Le renne in sciopero

Non so se tutti conoscono i veri nomi delle renne di Babbo Natale, per questo prima di raccontarvi questa storia voglio elencarveli uno ad uno.
Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donder, Blitzen, e Cupid.
In Italiano, possiamo tranquillamente chiamarle, Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato e Cupido.
A queste renne, un giorno di tanti anni fa, si aggiunsero delle altre renne e nella casa di Babbo Natale accadde qualcosa di molto strano.
Dopo che Babbo Natale insieme agli elfi finì di preparare i regali, stava mettendo tutto nel grosso sacco, quando ad un
tratto le due renne, nuove arrivate chiesero a Babbo Natale se anche loro all’ultimo avrebbero ricevuto il loro regalo:
Babbo Natale rispose di no! Loro come regalo avrebbero avuto quello che i bambini avrebbero lasciato davanti al camino.
Potevano essere caramelle, cioccolate o qualsiasi altra cosa, ma non potevano e non dovevano pretendere nulla di più.
Le due renne cominciarono a dire:
“Non è giusto: È un’ingiustizia.”
E Babbo Natale diceva.
“Basta, è inutile fare capricci.”
Ma le renne non volevano sentire ragione e dissero:
“Allora noi non andremo da nessuna parte e faremo in modo che neanche tu potrai andare”.
Fu così che se ne andarono insieme alle altre renne che erano state plagiate da loro.
Accanto a Babbo Natale rimase solo una renna, che, anche se era nuova arrivata, era una delle più anziane; non per niente si chiamava Saggia.
“Come mai tu non sei andata con loro?”
E la renna rispose:
“Io non perdo tempo con queste sciocchezze.”
E Babbo natale aggiunse:
“Per fortuna ci sei tu! Ma adesso come facciamo?”
“Seguiamole, vediamo cosa hanno intenzione di fare”: disse Saggia.
Ed è così che si misero in cammino.
Una volta trovate le renne videro che si erano messe tutte in fila sulla strada che doveva fare Babbo Natale per portare i suoi doni a tutti i bambini del mondo.
Mentre Babbo Natale cercava di farle ragionare, loro facevano finta di non sentire e cantavano a squarciagola jingle bell.
“Fermatevi! Basta, ragionate, pensate a tutti quei bambini che stanno aspettando un regalo”.
Niente da fare: le renne continuavano a cantare.
Babbo Natale con la renna Saggia si allontanò per trovare una soluzione e diceva alla renna:
“Come faccio, se continuiamo così quest’anno tutti i miei bimbi rimarranno senza regalo”.
E la renna rispose:
“Lascia fare a me, provo a parlare io con loro: può darsi che mi ascolteranno; tu aspettami qui”.
Dopo un’ora, la renna tornò senza aver risolto nulla; tutti quei discorsi di quanto Babbo Natale fosse stato sempre buono con loro non erano serviti a niente.
Babbo Natale era sempre più disperato.
“E adesso cosa faccio?
Non è giusto, i miei bambini rimarranno senza regalo”.
Non finì neanche di pronunciare queste parole, che iniziò a piovere ed anche in maniera abbastanza forte; e Babbo Natale sempre più arrabbiato diceva:
“Ecco: mancava solo la pioggia.”
Ma poi all’improvviso cominciò a sorridere:
“Vieni Saggia, vieni che adesso ci divertiamo; ora sì che le faccio passare la voglia di scioperare”.
Giunto di nuovo dove stavano le renne, le trovò ancora in fila a cantare jingle bell e tante altre canzoni di Natale.
Babbo Natale disse con voce tuonante:
“Che fate, nemmeno la pioggia vi ferma?”
E una delle renne rispose:
“No, di certo non sarà la pioggia a fermarci”.
“A sì, ma voi sapete questa pioggia cosa vuol dire?”
“Sì” rispose la renna.
“Vuol dire che c’è un gran temporale” aggiunse un’altra renna.
“Lo immaginavo; non lo sapete. Quando piove vuol dire che tutti i bambini del mondo stanno piangendo e le loro lacrime arrivano al cielo e quindi si forma la pioggia; forse adesso stanno piangendo tutti i bambini che quest’anno rimarranno senza regalo a causa vostra”.
“Dici davvero?” rispose la renna più giovane del gruppo.
“Sì, dico davvero”!
Rispose Babbo Natale, immaginando che il suo piano stesse già funzionando.
“Cosa?”
Dissero le renne con aria meravigliata.
“Su, Babbo Natale mettiamoci in cammino, altrimenti non c’è la faremo mai a consegnare tutti i regali”.
Ed è così, che tutte le renne, insieme a Babbo Natale, andarono a prendere il sacco e si misero in viaggio cantando le canzoni di Natale; questa volta non per scioperare, ma per la felicità che provavano nel portare i doni, nel vedere che nel cielo magicamente era tornato il sereno e che quel gran temporale era già un lontano ricordo.
Le nuove renne arrivate non ebbero mai la notorietà delle altre, ma ancora oggi viaggiano da sole per il mondo a regalare tanti sorrisi a tutti i bambini.

Morale della favola
Tutti dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e non pretendere sempre di più, perché certe volte e bello anche
donare, non solo ricevere.

11 pensieri su “Le renne in sciopero”

  1. Con questa favola voglio augurare a tutti gli autori e a tutti i lettori di questo sito un sereno Natale, in particolare a Luca Coletta, che ci da l’opportunità di scrivere le nostre poesie e i nostri racconti, dandoci così, l’occasione di conoscerci e confrontarci.
    Auguri a tutti.

  2. Una storiella deliziosa, cara Lucia. In questi giorni tutti torniamo bambini, ma da adulti dovremmo sapere che donare dà più gioia che ricevere; dovrebbe essere un qualcosa che cresce spontaneo nel cuore, ma per parecchi non sempre è così.
    Grazie degli auguri che contraccambio a te e nuovamente a t u t t i.
    5st. con un bacio.
    Sandra

  3. Molto efficace e carina l’imagine delle lacrime dei bambini che si trasformano in pioggia.
    Bella favola. Brava.
    Auguri.

    Giorgio.

  4. Un grazie di cuore a Sandra, Giorgio e Michele per la lettura.
    Auguri anche a voi di buone feste.

  5. Per Merendero
    Grazie per i complimenti e per gli auguri! Ti auguro un sereno 2010, ricco di cose belle.

  6. Brava Lucia!
    Le favole sono sempre bellissime e quelle con tutta la magia del Natale, indimenticabili.
    5 stelle.
    anna

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