L’ossessione
Katia Settembre 16th, 2009
Ti osservo in trasparenza,
turbinio onirico
di spirali ipnotiche
che danzano
tra sinapsi incandescenti.
Come falena notturna
sprofondo inesorabilmente
nel tuo pozzo di luce,
attratta dall’eterno
riflesso del tuo divenire.
Splendente e irraggiungibile
nel tuo mantello
di seta e rubini,
custode del nulla che
la vita riserva agli stolti.
Sentieri di algida solitudine
s’irradiano dal tuo sguardo,
schegge di cristallo
feriscono l’anima viandante
che non teme le fredde
notti nel deserto,
animata dal fuoco dello spirito.
Superbo incantesimo
del cuore
finalmente spezzato,
ammiro il riflesso
di ciò che eri
e più non sei.
Libera
dal bisogno di te.
3 letture

Una bella poesia, cara Katia, legata forse all’analisi di un pensiero ormai liberato dalle catene del bisogno di qualcuno individuato ormai, come il -niente-.
Che tristezza per un ipotetico lettore, che da pozzo di luce, si é ridotto a -custode del niente…-
Non ha neanche saputo tenere accanto a sé il ricordo di un raggo di luce.
Complimenti a te.
Sandra
Forse una liberazione dal dolore di un ricordo ancora vivo dapprima raccontata come visione onirica e poi come presa di coscienza.
Raffinata e coinvolgente;
semplice conferma del tuo stile unico e inconfondibile.
Un caro saluto e 5 stelle. QS-TANZ.
Adoro le storie che esplorano un momento nella vita in cui qualcosa, inevitabilmente, comincia a scivolare verso una direzione imprevista… solo così ci si libera dalle ossessioni…
è sempre un piacere…
f.
Una bella lirica sul falso apparire, che travolge e sconvolge lasciando rammarico per il tempo perso e per l’illusione finita.
Tutto passa, poi, e anche il dolore si attenua.
Resta però il ricordo che serve a cambiare prospettive.
Ciao
anna
5 s.
Il bisogno di un sostegno impalpabile muta ogni sentimento in possesso dell’altro.
La persona che non riesce a nutrirsi di se stesso trova il modo di farlo attraverso l’altro.
Solo una sensazione mi sfugge.