Dicembre…

E mentre io continuo a invecchiare senza crescere,

è passato un altro anno

ed ho perduto la voglia di scrivere i miei pensieri,

il me stesso che non sono o che vorrei.

E’ lunedì, il lunedì di un ponte qualunque

quando mi ritrovo con te,

in piedi sotto questa pioggia dicembrina,

a fare due chiacchiere inaspettate all’uscita di un caffè…

Non ricordo le parole,

ma sento la tua voce, il tuo sguardo girarmi attorno…

un istante che vale l’anno che ho vissuto…

Poi un bacio, sulla guancia,

nulla di nuovo ma ti avrei uccisa…

E’ Natale ed ho appena ricevuto  il regalo più bello

e ti perdono, anzi, ti chiedo scusa…

scusa per non essere quello che vuoi,

per non riuscire a chiamarti “amica”…

Mi piacerebbe, te lo assicuro,

ma non me lo posso permettere.

2 pensieri su “Dicembre…”

  1. “…nulla di nuovo, ma ti avrei uccisa…”
    Questo verso dice tutto: rammarico, rimpianto, disperazione, convincimento, rassegnazione.
    Il fine della poesia è, sublimando, universalizzare il sentire. A mio giudizio, in quel verso, pur nella forte tensione, sei riuscito a render il lettore partecipe di ciò che il poeta prova in occasione di un incontro fortuito e apparentemente banale.
    Ciao
    anna

    5 st

  2. Chiamare “amica”, l’Amore del cuore e della mente è una bella sofferenza, tuttavia la
    poesia non trasmette tormento, ma rassegnazione. Molto bella.
    5 st.
    sandra

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