Acrostico – Pena di morte

Ottobre 11th, 2009

Perché
Estirpare un uomo della sua
Nascente
Anima

Discreto omicidio legalizzato di un
Individuo

Morte di un detenuto
Orrore
Ripristinato
Test per uno stato libero
Eternamente riconosciuta come barbaria




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5 Commenti per “Acrostico – Pena di morte”

  1. bettaon 11 Ott 2009 at 15:59

    Concordo, la pena di morte è una barbarie, uccidere un uomo, in nome della legge, è un orrore, è punire un crimine, commettendone un altro, ancora più efferato, perchè premeditato, e senza possibilità di difesa, esiste la pietà umana, quella che ci distingue dalle bestie, uccidere un uomo che ha ucciso, che giustizia è, mettersi allo stesso piano dell’assassino, è essere come lui, avere la stessa mentalità, lo stesso cinismo, la stessa spietata freddezza. Grazie Chiara, per avermi dato la possibilità di dire il mio pensiero, e brava, per aver affrontato un argomento così difficile. 5 Stelle. Ciao da Betta

  2. annaon 11 Ott 2009 at 23:00

    Il tuo animo sensibile e delicato ci fa riflettere in un modo formalmente elegante su un tema scabroso.
    Ciao
    anna

    5 s.

  3. chiaraguidon 12 Ott 2009 at 19:44

    Per Anna e Betta,
    grazie di seguirmi con tanto affetto, questo acrostico nasce da un’amicizia speciale, quella con un detenuto nel carcere americano di Florance in Arizona: ho apprezzato subito le sue doti di grande scrittore e poeta molto bella è la sua poesia io non parlo

    Non temo l’uomo,
    ma quello che lui diventa.
    Non temo la morte,
    ma la perdita del sole di ogni giorno.
    Non temo la minaccia della guerra,
    ma ciò che la guerra farà di me.
    Non temo la nebbia che offusca,
    ma che io non possa essere capace di vedere.
    Non temo le forze maligne,
    ma che gli angeli possano sparire.
    E’ troppo dentro di me ciò che io recepisco
    per conoscere esattamente quello che temo.
    Temo le tue parole, le tue promesse,
    ma mi beo del loro significato.
    Temo il tuo luminoso viso prigioniero,
    ma non le immagini che vedo.
    Temo di amare e sperare
    nei sogni e altro.
    Temo di conoscerti e amarti
    e non sentire mai un tocco gentile.

    Karl Guillen

    è dopo averla letta che mi sono appassionata alla sua storia, ho incominciato a documentarmi e a scrivere sulla pena di morte, l’acrostico nasce da questa poesia che mi è entrata nel cuore. Per fortuna Karl è riuscito a sfuggire al braccio della morte, ma è stato vittima di tante angherie, vi sembra giusto che le guardie gli abbiano rotto le dita della mano destra, per impedirgli di scrivere il suo libro dove denunciava questo sistema che permette di avere giustizia solo a chi è ricco e può pagarsi un avvocato, o il fatto che non gli somministrano i farmaci di cui ha bisogno. Io se penso a lui mi commuovo e spero che possa trovare giustizia.
    Grazie! chiaraguid

  4. Lucia Mannaon 13 Ott 2009 at 18:17

    Anch’io sono contro la pena di morte:
    credo che nessuno ha il diritto di togliere la vita ad un’altra persona.
    5 stelle.

  5. Icehothearton 14 Ott 2009 at 08:10

    La poesia impegnata è sempre valida! Uomo al servizio della società. Buon lavoro dai.

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