Lettera di un postero dell’anno 2210 agli uomini del nostro tempo

Scrivo a voi uomini del vostro tempo poiché come è risaputo, gli errori commessi in ogni tempo appaiono spesso tali solo dopo lunghi lassi di tempo. Molte notizie son giunte fino a noi attraverso fonti che voi chiamate “multimediali”, oltre ad un’infinità di reperti che ci hanno riportato al vostro stile di vita. Ed è proprio su alcuni aspetti della vostra vita che mi preme darvi sentenza a due secoli di distanza. Mi giunge che nelle vostre città siete un tutt’uno individui e macchine inquinanti che sono in numero assai superiore al necessario. Pian piano siete arrivati a portare a scuola i vostri piccoli con “L’automobile” in molti casi una per ogni piccolo, vi si aggiungono gli scooter e una miriade di voi che va al lavoro in automobile, spesso anche qui una per individuo, e  ancora quelle grosse automobili che chiamate “autobus” e tanti “corrieri” che trasportano smisurate quantità di merci con grossi mezzi fortemente inquinanti, anche da molto lontano nonostante ce ne fossero di più vicine. Il vostro traffico aereo è già molto sostenuto e tante città reclamano un loro aeroporto e altri voli. Non trovo parole per dire delle vostre fabbriche di veleni mascherate spesso da esigenze di “Pil” e volte ad alimentare i falsi bisogni con l’arricchimento di pochi individui e immani danni ambientali che provocano spesso malattie contro le quali dovete lottare tenacemente. Ed ecco le vostre città divenute delle camere a gas dove svolgete le vostre attività come se tutto fosse normalizzato per il fatto di esservi gradualmente abituati. C’è dell’incredibile in ciò che ci appare quando scaviamo per ispezionare un terreno o costruirci sopra qualcosa: rifiuti senza fine e di ogni genere, soprattutto la vostra plastica, il vetro e le scorie radioattive oltre a tanto e tanto altro che non si può enumerare, non c’è un solo metro di terra dove non si calpestino i vostri rifiuti. Non sapete più dove mettere l’anidride carbonica prodotta dalle vostre macchine, pensate già di pressurizzarla sotto terra in profondità, ed eccola oggi riaffiorare a cercare la sua libertà mettendo noi a durissima prova per trattenerla o trasformarla perchè non ci distrugga.  Come potete lasciarci questa eredità? Come potete farci questo? Le vostre politiche energetiche sono orientate a cercare nuove fonti di approvvigionamento più disponibili ed anche meno inquinanti in certi casi, ma lasciano ben poco spazio alla fondamentale necessità del risparmio. Progettate auto che consumano e inquinano meno, ma valutate così poco l’importanza di quei semplici mezzi a propulsione muscolare per spostarvi. Le vostre città sono spesso illuminate all’inverosimile e le vostre case invase da apparecchiature di ogni genere alle quali non volete proprio rinunciare. Molti vostri cittadini sono costretti a pagare l’acqua che bevono… ma vi appare tutto così normale! La vostra struttura sociale e le vostre forme di giustizia sono sotto certi aspetti molto somiglianti a quelle dell’antichità e quello che chiamate progresso umano è in molti casi il vestito che mettete alle scoperte tecnologiche, mentre povertà, sfruttamento e soprusi da parte di chi ha il potere di operarli la fanno ancora da padroni. Nei vostri laboratori scientifici accanto alle ricerche veramente utili alla vita, sciupate immense risorse per strani ed inutili  esperimenti. E a che serve che le vostre scuole “sfornino” ogni anno miriadi di professionisti di cui il mercato è saturo all’inverosimile? Vorrei concludere, ma prima vi faccio una cronistoria degli eventi più significativi che si son verificati dal vostro tempo a quello dal quale vi scrivo: Nel 2020 sconfitta dell’aids; nel 2032 conquista di marte; nel 2035 sconfitta di tutte le forme di cancro. Nel 2050 per la prima volta tutti i focolai di guerra sono spenti e la democrazia è stabilita su tutto il pianeta. A partire dal 2065 il mondo conosce una difficile crisi di risorse utili alla vita che durerà fino al 2072. Dall’anno 2090 la popolazione mondiale si stabilizza attorno ai 12 miliardi di individui e dal 2100 il trasporto privato non esiste più, le economie sono localizzate e la vita media è di 90 anni. Nel 2110 L’uomo torna un’ultima volta su marte dopo di che non compirà più viaggi interplanetari. Per concludere riferisco l’evento “apice” della storia umana, ovvero la certezza che non siamo soli nell’universo: Nel 2113 il mondo intero assiste in diretta all’atterraggio di esseri non terrestri in Canada. Spero di avervi dato validi spunti di riflessione per rivedere l’universo in cui vivete immersi. Rispondete pure a questa lettera se lo ritenete utile. Ah dimenticavo! Un’ultima cosa a proposito di quell’“ardua sentenza” richiesta ai posteri dal tal Manzoni: Napoleone non fu per noi vera gloria poiché violenza e sangue tracciarono il suo cammino.

Un augurio

Anno 2210
Un postero

6 pensieri su “Lettera di un postero dell’anno 2210 agli uomini del nostro tempo”

  1. Unico grande rammarico; non poterci essere, soprattutto nel 2035 ad assistere alla sconfita del cancro.
    Una piccola riflessione data da un umano di questo tempo: gli errori e la storia servono come esperienza, confronto e miglioramento, forse se non ci fosse stato questo “sudiciume” attuale dei tempi in cui viviamo, i posteri non avrebbero saputo migliorarsi, e già averlo saputo fare é un successo, agli umani attuali il passato ha insegnato poco, visto che abbiamo continuato a battere la strada di Napoleone.
    Il Manzoni ci perdonerà.
    Bel pezzo.
    5st.
    Sandra

  2. Ho trovato “fiabesca” questa lettera, scritta con oltre 200 anni di ritardo, in quanto il gazzettino tragico che riporta è attualmente a conoscenza di tutti.
    Per quanto concerne la spirale oracolare della chiusa, la trovo nettamente improbabile, poiché di questo passo l’umanità non avrà né tempo né modo di verificare la presenza di extra-terrestri, ché si distruggerà da sola…

    A Sandra rispondo che il cancro sarebbe oggi già sconfitto, se i grandi Imperi della medicina non avessero interesse a prorogare i loro profittevoli paradigmi.
    Un sorriso

  3. Se poi il nostro “pronipote” riflettesse che di questa civiltà non resterà nulla, considerato il materiale di cui è fatta e con cui si trasmette, il de profundis sarebbe quasi inevitabile.
    Ciao
    anna

  4. Sarebbe bello se davvero nel 2030 si arrivasse a sconfiggere il cancro e aggiungo anche le tante malattie genetiche che spesso impediscono a tanti bambini di avere una vita normale.
    Complimenti, la tua lettera invita a riflettere! 5 stelle.

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