Il “bambino” dalla bocca di fuoco

Dorme il “bambino” oramai da tanti anni,

nella quiete della natura

dorme il “bambino” e “sogna” sogni tranquilli,

non ode nulla di quel che ogni giorno gli accade intorno.

Cosa accadrebbe se dovesse svegliarsi?

Quante persone sfuggirebbero alla sua ira?

Dorme il “bambino” dalla bocca di fuoco,

tutti sanno della sua ira che nulla perdona

e distrugge ogni cosa;

eppure, su di esso l’uomo,

ha costruito case, negozi, intere città.

Speriamo che la sua bocca di fuoco, resti spenta per sempre

e che continui a sognare

e a cullarsi nel ventre di madre natura.

9 pensieri su “Il “bambino” dalla bocca di fuoco”

  1. Forse Madre Natura canta una dolcissima ninnananna a quel bambino che sta facendo sogni bellissimi, perchè nel suo sonno trovi pace anche quello spirito bellicoso e devastatore che gli ruggisce dentro.
    Non voglia mai che qualcuno o qualcosa lo svegli: la sua ira sarebbe terrificante.
    Possiamo solo sperare, maledicendo in cuore nostro l’incuria e l’arroganza degli uomini che non ricordano, non tengono conto dell’esperienza fatta, non hanno pietà per il bambino dormiente e per loro stessi.
    Complimenti, cara Lucia, per il tuo animo delicato che sa vestire di parole belle anche una sciagura annunciata.
    Un abbraccio e 5 stelline
    anna

  2. Se il “bambino” si svegliasse si renderebbe subito conto che la culla di madre natura è ben diversa da quando è iniziato il suo sonno e non la riconoscerebbe più…., forse, allora, ci renderemmo conto di cosa ci è stato affidato e quale uso ne abbiamo fatto.
    Ben venga la riflessione in qualunque sia la sua forma.
    Brava, 5st.
    sandra

  3. Ciao Lucia, questa poesia è davvero bellissima: complimenti e 5 stelle, un saluto Angela.

  4. Grazie come sempre per le belle parole che avete sempre nei miei confronti!
    Ho scritto questa poesia pensando alle tante tragedie che troppe volte si sentono, tragedie che spesso si potrebbero evitare se solo l’uomo riflettesse un po’ di più.
    Un abbraccio ed un sorriso Lucia.

  5. Torno sul sito dopo un pò di tempo e saluto tutti. Leggendo questa poesia ho subito pensato al Vesuvio che evidentemente non è il solo “bimbo” a dormire. Possiamo aggiungervi, insieme ad altri vulcani, gli eventi sismici e tante altre calamità che turbano drammaticamente la nostra esistenza, anche a causa della nostra poca sensibilità, per la quale non teniamo in debito conto dei fenomeni naturali quando si tratta di gestire il territorio. Speriamo che i “bimbi” dormano ancora e che una buona volta siamo noi a svegliarci. Complimenti 5 stelle ciao

  6. Per Rubino
    Hai scritto che leggendo questa poesia hai subito pensato al vesuvio, io essendo della provincia di Napoli ho scritto questa poesia pensando proprio al vesuvio; consapevole però, che ci sono altri vulcani che dormono e che speriamo continuino a dormire a lungo.
    Grazie dei complimenti.
    .
    Per Merendero
    Grazie anche a te per esserti fermato a leggere la mia poesia e per i complimenti.
    Un saluto Lucia.

  7. Cara Lucia non ho voluto dirti che ho parenti da quelle parti e che nella mia cittadina vicino Siracusa, oltre ad altre insidie abbiamo un enorme deposito di carburanti in pieno centro abitato. Ciao

  8. Per Rubino
    questo deposito di carburanti in pieno centro, conferma il fatto che l’uomo troppe volte non riflette prima di agire.
    Un saluto a te e ai tuoi parenti che vivono dalle mie parti Lucia.

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