Il Mio Presepio

Uno dei miei sogni più segreti è quello di diventare una statuina viva, altezza massima 15 cm, per riuscire un giorno a percorrere i sentieri del mio presepio. Proverò a descriverne una piccolissima parte, ma per quanto mi possa sforzare, vi assicuro che solo un’attenta osservazione dal vivo può far capire agli animi più sensibili ed artistici quanta dedizione ed amore ho messo fin da piccola nella realizzazione totalmente manuale di quello che considero – consentitemelo – “il mio capolavoro”…
Per prima cosa andrei a rinfrescarmi al Lago dei Desideri, e bagnandomi mani e piedi con quell’acqua di cristalline emozioni, giocherei un po’ con i candidi cigni, confondendomi nella nebulizzazione delle Cascatelle del Piacere.
Chiederei poi alla giovane ed instancabile Lavandaia, d’organza vestita con rossa fusciacca alla vita, da  quale sporco lava i suoi panni. Già immagino la sua risposta: “Nella mia tinozza torno a far brillare le vesti di coloro che hanno smesso di sperare. Nel momento in cui capiscono che vale ancora la pena di lottare, loro da me vengono, carichi di lacrime, che più potenti di qualsivoglia sapone puliscono e donano nuovo colore e vigore a quelli che erano i loro sudici stracci”.  Dopo aver salutato i due fratelli Boscaioli, che segano da sempre il Legno della Determinazione con venature di Costanza, chiederei loro aiuto per arrampicarmi sul Ponte del Dolore: pericolante, stretto, tortuoso.
Ma è l’unica strada per raggiungere il Villaggio dei Legami che brulica di vita: per il Dolore bisogna sempre passare.
Una volta giunta al paese, acquisterei una fragrante Pagnotta d’Affetto dall’umile fornaio, che ogni giorno impasta con Amore la morbida massa, dedicando il suo operato a tutti coloro che da sempre si vogliono bene. Andrei dal saggio Falegname, che con la sua pialla toglie la ruvida corteccia dai tronchi ottusi facendone venir fuori legno plasmabile e affamato di sapere, per chiedergli solo pochi riccioli di quel nobile materiale che lui ha già sapientemente sgrezzato.
Un salto poi alla bottega dell’anziana Calzolaia, che suola le scarpe degli instancabili viaggiatori che ancora cercano la loro strada, ma ahimè, fanno fatica a trovarla e a volte si demoralizzano. Quella donna ha un dono: ti guarda negli occhi, ti sorride con dolcezza, e dopo aver riparato le tue scarpe ti augura Buon Viaggio infondendoti tanto coraggio. 
Tantissimi sono gli affascinanti personaggi che popolano il mio presepio, se ne può scoprire uno in ogni angolo; li ho creati, li ho amati, gli ho affidato un compito… ne sono orgogliosa.
Vorrei portare ora i miei sandali dalla vecchina e stringerle la mano incrociando il suo sguardo… vorrei perdermi nel mio presepio… vorrei ritrovare la forza e il coraggio di ricostruirlo… non lo faccio più da troppo tempo.

13 pensieri su “Il Mio Presepio”

  1. Semplicemente delizioso e con un messaggio altissimo. Anch’io ho avuto nel passato quel presepio, anch’io ricordo quei personaggi, e nella lettura di questo semplice splendido pezzo ho ritrovato la bambina che ero.
    Molto brava, 5s.
    sandra

  2. Ciao io mi sono persa vagabondando tra i personaggi del tuo splendido presepe. Ora seguirò il tuo implicito consiglio e andrò a cercare l’anziana Calzolaia. Chissà quanti personaggi incontrerò nel mio viaggio con le scarpe rinnovate di coraggio e magari anche di entusiasmo. Un consiglio da una sconosciuta “Rispolvera il tuo vecchio capolavoro e arricchiscilo di un nuovo maestro di vita”. Grazie, bellissimo racconto, ciao Greta.

  3. Sandra, Greta, credetemi, i vostri sentiti commenti mi hanno commosso, perchè so che avete capito tutta la passione che ho messo un tempo per dar vita a quel paesaggio che vive da sempre nel mio cuore.
    La passione non muore mai, io ce l’ho tutta dentro ed ha solo una gran voglia di riesplodere. Non so quando ciò riaccadrà, ma spero sia presto; anzi, VOGLIO che questa sia una certezza. Rileggo i vostri apprezzamenti e con gratitudine li considero dei bellissmi auguri per quella che sarà la prossima creazione del MIO NUOVO PRESEPIO. E’ una promessa.

  4. Il tuo racconto ha rispolverato in me un ricordo che mi aveva colpito parecchio…

    Periodo natalizio: al catechismo si parlava di presepi
    Catechista: “E voi chi vorreste essere nel presepe?”
    Noi, bambini di poco più di 9 anni restiamo ammutoliti in cerca di qualcuno che parli per primo.
    Io penso… “vorrei essere questo, anzi no… quello…”
    ma vengo distratta dalla voce del catechista che dice al mio amico:
    “Tu chi vorresti essere?”
    “Io vorrei essere una pecora… così con la mia pelle posso diventare una cornamusa e rendere l’atmosfera felice…”

    Signori e signore… un pensiero di un bambino di 9 anni… ma adesso che ne ho 15 non l’ho ancora scordato… perché mi ha impresso il vero significato dell’umiltà.

  5. Serena, possa questo tuo caldo e soffice ricordo di lana di pecora, accompagnarti con la sua caratteristica melodia di cornamusa, in questo Natale e nei prossimi che verranno, rendendo l’atmosfera delle tue feste serena e felice, proprio come se tu fossi di nuovo bambina…

  6. Mi è piaciuto questo tuo racconto che diventa un viaggio tra i propositi e i sentimenti che proviamo e rinnoviamo ad ogni Natale.
    Un susseguirsi di immagini e di significati radicati nel nostro cuore e nella nostra tradizione.
    Brava.
    anna

  7. Un racconto che incanta e che si legge con estremo piacere. Scritto col candore di una donna dall’animo bambino.
    Con simpatia
    Katia

  8. Ciao Roberta, leggo solo adesso il tuo racconto, che ho trovato bello e ricco di significato.
    Complimenti! Un augurio di un Natale sereno, in compagnia di 5 stelle.

  9. Anna, mi fa molto piacere che leggendomi tu abbia viaggiato con me fra buoni propositi e sentimenti; tu chiami in causa inoltre un importantissimo valore che sempre bisogna coltivare, alimentare e tramandare: la tradizione.
    Katia, quel candore di cui tu parli mi rende, sovente, estremamente vulnerabile e mi fa soffire, ma so che tu l’hai apprezzato e sinceramente ricambio la tua simpatia.
    Lucia, ti sono grata per l’augurio di serenità che mi hai inviato: possano quelle cinque stelle da te attribuitemi, illuminare anche il tuo Natale.

  10. La magia è nascosta nell’umiltà dei personaggi del tuo Presepe e attraverso il viaggio che hai descritto, mi è parso d’incontrarli davvero e di purificare il mio cuore… Speranza e Coraggio in ogni viaggio…

  11. Grazie Greta.
    Speranza e Coraggio siano instacabili compagni di viaggio anche dei tuoi percorsi…

  12. Semplicemente fantastico! Mette in evidenza tutti i bisogni spirituali fondamentali dell’uomo! Complimenti

  13. ATHENA, grazie.
    Soddisfare i propri bisogni spirituali è indispensabile, ma non sempre possibile…
    Non farò il presepio neanche quest’anno… ma voglio credere che un giorno tutto tornerà come un tempo. Io la vecchina del mio presepe la conosco bene e il suo sguardo l’ho incrociato più di una volta…

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