Paura della paura

Un mattino di un giorno normale.

I miei bambini e  mio marito sono usciti per una passeggiata, con la scusa di un mal di testa sono rimasta a casa.

In realtà? Voglio fare in santa pace il bucato. Sembrerà una scemenza, ma sembra una vita che non riesco a godermi questo momento, disturbata dagli strilli continui, mi capita sempre un calzino colorato tra i bianchi. Che nervi!

Con questa idea nella testa sorrido.

Sono serena, con i miei pensieri che si rincorrono, come sempre, nella mia zucca troppo piccola per contenerli tutti.

Non me lo aspetto.

Semplicemente arriva.

Sento quella strana sensazione ovattata tutta intorno a me.

Non la ricordavo quasi più.

Ed è paura!

Le mie mani iniziano a tremare, ma io continuo a stendere il bucato, non voglio. Non voglio. Non voglio!

Dalle mani, il tremore prende tutto il mio corpo, non riesco a controllarlo.

Sono perduta.

Era da tanto che non mi capitava, credevo di averlo superato, ed invece…

Devo restare calma, passa, ora passa.

Voglio, rimanere calma, ci provo. Me lo impongo.

Ma ho paura, se cado non c´è nessuno.

Nuovo obbiettivo: Non devo cadere!

Cerco di continuare ad avere pensieri coerenti: il sole, il mare, gli uccellini… un prato… sono in un prato…

Concentrati per la miseria!

Non devo perdermi!

Soffoco, i miei concetti rimbombano.

Nulla di me mi appartiene più.

Sono in balia di me stessa, prigioniera cosciente di me.

Il tempo passa, lo sento intorno, scorre inesorabile, ed io resto immobile.

Voglio che passi… e che si porti via tutto questo con sé.

E poi una boccata d´aria potente.

Finalmente!

Ricomincio a ragionare, respiro in modo normale senza sentirlo triplicarsi nel mio orecchio.

Sento che sta passando, il peggio, sta passando… e già ho paura.

Non voglio che mi ricapiti.

Ora so che mi ricapiterà.

12 pensieri su “Paura della paura”

  1. Cara Tilly, é una sensazione che prende alle spalle e immobilizza, é vero, ma scrivere di ciò é un po’ come darle una pugnalata e fare centro.
    La scrittura aiuta molto a esternare e a mettere in contatto e in confidenza tutte le nostre “Io” che albergano in noi e che forse fra di sè neppure si conoscono.
    Sono contenta che sei tornata.
    5s.
    Sandra

  2. Anche scrivere serve a far si che l’ansia non ci soffochi.
    Complimenti e 5 stelle.

  3. Ciao Tilly, ben tornata!!!
    Sono d’accordo con Sandra, la scrittura riesce a farti rielaborare la paura. Quando ricapiterà basterà pensare che hai sempre la “penna” e che hai le capacità per poterla affrontare e sconfiggere!!!
    Un saluto. Spero di rileggerti presto!
    Raf

  4. Ciao Tilly, non ci avevo pensato, scrivere è il modo migliore per esorcizzare le paure, io mi allontanavo a nuoto lontano dalla riva, un brutto giorno mi prese la paura di non riuscire più a tornare. Facendomi forza tornai alla spiaggia. Da allora non riesco più ad avventurarmi in acque profonde se non vedo nelle vicinanze punti cui aggrapparmi o amici nelle vicinanze. Complimenti della lucida scrittura. Cesare Menicucci

  5. Io vi ringrazio!
    Vi ringrazio, ed arrossisco per i vostri commenti delicati.
    Grazie ancora per l´accoglienza.
    Grazie per non esservi scordati di me.
    Parafrasando le parole di Sandra: spero di aver dato una pugnalata a quello che mi perseguitava.
    Vi mando un bacio grande
    e grazie ancora.
    Tilly

  6. Un abbraccio, Tilly.
    Benvenuta nel mondo delle persone normali, ognuna fortissima eppure fragile e delicata, pronta a ricominciare dopo ogni arresto, a rialzarsi dopo ogni caduta.
    Vivere con se stessi è spesso la cosa in assoluto più faticosa, ma di certo inevitabile.
    Per lo scrittore scrivere è come tracciare un diario della propria anima e aiuta a ritrovarsi.
    Ciao
    anna

    5 s.

  7. Salve Tilly, complimenti per lo scritto: credo che anche la scrittura possa essere un modo per esorcizzare gli attacchi di panico che colpiscono alle spalle e soffocano in un attimo tutti i nostri pensieri: un saluto e 5 stelle Angela.

  8. Grazie anna.
    Non mi sono mai ritenuta normale, ma forte e delicata ci hai azzeccato in pieno.
    A furia di cadere e rialzarmi, ho il sederino indolenzito.
    Ma avete ragione tutti: la penna aiuta.
    A volte é l’unica amica a cui aggrapparmi, l’unica con cui confidarmi.
    Adoro la gente, adoro stare in compagnia… ma preferisco soffrire da sola.
    Un bacio
    Tilly

  9. Cara Tilly, il tuo racconto mi ha colpito, c’è stato un periodo della mia vita, in cui ho vissuto di paure, praticamente cercavo di non restare mai sola, quindi capisco perfettamente la tua sensazione, e ti capisco quando dici che preferisci soffrire da sola, capire non è facile, se non ci si è passati almeno una volta; per uscirne, ho scoperto che ci vuole un pò di autostima, bisogna volersi bene, e bisogna crederci. Ti auguro di riuscirci, comunque il tuo racconto è scritto molto bene, ed è piacevole da leggere. Brava. Un bacio da Betta.
    5 stelle

  10. Per Betta
    grazie per il sostegno, e per il tuo dolcissimo commento
    baci.
    Tilly

  11. Un po’ in ritardo, ma mi unisco anch’io al coro dei ben tornata! Di questo racconto, che ha l’immediatezza e la forza del flusso di coscienza, apprezzo soprattutto il coraggio e l’onestà di fondo: il modo migliore per esorcizzare qualsiasi forma di paura, è affrontarla. E tu lo hai fatto, scrivendone.
    Un sorriso
    Katia

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