Angeli o eroi

Noi Italiani, purtroppo non sempre veniamo alla cronaca per delle belle vicende; ad esempio, l’ultima che è stata scoperta è la storia delle navi tossiche fatte affondare nei fondali marini.
Ma ci sono anche e soprattutto altri Italiani che danno la propria vita per gli altri, Italiani che possiamo tranquillamente chiamare Angeli o eroi.
Mi riferisco ai tanti carabinieri e poliziotti che muoiono in Servizio, ma soprattutto voglio ricordare i militari morti a causa di stupide guerre.
Qualche anno fa, c’è stata la strage di Nassiriya, oggi ancora una volta piangiamo altri soldati morti a Kabul.
Uomini che hanno lasciato a casa moglie e figli per costruire un futuro ad una popolazione che da troppo tempo ormai vive sotto dittatura; basta pensare che quando ci sono state le elezioni in Afganistan un uomo solo per essere andato a votare è stato mutilato di naso e orecchie.
Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Roberto Valente, Gian Domenico Pistolami e Massimiliano Randino.
Sono questi i nomi, degli ultimi Angeli saliti al cielo pochi giorni fa.
In questi nomi ci sono uomini che hanno lasciato a casa moglie e figli piccoli e uomini che una famiglia se la stavano per costruire.
Invece adesso è tutto finito, i loro sogni, le loro speranze si sono interrotte in pochi secondi a causa di qualcuno che dice di fare giustizia, di sacrificarsi per il loro Dio.
Ma quale Dio vorrebbe tutto questo?
Quale Dio vorrebbe che i suoi figli uccidessero e si togliessero la vita?
Quale Dio vorrebbe vedere dei bambini crescere senza padre?
Io credo che nessun Dio, di qualsiasi religione vorrebbe tutto questo!
Dio ha creato il mondo e ci ha dato la vita non per ucciderci fra noi ma perché dovevamo essere tutti fratelli, solidali l’uno con l’altro.
Mi chiedo se mai l’uomo un giorno capirà tutto questo, se un giorno si smetterà con tutte queste inutili guerre: Purtroppo anche se sono una persona abbastanza ottimista, sulle guerre penso proprio che non cambierà mai niente, perché c’è troppa stupidità nel mondo e che purtroppo passeranno secoli e secoli ma si parlerà sempre di guerre e si piangerà chi ha creduto in un mondo migliore, in un mondo di pace: naturalmente mi auguro di sbagliarmi, mi auguro che la mia sia solo una visione troppo pessimistica e che la pace arrivi presto a farla da padrona.
Spero anche che le istituzioni non lascino sole queste 6 famiglie che oltre ad un aiuto economico hanno bisogno anche di un aiuto morale, perché ci sono madri che stanno piangendo i propri figli, madri che non sanno come dire ai
propri bambini che non rivedranno più il loro papà e donne che sono rimaste senza l’uomo che amavano accanto.
È a queste persone che va il mio pensiero: voglio stringerli tutti in un grande abbraccio virtuale, un abbraccio che arrivi fino al cielo per abbracciare questi 6 Angeli e tutti quelli che come loro hanno perduto la vita, perché credevano in un mondo di pace: peccato però, che di questi Angeli se ne parli solamente quando accade qualcosa di brutto: sarebbe bello dare visibilità a questi ragazzi anche in vita.
Un abbraccio anche a tutte quelle vittime che ci sono state fra i civili in quest’attentato e negli altri; persone che hanno un’unica colpa: quella di essere nati in un paese dove regna tanta violenza.
E come diciamo ogni volta: speriamo che cose del genere non si ripetano più.
Addio Angeli, addio eroi! Non importa come ognuno di noi decida di chiamarvi,
quel che conta è che grazie a voi, si è fieri d’essere Italiani.

10 pensieri su “Angeli o eroi”

  1. La gente come noi, che usa spesso la penna, può ribadire la stupidità della guerra da cui può generare solo morte, distruzione, malattie e orrore.
    Ogni bambino ha diritto all’infanzia serena, ogni uomo ha diritto di essere libero e di fare le sue scelte. E’ una vergogna che si ripete e la storia insegna, ma l’essere umano, attaccato al danaro, all’egoismo e alla sete di potere continua su questa strada.
    Complimenti Lucia e 5s.
    sandra

  2. Carissima,
    le mie 5 stelle per il tuo testo che parla di uomini coraggiosi che hanno vite dedicate ad ideali di cui si parla poco e male.
    Fanno più notizia le persone da quattro lire assunte al rango di dignitari che arrivano sui banchi del Parlamento dopo assassini e ladrocini oppure i comportamenti di uno di quei gran tromboni che persi nei fumi – e non solo di alcool – alzano la mano per votare su principi che dovrebbero governare la vita di noi tutti.
    Per non parlare delle maggiorate mezze nude che che si pavoneggiano dagli schermi televisivi o dalle pagine dei giornali, facendo bella mostra di sè e fornendo modelli di comportamento ad adolescenti che non hanno ancora maturato senso critico.
    Mi commuove la vista di un bimbo con il basco di suo padre in testa, come mi avevano commosso le altre morti di chi esegue ordini, difende principi, garantisce sicurezza a tutti, anche a quei delinquenti facinorosi che attentano alla loro stessa vita eppure trovano gli “onorevoli” che li difendono e ne sostengono la memoria.
    Ci sono esseri “umani”, a cui viene dato l’onore della cronaca, che inneggiano o scrivono blasfemie su questi morti, ma il solo parlare di costoro mi offende e dovrebbe offendere la collettività.
    Ovviamente tutti vorremmo la pace.
    Dobbiamo solo intenderci sul significato collaterale che a questa parola si vuole dare, senza blaterare a vanvera, offrendo il fianco a progetti o ideologie che di pacifico non hanno niente.
    Perchè val bene mostrare l’altra guancia, ma niente di più, in quanto non credo possibile applicare categorie mentali, comportamentali e di valutazione a modi di essere che sono distanti anni luce da Chi di altra guancia parlava.
    Grazie, carissima Lucia, per avermi offerto l’occasione di esporre questo mio pensiero.
    Ciao
    anna

  3. Sì, speriamo che queste cose non succedano più: ma anch’io credo che passeranno secoli e secoli ma ci sarà chi muore per queste maledette guerre: addio angeli, addio eroi italiani: complimenti, un saluto Angela.

  4. Il discorso è troppo lungo e spero che presto trovo il tempo e la pazienza di scrivere un articolo in merito. Vorrei in quest’occasione formulare una sola domanda: le centinaia di migliaia di civili (donne, uomini, anziani e bambini) massacrati dal fuoco americano e degli alleati in questi terre occupate abusivamente, perché lo hanno detto e ripetuto chiaramente che non li vogliono, non hanno lo stesso valore per voi? Credete forse che le madri, le figlie, le sorelle o la moglie di un uomo Afgano soffra meno? Non si può imporre a un popolo più antico di noi di vivere all’occidentale!!! Democrazia, se…

  5. Vorrei ricordare tutti i morti sul lavoro che abbiamo ogni anno, quelli non se li ricorda nessuno purtroppo. Non è eroe né angelo chi va in guerra, mi dispiace per quei ragazzi e sono la prima a commuovermi, ma se diciamo che i soldati sono eroi non facciamo altro che dire che la guerra è giusta, in fondo stavano facendo il loro lavoro per cui venivano pagati coscienti della pericolosità del loro lavoro, non per questo non siamo commossi o altro, per me quei ragazzi non ci dovevano essere nemmeno. Però il testo è bello scorre benissimo, questo è solo un mio pensiero.
    chiara

  6. A proposito di veleni, mi vien da pensare che i giacimenti di veleni che vengono scoperti siano solo una parte del reale. Ma di veleni se ne scaricano anche alla luce del sole, e purtroppo forse per esserci abituati, non ci badiamo più di tanto. Vivo in una delle zone più avvelenate d’italia e con più alto tasso di mortalità ed altro per veleni. Ma tutto sembra così normale. Cinque stelle ciao.

  7. Un Grazie a tutti per aver ricordato i nostri militari e tutti gli uomini in divisa.
    Voglio esprimere anche un mio pensiero riguardo ad alcuni commenti che mi sono stati lasciati:
    é vero che questi ragazzi vanno in missione sapendo il rischio che corrono ed è anche vero che vengono pagati, ma mi chiedo quanti di noi per lavoro saremmo disposti a rischiare la vita.
    Sul fatto che non ci dovrebbero essere guerre credo che la pensiamo tutti così e voglio anche precisare che i nostri soldati non sono andati lì a lanciare bombe, anzi uno dei 6 militari morti a Kabul lo chiamavano il gigante buono perché gli piaceva aiutare i bambini.
    Per ultimo voglio anche dire che credo e mi auguro che nessuno voglia costringere gli altri a vivere come viviamo noi occidentali, io credo che ci vorrebbe da parte di tutti rispetto l’uno con l’altro e sarebbe bello risolvere qualsiasi problema senza guerre ma solo con il dialogo; ma purtroppo nel mondo come dice Rubino ci sono tanti veleni e 2 di questi sono la fame di potere e la stupidità.
    Ancora grazie, un abbraccio a tutti.

  8. Purtroppo, gli eroi perdono sempre la vita. Le guerre non dovrebbero esistere. Muoiono migliaia di innocenti. Come tanti altri si fanno saltare in aria uccidendo la loro gente, i figli, in nome di chi, cultura di che.

  9. Cara Lucia,
    nessuno ha messo in dubbio le qualità morali di questi ragazzi, io sono stata la prima a commuovermi davanti a tanta ferocia. Dico che per me gli eroi sono altri e non i soldati.

  10. Forse è il concetto di eroismo di cui si vuol parlare che non “mi” è chiaro.
    A mio giudizio, eroe è chi, uomo o donna faccia scelte di vita che tendono al bene altrui a scapito del proprio e bisogna stare molto attenti a cosa si dice, altrimenti si mette sullo stesso piano il terrorista che si fa saltare in aria, con il parà che sta facendo azione di polizia ed ha mandato internazionale. (E a tal proposito sono tra quelli che ricordano bene le monetine lanciate contro i feretri dei Carabinieri e dei Poliziotti uccisi nelle stragi terroristiche degli anni ’70 a Milano, svillaneggiati anche da morti, perchè “servi” dello Stato).
    Il fatto che uno percepisca uno “stipendio”, accettando di stare lontano da casa in un inferno ambientale e psicologico, (ma allora perchè, se è così ovvio, comodo e facile, non lo fa uno qualunque dei nullafacenti, sfaccendati e urlazzari che bivaccano per le strade e chiedono l’elemosina, magari per drogarsi?) guidato dall’ideale che un mondo migliore sia possibile e “fa il suo lavoro” nel modo migliore possibile e con umanità, lasciando ovunque un ricordo ottimo di sè e della Nazione da cui proviene e che sta rappresentando (ammesso che qualcuno ogni tanto si ricordi cosa significa la parola Nazione, all’infuori dell’utilizzo che se ne fa in occasione delle partite di calcio dove “giocano” atleti professionisti pagati più che a peso d’oro), correndo il rischio nell’esercizio di questo “lavoro” (che è invece “professione” altamente specialistica) di rimetterci la vita solo perchè sta facendo da cuscinetto in un crocevia del mondo in cui valori di vita sono differenti dal nostro, nulla toglie al merito.
    Perchè uno stesso compito si può svolgere, bene, molto bene, male o così e così, come chi abitualmente lavora ben sa.
    Ci sono eroismi conclamati ed eroismi nascosti.
    Eroico, per me, è stato quel ragazzino, amico di mio figlio che desiderava salvare il fratellino caduto nel fiume ed è annegato insieme a lui.
    Cosa intendo dire?
    Che è vero che le guerre non dovrebbero esistere, ma le ideologie che le sostengono nemmeno.
    Mi permetto qui di ricordare l’ottimo Caino (in Italia c’è anche una bella organizzazione che lo sostiene) che va pur perdonato, ma non credo debba essere dimenticato ed innalzato ai fasti e agli onori degli altari.
    Mi scuso sempre per la rigidità, forse, dei miei pensieri in talune occasioni, ma di concessioni, strappi, aperture, perbenismi e illuminismi, talvolta, sono stanca.
    anna

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