Per sempre

China sulla tastiera del suo PC, scriveva, a tratti incerta, i capelli tenuti appena da una matita, si mordeva le labbra di tanto in tanto: troppi pensieri da tradurre in parole. Rimanevo li seduto su quella poltrona, non potevo fare a meno di guardarla, era splendida, la luce sul suo viso in quel momento, era perfetta; mi guardò, mi sorrise, disse qualcosa che non capii, non potevo distogliere gli occhi dalle sue labbra, oh se solo fosse stata mia. Ed invece ero la, niente altro che il suo migliore amico, la conoscevo da una vita siamo stati bambini insieme, abbiamo giocato, studiato, mangiato e persino dormito insieme, e la risposta è no, lei non si era mai accorta che la guardavo tutt´altro che da fratello, nemmeno quando mi raccontava di questo e quel ragazzo. No, non capí che il mio cuore si fermó quando mi raccontò felice del suo primo bacio, quando chiudendo gli occhi a pochi centimetri dalla mia faccia mimó i particolari. ”Claudio” la sua voce che mi chiamava mi distolse dai miei pensieri “sei strano questa sera, si puó sapere a che pensi?”, si giró con la sedia e mi fissó sorridendo, i suoi splendidi occhi verdi ridevano con lei .Muovendo i piedi costrinse la sedia a seguirla facendo girare le rotelline, in un attimo fu davanti alla poltrona dove ero seduto e appoggiò le mani sulle mie ginocchia “ dimmi la verità…..pensi a qualche ragazza ?” E con aria da birbante ”No perché tu non mi hai detto che vedevi qualcuna, io invece ti racconto sempre tutto!”Alquanto imbarazzato mi alzai di scatto” ma che vai a pensare? …… Pensieri di lavoro, solo lavoro”. “Si ma sei arrossito, …comunque, io una novità ce l´ho, vuoi saperla ?” E detto questo picchió la mano alla poltrona per invitarmi a risedermi. Mi sedetti sulla poltrona facendo finta di essere scocciato , ma in realtà non vedevo l´ora che iniziasse a parlare.”Allora vuoi sapere le mie novità o no?” ”Ma si , dai , lo sai che ti ascolto sempre.” ”Si ma questa volta è una bomba”, disse lei appoggiandosi alla sedia ; mi lanciò uno sguardo strano che mi fece rabbrividire , dalla paura forse , sapevo che stava per lanciarla davvero una bomba , lei era fatta cosí. Mi appoggiai alla poltrona fingendomi rilassato e le feci un cenno con la mano per invitarla ad iniziare il suo discorso. Lei tiró un sospirò,si alzó lentamente si giró e disse d`un fiato “Hai presente quello che ti ho sempre detto sul sesso e sulla mia prima volta del fatto che avrei voluto fosse con mio marito la prima notte di nozze?”. Si giró mordendosi le labbra , io la guardavo pallido , avrei voluto gridare: NOOOOO, non dire niente non voglio sapere; ed invece lei implacabile,” avrei cambiato idea” e mi guardò interrogativa alzando le sopracciglia; Il “beh”, che mi uscí dalla gola come un sibilo mi costrinse a schiarirmi la voce “bene”, che cosa stupida da dire in quel momento! “Sai” riprese lei “conosco questo ragazzo….., veramente è un uomo” lo disse guardandomi in modo strano, riprese a parlare prima che io potessi dirle niente, e cosa avrei potuto dire? Smettila! uomo, che uomo? pazza, tu sei un fiore, a chi vuoi regalare il tuo profumo? Ad uno sconosciuto, a uno stronzo qualunque: non farlo, ripensaci! Lei si era riseduta mi guardava scocciata “tu non mi ascolti, io ti dico una cosa così importante ,e tu pensi a ……a chi pensi?” ”A..Al ..A lavoro, ti ho detto che penso al lavoro…..scusa.” Lei mi fece un sorriso amaro e riprese a mordersi il labbro “Claudio io mi sono accorta di essere gelosa.”La guardai incredulo”gelosa di che?” “di chi è la domanda…di chi?””La domanda era mia, di chi?”Dissi io curioso e pieno di speranza “di te , di chi?” no,non poteva essere, mi portai la mano alla fronte e la feci scivolare immediatamente alla bocca per nascondere il mio sorriso che non potei in nessun modo rimandare indietro” ultimamente sei distante” disse lei rialzandosi. Era pazza , pensava che avessi una storia, ma se io pensavo solo a lei, avrei voluto dirglielo ma mi fermai. Si giró , si mordeva l´unghia del pollice , non lo faceva mai, aveva le mani curatissime” Ero felice per te, ma poi mi sono accorta che invece ero triste per me, e ora te lo dico io credo……..so che ora hai la ragazza , ma io ho sempre pensato che……… Claudio abbiamo ventisette anni e potrebbe essere la ragazza giusta per te, forse vuoi mettere la testa a posto……..con lei ,…..non con me” Non potevo credere alle mie orecchie, stava parlando con me, di me, di noi “Elisa ascolt…..” mi bloccò con un bacio .Si staccò e mi allontanò con le braccia “no tu ascolta, io ho sempre creduto che noi saremmo finiti insieme che tu ti saresti fermato a guardarmi……..come….come una donna ecco l´ho detto , ed ora io la voglio, la pretendo” mi avvicinai e le chiesi stupito “ cosa “, lei abbasso lo sguardo, arrossi e disse “ la mia prima volta” alzó gli occhi, Dio mio non era mai stata cosí bella “sará il nostro segreto, non pretendo niente, è solo un favore che chiedo alla persona di cui mi fido di piú al mondo, realizza il mio desiderio , e poi potrai tornare da lei, io mi faró da parte”. Non potevo resistere piú la presi tra le braccia e la baciai, la strinsi forte per capacitarmi , era la realtà non era uno dei miei sogni, lei era li e mi pregava di…….., mi fermai di scatto , non potevo “ aspetta “ “perché?” la misi a sedere, mi passai la mano trai capelli quasi a darmi forza, mi accovacciai davanti a lei tenendole le mani “devi sapere, non possiamo…..se tu non sai…….. io non ho nessuna ragazza io ho sempre pensato solo a te , certo sono stato bravo a non scoprirmi, ma anche tu peró……….ora, io resterò ad aspettarti per tutto il tempo che vorrai anche dopo il matrimonio se vuoi e se…….” mi bació di nuovo “e se io non volessi aspettare?” E si sistemò meglio sulla poltrona con fare invitante. Mi alzai e la guardai, o mamma, era anche meglio dei miei sogni, appoggiai le mani sui braccioli della poltrona e la baciai,lei mi prese il viso tra le mani che io presi tra le mie facendola alzare , la presi tra le braccia e la portai in camera, la appoggiai sul letto e mentre la guardavo cercando di convincermi della mia fortuna lei mi tiró a se; ricominciai a baciarla,lei chiuse gli occhi e io sentii che si abbandonava a me, cominciai a scendere con le mani e con la bocca, le sbottonavo la camicia e lei tremava sotto le mie carezze. Il suo seno era perfetto, e il sapere che la mia era la prima bocca che lo sfiorava lo rendeva ancora piú perfetto, quando arrivai con le mani sotto la sua gonna lei ebbe un fremito e si aggrappò forte al mio corpo, prese fiducia e in un attimo era lei sopra di me, mi guardava e sorrideva, sfiló la matita dai suoi capelli facendoli cadere: era una dea. Prese a sbottonarmi la camicia e ad accarezzarmi il petto scendendo con le mani fino alla mia cintura ,era rossa da morire e si mordeva il labbro capii il suo imbarazzo e feci da me , la ristesi sul letto e le sfilai la gonna e gli slip bianchi di pizzo. Ora ero su di lei le accarezzavo i capelli quasi a volerla preparare a quel dolore d´amore che stava per provare, ma lei era tranquilla , era li , era mia; si tenne stretta a me tutto il tempo, e fu un tempo bellissimo, un istante di eternitá. Mi svegliai, presi coscienza di dove ero, la vidi sul mio petto; i capelli le coprivano in parte il viso , le spostai qualche ciocca, lei aprí gli occhi e mi sorrise. Sollevo la testa “caffè?“ disse ridendo, “non sei un sogno dunque, sei quí davvero?” “certo che sono qui, siamo qui io e te, due scemi che hanno perso un sacco di tempo” disse lei accarezzandomi il viso. Non potei resistere la baciai con passione e la tirai su di me, vista da sotto era ancora piú bella, piú sexi, piú tutto; lei cominciò a muoversi sopra di me, le paure della prima volta erano sparite, ora era libera. Allungavo le mani verso il suo seno, abbandonata a quel piacere cadeva, il suo viso vicinissimo al mio ,occhi negli occhi,la guardavo mentre le mie mani scendevano lungo i suoi fianchi; vedevo la scintilla passare nei suoi occhi ,era quello il momento: il culmine del suo piacere. Quando mi svegliai, questa volta, erano le otto di domenica mattina. Andai in cucina, c´era un buon odore di caffè appena fatto , Elisa guardava fuori dalla finestra aperta ,gli uccellini cantavano e lei sorrideva a quella giornata d´estate . Rimasi a fissarla era a piedi nudi, indossava solo slip e canotta , i capelli ancora sciolti sulle spalle, si accorse di essere osservata e disse “che fai la? Avvicinati, se avessi voluto morderti, avrei avuto mille occasioni“ e si giró sorridente; cavolo come era bella appena sveglia ! Mi avvicinai e la strinsi a me per paura che svanisse, come facevano i miei sogni all´alba.Ero li, lei era mia, tutto era perfetto , tutto sarebbe andato per il meglio;ma mi sbagliavo,è proprio quando siamo felici che tutto puó cambiare, è in quel momento di distrazione , quando hai la guarduía abbassata , è allora che siamo vulnerabili al dolore. Mi svegliai solo; erano tre giorni e tredici ore che Elisa era partita. (Tre giorni prima)” Lo sai devo partire “mi disse mettendo una maglietta rosa in valigia “ lo so ,si sposa Chiara e tu non puoi mancare“ ”sei sicuro di non poter proprio venire?” Mi sedetti sul letto spostando la sua borsetta ”quel cavolo di Giacomo senza di me è perso! dice che ora che abbiamo avuto l´appalto per la ristrutturazione della villa Massari non posso allontanarmi“ ”uffa peró, mi mancherai da morire “mi disse con il musetto imbronciato, costringendomi a baciarla. Erano le 7:15 mi stesi sul letto a pancia sotto sapevo che avrebbe chiamato tra 5-4-3-2driinnn “buongiorno principessa” “ sapevi che ero io?” chiese lei con voce divertita dall´altra parte” “sei piú puntuale di un orologio svizzero, a proposito come vanno le cose dalle parti di Heidi?” chiesi mettendomi a sedere” ”Quí è un macello, oggi è il gran giorno, Chiara, con sua madre, piange disperata perché le è uscito un brufolo; il papá di Chiara litiga da tre ore con la sua cravatta, e la nonna Bettina piange in salotto commossa per la sua nipotina; sei stato fortunato a non venire!”. Rideva; era l´ultima volta che l´avrei sentita cosí felice. Passarono i giorni ed Elisa fu di ritorno dalla Svizzera, mi accorsi subito che era pallida, e anche un pó sciupata, ma pensai che fosse dovuto allo stress, e poi ero troppo impegnato ad amarla per fermi a pensare .Ero a lavoro , erano le nove del mattino, mi squillò il telefonino mentre davo istruzioni al manovale sul da farsi “pronto” dall´altra parte una voce di donna “ buon giorno, parlo con il signor Claudio De Nicola?” “si sono io, buon giorno.” ”Sono un infermiera dell´ospedale San Giorgio, lei conosce la signorina Orsi, Orsi Elisa”sbiancai di colpo Elisa era in ospedale “Si, si sono il suo fidanzato, è successo qualcosa ad Elisa?“ l`infermiera cercó di calmarmi ”signor De Nicola non si allarmi, dovrebbe venire in ospedale, il primario le spiegherà ogni cosa”. Attaccai, un pó da maleducato, presi la giacca e scappai via, non mi girai nemmeno quando Giacomo disse”Claudio, ma dove cazzo vai? c’è ancora da fare qua“. Guidai, come un pazzo senza rispetto per i segnali stradali, il mio unico pensiero era la mia Elisa in un letto di ospedale. Arrivai in ospedale, mi fiondai allo sportello all´entrata , mi dissero “stanza 14 a, secondo piano“. Usai le scale, secondo piano; 8c ,10 a ,12b, finalmente 14 a, entrai “Claudio!” Elisa mi chiamò , era nel letto sotto la finestra corsi da lei , mi buttó le braccia al collo e piangendo disse “Claudio grazie a Dio, ti hanno trovato , ero sola e spaventata, mi sono sentita male e mi hanno portata qui”, era piccola piccola in quel letto, come avevo fatto a non notare quanto era dimagrita. Un uomo alto e distinto, in camice bianco entró in stanza e con sguardó severo disse “si accomodi fuori devo conferire con lei” baciai Elisa sulla fronte,era leggermente sudata e le dissi ”vado con il dottore , faccio in un lampo “.Usciti dalla stanza il dottore mi porse la mano e disse “sono il dottor De Gaspari, la signorina era sconvolta ed agitata per le analisi a cui è stata sottoposta, ha voluto che parlassi con lei di persona , è un famigliare?” ”Sono il fidanzato” dissi ritirando la mano; lui mi guardò accigliato “conferirò con lei a proposito della mia paziente, solo per esplicita richiesta della stessa, ma di norma non potrei dirle niente”” la prego dottore è grave?””in effetti la paziente è arrivata quí in condizioni critiche, occorre un intervento, ho prenotato la sala operatoria per domani mattina alle 8.00“ ”un intervento ma, come,dove?” dissi in preda al panico e appoggiandomi al muro “signor De Nicola, la situazione è questa, la sua fidanzata ha avuto un aborto spontaneo, e noi dovremo raschiare via il tutto”; non era possibile, era un incubo. Vedendo la mia reazione il dottore continuò dicendo “sa, capita a volte, ad alcune pazienti di non accorgersi dello stato in cui ci si trova…..comunque adesso vada dalla sua fidanzata e cerchi di farle forza“ cosí dicendo mi ristrinse la mano e si congedò. Scivolai lentamente lungo la parete verso il pavimento, mi portai le mani alla faccia e piansi, di rabbia, di colpa e di pena. Mi asciugai gli occhi e rientrai, mentre mi guardava calde lacrime ricominciarono a bagnarle il viso, mi sedetti accanto a lei; si sedette tirando le ginocchia a se e disse “ sono stata stupida, come ho fatto a non capire che ero……” allungai una mano sulla sua spalla per consolarla la vidi asciugarsi gli occhi e chiudendoli disse “la vedi Claudio? Oh si, io la vedo sai? Una bella bimba con i capelli biondi e gli occhi verdi, oh mio Dio ,Claudio la vedi? È bellissima!”Aprí gli occhi ancora sorridente, ma il contatto con la realtà fu duro, iniziò a piangere portandosi le mani al viso; l´abbracciai forte cercando di portarle via quel dolore immenso che provava. Chiamai l´infermiera che le diede qualcosa per dormire, le tenni la mano fino a quando non la vidi abbandonarsi al sonno; mi alzai andai alla finestra, non potevo credere a quello che c´era successo, avremmo potuto avere un figlio, un figlio mio e di Elisa, ed invece……… Mi girai a guardarla dormire , ormai la mia Elisa non c´era piú, c´era solo una donna delusa dalla vita che avrebbe portato chiuso in se un´immenso dolore……per sempre.

Un pensiero su “Per sempre”

  1. Sei davvero brava, il tuo racconto arriva ai sentimenti di una donna come una coltellata, descrive con realismo un momento tra i più tristi e sconvolgenti per una donna. Aldilà del finale anche la storia d’amore è ben scritta e rende bene l’idea della felicità dei protagonisti!

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