Fuori posto

Sei racchiuso in me
ti elevi nel vuoto della carne
sicché io mi culli in te
sale e sogno prigioniero
della notte in cui mi hai gettato.

Certe volte non ti fermi nemmeno sulla porta.
Raccogli le chiavi vicino al vaso, le infili in tasca e senza dire una parola esci di casa.
Ogni sera.
Tami ormai è abituata, non si chiede più cosa l’aspetta. Non fosse che la notte è ostinata, la tiene alzata: Tami non sentirebbe i silenzi delle urla.

Ieri notte sei rincasato più tardi. Un fatto insolito, che ha destato la sua attenzione.
Sei così metodico e preciso, così puntuale nelle tue assenze che venti minuti dopo l’orario sono un motivo.
Tami ti ha osservato, sembravi sfinito, due ombre azzurre ti scavavano gli occhi.
Ti ha guardato a fondo e ha visto che hai dimenticato di rimettere le chiavi a posto.
Un fatto strano.
Per te uomo che vuoi sempre la casa tirata a lucido, le posate alla sinistra del piatto. Prima il coltello poi il cucchiaio.
E se non occorre non importa, l’essenziale è averne all’occorrenza. Come la forchetta, con non meno di cinque denti lucidi, grandi, alla fine della filiera.
Cinque grandi denti perché cinque e grandi sono le dita della tua mano.
Quella che una volta sei riuscito a farti sanguinare senza lasciare andare un fiato. Cinque piccoli buchetti che sei rimasto ad osservare a lungo, rapito da loro rosso intenso.
Sconcertava quell’eccesso di colore al candore persistente del piatto.
E fu un mangiare senza masticare il cibo quella volta, un accorgersi di quanto ti piacesse l’ingenua sofferenza.

Ho vissuto per questo
mi illuminava
la notte in cui mi avevi immerso.

Ma ieri notte sei rientrato, hai richiuso dietro di te la porta e hai proseguito in bagno.
Tami ti ha aspettato, come sempre, accostandosi al bugnato fuori sul terrazzo, ha aspettato che l’illusione d’esserci venisse fuori dal tuo corpo. Ma non c’è stato flusso, né rubinetto aperto, non è avvenuto nulla.
Semplicemente.

Tami non capisce, perché le chiavi sul bordo del lavabo il mattino dopo?
Un ordine è cambiato.

L’ostia dei sensi
fra braccia di boscaglia
sei discesa e ti sei persa.

 

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