Lettera a un amore mai nato

Tanto dillo, che pensallo.
E allora te lo dico. Te lo dirò, e sarò sincera, sincera come non sono stata mai. Mi dispiace per quello che è successo ieri sera, non era mia intenzione avvenisse tutto quel casino, ovviamente, e dammi pure della paraculo, ma davvero, in questo caso io non c’entro niente.
Tutto quello che ti ha detto Sara corrisponde al vero, o quantomeno la maggior parte delle cose. È vera, intendo. Andiamo con ordine, comunque.
Lo sai che da piccola mi ero presa una cotta allucinante per te, lo sai benissimo. Non è andata per la mia vigliaccheria, perché non era un periodo felice della mia vita e avevo una tale paura di restare ferita (come adesso del resto) da non voler nemmeno tentare. E ti dirò, resterai forse il più grande rimpianto della mia vita.
…se fosse stato amore per la vita
…se ci saremmo mal sopportati al punto di mollarci dopo tre giorni
…se fosse stata una storia breve e intensa
…se fosse stata una delusione
…se ci saremmo fatti del male
…se, se, se…
con i se e con i ma non si fa la storia. Neanche questa.
Ma comunque.
Non è andata, si diceva.
Non so come sei riuscito a restarmi lì per tanto tempo, forse è stata proprio questa sensazione di sfuggita, quel bacio non dato che mi è rimasto alla gola. Il momento che ho deciso di farmi avanti e mandare affanculo il mio orgoglio e puoi ben capire quanto possa essermi costato, mandare affanculo l’orgoglio io, era troppo tardi. Chiaro, la tempistica non è mai stata il mio forte.
Sei rimasto lì, ancora una volta non ci siamo beccati.
Ma la vita va avanti, sempre, qualsiasi cosa succeda, e capirai che è stato così anche per me.
Sei rimasto in un angolo, una piccola spina che ogni tanto si fa sentire, ma non è detto che il dolore, nelle vesti del ricordo, non possa essere dolce; mi sono ritrovata, a volte, a pensarti, a pensare alle nostre cazzate con un sorriso.
Inutile negare, talvolta ti ho pensato anche con una fitta al cuore.
Passando davanti alla libreria e vedendo quella copertina verde, ascoltando una qualche musica, magari la colonna sonora del “Gladiatore”… quando è uscito il film dell’ “Ultima Legione” mi sono rifiutata di vederlo. Non l’ho ancora visto: per quanto tenti di negarlo e nasconderlo, e mantenere una facciata di stinfiaggine acuta, sono la peggio sensibile e romantica del mondo, non avrei voluto, e non voglio, vedere quel film senza di te. In un certo senso, è il nostro film.
Sono ancora Livia per te?
Siamo legati, Iacopo, non puoi dire di no. Siamo legati da un filo che è molto più forte di quello dell’amicizia. E se anche io, ogni tanto, vorrei che potesse andare un po’ oltre, non so se sarebbe la scelta migliore. Sei uno dei migliori amici che io abbia, non con tutti riesco a essere come sono con te, a fare la stupida e ridere ore di fila per poi passare a parlare di cose serie, di libri e film e cucina e un attico a Parigi o Londra e.
Probabilmente soffrirei molto di più a non averti del tutto, a non averti più nemmeno come amico, a perderti per uno stupido sfizio che non a stare come sto ora; anche perché, sinceramente parlando, non sto male adesso. Ok, mi fa un po’ strano starti accanto e sentire il tuo respiro così vicino, stare abbracciati e tutto quanto; ma non sono sola, e a Ema ci tengo, più di quanto non sia disposta ad ammettere.
E quindi va bene così.
Non credere che io sia sull’orlo del suicidio o non voglia vederti mai più perché potrei morirne; mi piace il rapporto che abbiamo, mi piace che riusciamo a stare insieme a dire cazzate o cose serie o in silenzio allo stesso modo, senza imbarazzi, e non voglio che questo cambi.
Ti voglio bene dal più profondo del mio cuore e lo sai.
Ti voglio bene come amico e tanto basta, senza pensare a quello che c’è (o non c’è) stato in passato.
Non so se sono stata sufficientemente chiara, forse son stata un po’ troppo melodrammatica, ci sta, lo sai che se non infioretto un po’, non son capace di scrivere =)
Spero solo di non averti messo in difficoltà, con queste parole, anche perché non era mia intenzione, anzi, quello che volevo era solo chiarire una volta per tutte questa situazione.
È solo che a parlare non sono tanto brava, te ne sarai accorto, mi riesce difficile riuscire a guardarti negli occhi e dirti tutto (rischio troppo che tu veda i miei, di occhi).

Penso che questo sia tutto.
Stai bene, Iacopo.
A presto.

Chiara

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