazzolino per il water, una sputacchiera, il primo giornalino porno, un seno rifatto, una bambola gonfiabile, un calice di birra, un kg di marjuana, ecc… ecc…
Il filosofo Geronimo già a tre anni e sette mesi decise di non tagliarsi più né la barba né i capelli, perché voleva darsi un’aria più seria, mistica, divina. Si legò quindi i lunghi capelli a mò di Pippi Calzelunghe, che in quel periodo era molto famosa come conduttrice di reality. I capelli legati sulla sinistra rappresentavano il bene, quelli sulla destra il male, lui stava nel mezzo.
La sua filosofia in pochi anni fece il giro del mondo, e ritornò dov’era nata. I suoi discepoli si contavano in migliaia di migliaia, tanto che Geronimo decise di aprire un Circolo privato e vendette i diritti televisivi delle sue lezioni giornaliere ad una tv locale in cambio di una pecora.  
Tra i suoi detti più famosi ricordiamo anche quello che pronunciò durante un suo viaggio mistico ad un suo discepolo: “Non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo dove andiamo, non sappiamo dove andremo… ma perché caz.. l’hai comprato il navigatore satellitare?”.
Egli inoltre amava le donne più di ogni altra cosa al mondo, e infatti una delle sue più famose poesie diceva: “Sento il tuo profumo sopra di me, sento il tuo respiro dietro di me, sento il tuo corpo che sfiora il mio, sento la tua mano che scivola sulla mia pelle, sulla mia spalla… ma quante volte ti ho detto che quando mi lavi la schiena devi strofinare più forte!!??”.
Ed infine come non ricordare il suo interesse verso i poveri e gli accattoni, come quando vedendo un barbone lungo la sua strada disse: “Pover uomo, non permetterò mai più, né ai miei occhi né a quelli degli altri di vedere una cosa del genere, dobbiamo dare dignità a queste persone, dobbiamo dargli un lavoro. Orsù piantate dei semafori ad ogni incrocio delle vostre città e date un’offerta a queste persone ogni volta che laveranno i vetri delle vostre vetture…” e quando, tra lo stupore generale,  qualcuno gli fece notare che in quelle terre esistevano solo cammelli, e non esistevano strade, e non sapevano neanche che cacchio fossero questi “semafori”, il filosofo Geronimo divenne scuro in volto, quasi violaceo, e alzando gli occhi al cielo disse: “Ma che caz… ho detto?” e svenne. (Solo molti anni dopo si capì che la profezia del grande filosofo Geronimo non era sbagliata!).
Fu così che alcuni suoi discepoli più fidati, portarono via il loro maestro, e volendo  fare un favore all’umanità intera, ma anche alle generazioni successive, si decise all’unanimità di spedire il filosofo Geronimo nello spazio in un nuovo satellite preparato apposta a buon mercato dai cinesi. E così fecero. In questo modo la sua saggezza fu salva per sempre!




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