Una sera in teatro…

Ricordo bene quella sera in teatro, io e le altre ballerine eravamo lì per le prove generali dello spettacolo di fine anno. Trascorremmo l’intero pomeriggio a danzare, provare e riprovare tutte le coreografie senza un minuto di sosta.
Ricordo bene il temporale che infuriava all’esterno e la pioggia battente sulle finestre, per un momento mi incantai ad ammirare i lampi che squarciavano il cielo e lo illuminavano in modo così tetro che ne fui quasi spaventata.
Ad un certo punto, quando il temporale si era oramai placato, raccolsi le mie ultime forze e mi accasciai in un angolo per riposare un po’, lontano dal brusio e dall’agitazione che regnava tutt’intorno.
Ricordo bene che si avvicinò un ragazzo, la prima cosa che mi colpì fu la sua divisa da vigile del fuoco, ma non feci in tempo a proferir parola che mi sfiorò la guancia con la sua mano e mi porse un po’ d’acqua per dissetarmi dopo le fatiche del pomeriggio.
I suoi occhi avevano una luce particolare e la familiarità con cui mi guardò mi lasciò senza parole. Iniziammo a parlare di noi, a raccontarci le nostre passioni, gli ideali, le nostre aspirazioni per il futuro. Solo allora mi accorsi che i suoi occhi avevano smesso di brillare, come se si fossero letteralmente spenti o stessero fissando il vuoto. Ma non feci in tempo a capirne il motivo che lui non c’era già più, non era più al mio fianco, svanito nel nulla come se non fosse mai esistito. In quel momento trasalii per lo spavento di ciò che stava accadendo, non potevo credere di essermi immaginata tutto quanto. Ero stanca e provata dalla giornata ma non fino a tal punto!
Ricordo bene il drastico ritorno alla realtà, venni, infatti, richiamata dalle altre ragazze per riprendere le prove ma non ebbi più la concentrazione sufficiente e fui ripresa in continuazione dall’insegnante fino a che non mi disse di abbandonare il gruppo perché non stavo combinando nulla di buono su quel palcoscenico.
Durante tutta la notte non feci altro che pensare e ripensare a quanto era accaduto e non potevo accettare di non riuscire a trovare una spiegazione logica.
Fortunatamente la sera della prima teatrale ero così agitata e ansiosa che riuscii in un qualche modo a non pensare più all’episodio del giorno precedente. Questo almeno fino a quando non intravidi il gruppo dei vigili del fuoco presenti in teatro come di norma è previsto in tali circostanze. Il mio primo istinto fu quello di cercarlo pur consapevole delle scarse probabilità che anche quella sera fosse presente. Infatti, non lo vidi e non potei fare altro che chiedere di lui ai suoi colleghi. Fu allora che il nodo si sciolse e non ebbi più alcun dubbio.
Ricordo bene ogni singola parola che mi dissero. Luca, quello era il suo nome, morì esattamente l’anno precedente durante un intervento difficile e pericoloso. Mi raccontarono ogni dettaglio del suo gesto coraggioso e ne rimasi letteralmente affascinata. Ma c’era una cosa che proprio non capivo, come era stato possibile che io l’avessi visto il giorno prima e soprattutto come mai fosse venuto da me, quasi come se mi stesse cercando e finalmente mi avesse trovata.
Ricordo bene che uno di loro mi guardò con aria perplessa finché superata ogni remora mi confessò che qualche giorno prima della sua morte Luca gli raccontò di aver incontrato una ragazza, un ballerina per esattezza, proprio in quello stesso teatro e che ne era rimasto particolarmente colpito, ma non aveva avuto il coraggio di avvicinarla per conoscerla e gli disse anche che alla prima occasione in cui l’avesse rivista non avrebbe esitato a presentarsi a lei…

 

3 pensieri su “Una sera in teatro…”

  1. Alle volte il proprio Angelo lo si ritrova nella vita reale … reincarnato all’interno di una persona incontrata quasi per caso … sta a noi poterlo riconoscere … sta a noi non lasciarcelo scappare !!!

  2. Mi ha fatto venire la pelle d’oca. Molto bello e struggente. Michele.
    5 stelle –

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