La vicina

E’ venerdi sera. La mia settimana lavorativa é finita e sto fumando una sigaretta sul terrazzo della mia casa. Lo so che fumare fa male, ciò nonostante, penso che a volte la sigaretta sia una grande amica, soprattutto in solitudine, una specie di gratificazione.

Ed ecco che vedo uscire di corsa dalla sua casa e scendere le scale che portano in giardino, la mia vicina, seguita dal cane. E’ una donna piccola e tondeggiante, con ancora un bel viso e due occhi che ricordano tanto il mare della Sardegna. Ha un quattro zampe nero, Gover, non riesco mai a memorizzare la razza, comunque é un fascio di muscoli. Lei ci parla come se fosse un umano e all’inizio, quando l’ho conosciuta, mi sembrava un po’ “particolare”, in seguito mi sono resa conto che tutti i proprietari degli animali parlano con i propri amici pelosetti.

Qui, nella mia zona abitativa, c’é tanto verde ed i cani sono portati regolarmente a guinzaglio, amati e coccolati com’é giusto che sia. Lei però é proprio singolare, oserei dire “buffa”. In questo momento indossa un paio di pantaloni corti, una canotta e zoccoli da mare; un grembiulone con disegnate tutte le razze possibili di cani le scende fino a coprire metà delle gambe.

Tiene in mano una palla rossa di media grandezza, suppongo di gomma, contornata da grossi fori. Questo scenario non lo avevo mai visto. Probabilmente stava cucinando la cena, e Gover non deve essere rimasto soddisfatto della passeggiata pomeridiana. Con il piede destro la lancia in alto e Lui alzandosi con slancio da terra la prende al volo e addirittura il gioco dura a lungo e per prenderla fa delle piroette da vero ginnasta. Ho dimenticato perfino la sigaretta accesa nel posa-cenere da come sono incantata. Comprendo perché il principe a quattro zampe sia così in linea!

Quando la trovo per strada, é sempre in corsa e sommersa da buste di plastica con la spesa, sorridente e gentile.

Rientro in casa, sono sola come sempre, ma devo comunque cucinare qualcosa per me, sto pensando che magari uno di questi giorni vado al canile….., forse uno piccolo, poco impegnativo, il grande terrazzo é ombroso per via della tenda, potrebbe stare lì quando sono in ufficio; ho intenzione di regalare qualcosa a me stessa, desidero vivere in un’altra dimensione. L’occhietto giallo del compiuter e quello rosso della televisione sembrano scrutarmi, sulla tavola ancora non apparecchiata la pallina di carta del pacchetto vuoto delle sigarette mi ricorda che sono finite. Più tardi parlerò con voi; probabilmente presto sarò in compagnia, mi voglio occupare di un piccolo amico, all’inizio sconvolgerà quest’ordine e può darsi che rimaniate un po’….spenti.

2 pensieri su “La vicina”

  1. “… memorizzare la razza”? Un computer memorizza, un essere umano ricorda o rammenta. Ottima idea, comunque, lasciar da parte computer, televisione e sigarette a vantaggio di un cane!

  2. Mi piace la freschezza con cui descrivi la tua vicina e il suo cane; ho percepito solitudine nelle tue parole, ma tanta dolcezza. Si, un cane sarebbe un’ottima scelta!

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