Un uomo non perdona

– Che ci fai ancora qui? –

Lei gira gli occhi all’insù e sospira.

La odio quando lo fa, sembra che mi ritenga poco intelligente, e forse ha ragione, è per questo che la odio.

Lo so che lei sarà sempre più in gamba di me, più furba di me…

Che rabbia!

– Allora? – la mia irritazione traspare dalla voce

– Prendo solo la mia roba – mi guarda quasi a volersi scusare, ce ne sarebbero cose per cui dovrebbe chiedere scusa, ma forse non servirebbe. Non la perdonerei – non sapevo che saresti rientrato presto –

Non voglio piú ascoltarla, ogni sua parola mi fa male.

Fa male al mio orgoglio che grida: cornuto!

– Fai in fretta e vattene –

Mi sposto nell’altra stanza, restare con lei nella nostra camera, vicino al letto in cui è stata mia… non posso.

Accendo la televisione, e sprofondo nella mia poltrona.

Cerco di concentrarmi sul programma sportivo, ma la mia mente è in quella camera con lei.

Mi maledico, e alzo il volume per non sentirla.

Ho coscienza ugualmente del frusciare della sua gonna vicino al copriletto di raso, la immagino mentre piega i suoi vestiti minuziosamente, le sue mani lente sulla sua biancheria, i capelli che le ricadono sul viso, il modo in cui si morde il labbro quando è concentrata…

Spero che si sbrighi.

È un tormento.

Finalmente sento la cerniera del borsone: ha finito.

Esce cauta dalla stanza trascinando la borsa troppo pesante per lei.

Sospiro e mi alzo.

Le vado incontro e gliela prendo dalle mani.

– Ti accompagno fuori – le dico, stando attento a non guardarla in faccia.

– Grazie – è quasi un sussuro. Forse soffre anche lei?

Bene!

Ho infilato la valigia nel portabagagli della sua macchina. Lei mi aspetta davanti alla portiera aperta.

Le porgo il palmo della mano.

Lei non capisce, mi interroga con lo sguardo.

Tocca a me alzare gli occhi per una volta.

– La chiave di casa –

Lei mi studia come se avesse qualcosa di importante da dire, ma aspetta, è incerta…

– Io sto da mia madre – prende fiato – io e Stefano ci siamo lasciati –

È un colpo!

Cosa vuole che faccia?

Che mi butti ai suoi piedi e la preghi di restare?

Vuole che sia felice che la storia con il mio ex migliore amico non abbia funzionato, e che dica “scordammoce o passato”, “quel che è stato è stato”? Torniamo insieme?

Io sono un uomo!

Io vorrei schiaffeggiarla, schiaffeggiarla e poi baciarla fino a dimenticare l’ultimo mese.

Fino a scordarmi che mi ha tradito.

Fino a trascurare che le mani del mio migliore amico l’hanno toccata… ma non posso.

Sono un uomo!

La risposta che lei cercava non arriva, e allora appoggia con rammarico il mazzo di chiavi nella mia mano.

Una lacrima le riga la guancia.

Si siede in macchina e parte.

Io resto fermo, con il mio stupido mazzo di chiavi tra le mani.

10 pensieri su “Un uomo non perdona”

  1. Un racconto che rappresenta una realtà forse anche troppo antica.
    Il tradimento é sempre un fallimento, a mio avviso, poi potremmo anche parlare di smarrimento, di attimi di debolezza, sia per l’uomo che per la donna, potremmo parlare di ascolto e di perdono, potremmo dire che forse vale la pena di salvare un amore e di provare ancora e dimenticare. Chissà perchè per una donna é più facile che per uomo “perdonare” e ricominciare…
    Un caro saluto e 5s.
    sandra

  2. Un bel racconto.
    Mi piace.
    Una scrittura veloce e incisiva che affronta lo stato d’animo di chi è stato tradito.
    Quanto all’epilogo, mi chiedo se solo l’uomo non perdoni.
    Anche le donne non perdonano.
    Credo che si possa cercare di dimenticare, passare oltre, cercare di capire e capirsi, soprattutto.
    Fiumi d’inchiostro potrebbero scorrere sull’idea del rapporto che lega i due protagonisti.
    Il capitolo “migliore amico/migliore amica”, poi, è tutto da valutare.
    Bravissima a 5 stelle.
    Un abbraccio.
    anna

  3. Tema delicato, troppo per mettersi ad indagare sul “perdono: giusto o no?”
    Mi soffermerei invece sul modo di raccontare. Un graduale crescendo di emozioni e sensazioni. Sembra una piccola parte estratta ad hoc da un qualcosa di più lungo carico anch’esso di forti emozioni. Il tipico bel racconto per cui la curiosità porta a dire “mi piacerebbe leggere un seguito”.
    Emblematica al scena della “riconsegna delle chiavi” simbolo di una fiducia data e non apprezzata. Eh si, perchè dietro tutto torna lei: la fiducia.
    Un saluto
    Raf

  4. Sandra
    grazie per il tuo commento.
    Una mia cara amica é appena stata tradita… e pensa: lei ricomincerebbe!
    Io non ne sarei capace, su questo ha ragione Anna
    neppure le donne perdonano, ma forse a noi femminucce piace pensare di esserne capaci.
    Parlando con mio marito ho cercato di capire cosa fa piú male ad un uomo in un tradimento, e ho tentato di raccontarlo da un punto di vista non mio.
    Spero di aver tovato la chiave giusta per renderlo piacevole.
    Grazie Raf, per aver apprezzato.
    Un bacio.
    Tilly

  5. Foucault sosteneva che lo splendore della sessualità si sia sviluppato nell’Era Cristiana medioevale, col peccato e le anime cadute…

    Nessuno è esente dal tradimento, non c’è niente di più frequente in questa nostra vita.
    Giocoforza ci riguarda tutti da vicino; il desiderio e la curiosità hanno sempre una capacità di stratificazione e allestimento che mette voglia di cimentarsi con bottoni e cerniere che li tengono insieme.
    Ma la trasgressione può avere un effetto finale risanatorio nella coppia, nel senso che il suo buon esito è strettamente legato alla spaventevole intellezione dei due.
    Buon week end

  6. Racconto molto reale, su cui si potrebbero scrivere pagine e pagine, perchè io che l’ho subito ho perdonato come hanno fatto tante altre mie amiche, ma se avessi tradito io, “l’uomo”, il “padrone di casa”, non mi avrebbe perdonata… anzi, sicuramente vilipesa. Terribile che sia così, ma è la realtà.

  7. Davvero bello questo racconto, un estratto di vita che hai saputo tratteggiare con rapide pennellate e un ritmo incalzante. Piaciuta anche la scelta del punto di vista maschile. Brava Tilly.
    Ciao
    Katia

  8. Bellissimo il tuo racconto, tilly, scritto con tanta sensibilità, il discorso tradimento, non è un argomento facile. Personalmente penso che il difficile non è perdonare, ma riconquistare la fiducia, si può per amore superare un tradimento, ma qualcosa si romperebbe nel rapporto, nell’intesa, irrimediabilmente. Ti auguro buon Natale. Ciao da Betta

  9. Ciao Tilly, leggo solo adesso il tuo racconto che ho trovato molto bello.
    Credo che forse neanch’io sarei capace di perdonare un tradimento, forse perché sono già caratterialmente insicura e non so se riuscirei più a fidarmi.
    Complimenti e 5 stelle.

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