Layra

Lafcadio era stanco. Stanco di vagare tra la desolazione dei volti e le noie quotidiane. Aveva perduto per l’ennesima volta l’orizzonte, l’unico suo orizzonte, e l’ennesima morte ne seguì. Le notti tornarono ad essere scure, senza fine, e nulla in realtà veramente importante. Di consolazioni non restava che l’ombra, e quel poco che di confortante sembrava aver l’apparenza, proveniva dal sonno.

Illudersi tornò ad essere noioso, l’epoca del grande tedio risuonò con l’impetuosità d’una tempesta.

Secondo il principio per cui tutto ciò che è decisivo accade nonostante tutto, quella notte arrivò; ed eccola che apparve: Layra era il suo nome.

Era bellissima, che dire. Non esistono parole per descriverla.

Layra guardò Lafcadio e rise, rise del Lafcadio pensieroso. Lui non potè, e perse il senno. La guardò negli occhi e fu per sempre. Tra le melodie del suo sguardo ritrovò quel poco che di lui povero restava.

Tu, gli disse, uomo dall’animo tormentato, ho paura di vederti morire ancora. Non odi l’atavico richiamo danzar su e giù nel sangue? Moriran le ore e con loro i corpi,  non mi gettar via il più grande tuo dono.

Le stelle in cielo ripresero a brillare, la luna si presentò  rosea.  Nuovi canti intonarono gli dèi del cielo ed un nuovo orizzonte s’accese.

-E’ Lafcadio che torna a sognare ancora, e s’incanta perché è d’incanto che si nutre. Il suo silenzio ritorna a parlare meglio d’ogni altra cosa.-

Il mare accolse gli amanti sdraiato su un mantello nero, e aprì loro le porte della notte.

Layra prese Lafcadio per mano, ed eccolo il sogno.

Lafcadio tremò al bacio e fu fatto divino.

Quella traccia d’amore sulle labbra ne ricorderà i fasti e le innumerevoli grazie.

Fu così che le donò il cuore.

Perchè lei in fondo è un angelo, un angelo del paradiso venuto forse a schiudergli le porte di un nuovo inferno.

Un pensiero su “Layra”

  1. Coloro che sanno nutrire il loro cuore con puri ed eterei sentimenti celestiali, ardono dentro come le fiamme dell’inferno; consapevoli ne soffono, ma non periscono perchè fra i peccati mortali non è contemplato l’amare troppo.
    Come poter sottrarsi alle lusinghe di quell’ammaliante figura angelica ?
    Layra incanta, ed è prorio di incanto che si nutre Lafcadio: un incanto che stravolge gli ordini, facendo nel contempo salire agli inferi e scendere in paradiso…

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