Una storia nel quartiere

Elena era conosciuta da tutti nel quartiere. Persona tranquilla, vedova, senza figli, piccola, tonda sui sessantacinque anni era sempre intorno ai cani e per la verità, anche ai gatti.

Da piccola era cresciuta con i genitori in campagna e per compagni di gioco: due bellissimi cani, pastori maremmani. Quando i sui genitori non sapevano dove Lei fosse, bastava chiamare i due pastori maremmani e la trovavano. Una volta si era addormentata all’ombra di una grossa quercia con i due cagnoni distesi vicino, e avrei voluto vedere la persona estranea che avesse osato avvicinarsi alla piccina…

Con questo imput, Elena si era sempre recata al canile ogni qualvolta che un suo “trovatello” lascava questa terra. Ma ciò che vado a raccontare fu un caso diverso.

Mignon, una donna più matura di Elena aveva una piccola femmina di cane razza bigol, di circa tre anni, una “ladra”; infatti raccontava spesso di come la poveretta fosse attenta a sistemare la carne cotta o cruda in luoghi molto alti e comunque fuori dalle altezze della piccola Trixi che aveva sempre un forte appetito, sembrava non sfamarsi mai. A quel tempo Elena possedeva una meticcia, presa sempre al canile, Penelope, vecchia e malata. Le due donne s’incontravano spesso nell’area per cani e facevano lunghe chiacchierate, tanto da diventare col tempo grandi amiche.

Succede, purtroppo, che anche nelle giornate più serene e di sole caldo, possa giungere una sentenza di morte sulla testa e così fu per Mignon quando scoprì di essere gravemente malata. Subito Elena si offrì di portare a spasso la piccola Trixi assieme a Penelope, nei giorni in cui Mignon iniziò a non alzarsi più dal letto. Il tempo, in queste cose non è mai lungo e quando la fine si avvicinava a passi da gigante, Mignon si fece promettere ad Elena che avrebbe tenuto con sé la piccola Trixi, senza metterla in un canile. La donna mantenne la promessa e con la scomparsa di Mignon, portò Trixi a casa sua.

Elena era pensionata, ma poiché i soldi non bastano mai, faceva le pulizie al mattino per avere qualche soldino in più. Di lì a poco Penelope passò a miglior vita e questa volta Elena rimase con Trixi senza andare al canile di nuovo.

Passò qualche anno, e io che conosco bene la cagnetta e la donna, ogni qualvolta che passando le vedevo mi fermavo sempre a parlare e a chiedere della salute di entrambe.

Un giorno mentre eravamo al supermarket assieme e facevamo la spesa, Elena mi fece sapere che la cagnetta non era stata bene e che il grande appetito che sempre aveva avuto era dovuto alla tiroide che non funzionava affatto e che in più era sopraggiunto un tumore alle mammelle, dal quale era stata operata. Mi disse che i soldi per curarla erano stati molti ma che era felice perché Trixi rispondeva bene ai medicinali.

Mi venne spontaneo chiederle se potevo collaborare in qualche modo, cioè economicamente, e quello che vidi sul suo volto non lo potrò dimenticare mai:

– Grazie, per esserti offerta, ma non ho bisogno di niente, però mi ha fatto piacere…, sai, non lo dico mai a nessuno, non so perché mi è venuto di dirtelo…. e sorrideva serena.-

Cercai anche di offrirle un passaggio con la macchina, ma la risposta fu sempre negativa:

– No, ho poca spesa, faccio volentieri due passi o prendo l’autobus.-

Non ho mai visto nessuno dedicarsi agli animali con tanto amore e con pochi soldi.

Ricordo che Elena, nelle nostre chiacchierate all’Area per cani, ha sempre ribadito quanto avesse ricevuto dal Mondo Animale e quanto poco dalla razza umana, nella quale, purtroppo riservava poche speranze.

E’ difficile aprirsi agli altri, soprattutto a chi con orgoglio e fermezza affronta in solitudine le salite della vita, ma afferrare la mano che si offre sincera e sponatanea vorrebbe dire accettare un piccolo aiuto senza rinunciare al proprio orgoglio, nè alla propria dignità, e che forse, qualche umano un po’ più disponibile é ancora in circolazione. Questa é una teoria che vorrei impegnarmi a dimostrarle.

7 pensieri su “Una storia nel quartiere”

  1. Ho avuto solo una volta un cane in vita mia, non ne ho piú preso un altro: troppo dolore quando mi lasció.
    Come fará la signora Elena, che é cosí ostile alla razza umana, quando la sua piccola amica andrá via?
    Forse dovrá solo sforzarsi di riacquistare fiducia in noi poveri uomini, che siamo ben lontani dal saper dare il vero affetto disinteressato. Ma forse, come dici tu: c’é ancora speranza.
    Io lo spero.
    Sempre bravissima
    con affetto.
    Tilly

  2. Che bel racconto Sandra! Mi hai davvero emozionata, forse perché amo tanto gli animali, forse perché meno di un anno fa mi sono trovata anch’io a dover affrontare la malattia del mio cagnolino, ma purtroppo per lui è stato tutto inutile e devo dirti che se tornerei in dietro farei tutto quello che ho fatto; perché avrei dato tutto per vederlo migliorare giorno per giorno e non peggiorare come purtroppo è successo.
    Complimenti.
    Un abbraccio in compagnia di 5 stelle.

  3. Grazie Sandra, per l’emozione che mi hai regalato: amo i cani e quello che ti regalano è indescrivibile; loro ti amano senza giudicare, senza pregiudizi; a loro non importa se sei ricco o povero, bello o brutto; loro ti amano e basta: se la razza umana inparasse un po’ da loro saremmo tutti più fratelli: complimenti un saluto Angela.

  4. X Anna
    Grazie carissima della tua vicinanza continua.
    Un bacio.
    Sandra

    X Tilly
    Elena farà come ha sempre fatto, cara Tilly, sempre che ne abbia ancora le forze come spero; quando la piccola Trixi se ne andrà, ma non credo presto, sta benino, andrà al canile, dove tutti la conoscono e prenderà un altro meticcino.
    Lei adora gli animali e qualche umano, ma pochi.
    Grazie dell’affetto e delle tue fedeli letture.
    Sandra

    X Lucia

    Soffrire fa parte del bagaglio umano, anche se cerchiamo riparo, purtroppo nessuno ne é immune. Quando il cane di casa muore, nessuno lo può sostituire nel cuore di chi l’ha amato, ma un altro avrà un’altra storia, e sarà un altro grande amore, con gli animali si può fare.
    Un bacio e un grazie con affetto.
    Sandra

    X Angela

    Se ti ho regalalato emozioni, cara Angela, mi fa molto piacere, io per prima mi emoziono sempre quando osservo gli animali, i cani per lo più, perchè ne sono in continuo contatto, riuscire a trasmetterlo poi, penso sia una bella “altezza”
    Grazie e un bacio.
    Sandra

  5. Cara Sandra, bello il tuo racconto, mi ha emozionato, però mi ha rattristato un pò, la solitudine di Elena, deve aver subito davvero tante brutture dagli essere umani, per essere così reticente, anche con chi gli offre il suo aiuto, mi auguro che riesca a ritrovare il dialogo con le persone, e riesca a distinguere quelle di cui fidarsi. Per quanto riguarda gli animali, la penso come gli altri, li adoro, tutti, anche se ho un debole per i cani e i gatti, io abito in campagna, ho 4 gatti (tutti si sono autoadottati) e un cagnolino, un pò anzianotto in verità, ma che mi fa tanta compagnia. Brava Sandra, come sempre, il tuo racconto, mi ha lasciato qualcosa dentro, su cui riflettere, grazie. Un bacio da Betta

  6. X Betta

    Grazie della lettura. Sai, Angela é persona che ha imparato a caversela da sola e penso che lo farà finchè avrà le forze e le auguro lunga vita. D’altra parte l’essere umano é capace di grandi altezze e grandi nefandezze, bisogna vedere chi si é incontrato strada facendo. Lei é cresciuta con due pastori maremmani, i genitori erano sempre nei campi a lavorare e per molto tempo essi sono stati i suoi compagni di gioco.
    Contraccambio il bacio e aggiungo un abbraccio.
    Sandra

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