Troppo precipitosa – da una storia realmente accaduta

In un condominio di un quartiere della città, una Signora in età avanzata fu ricoverata in Ospedale. Il male era quello antico di sempre, la speranza solo quella di farla soffrire meno possibile.

I condomini, affezionati all’anziano Signore, chiedevano sempre notizie e mandavano i saluti alla moglie ricoverata.

Una domenica mattina, Cinzia la giovane del piano di sopra, nell’aprire la finestra, vide la sua dirimpettaia stranamente agitata che gesticolava con le mani. Subito i telefoni entrarono in funzione e così apprese la morte della vecchia Signora.

Cinzia, di natura sensibile e servizievole, volle subito formulare un biglietto di condoglianze come manifestazione d’affetto verso il condomino ormai rimasto vedevo e si precipitò a depositarlo dentro la cassetta della posta del medesimo.

Dopo circa due ore il telefono squillò e la voce nevrotica e quasi isterica della dirimpettaia la freddò.

– “Cinzia, ho capito male, non si erano spiegati bene, ho fatto confusione, non é lei che é morta, bensì la signora Osti che tu conosci, pure Lei ricoverata in Ospedale!… Meno male che ti ho trovata in casa…..!”

– “Olga che guaio, si apprestò a dire Cinzia balbettando, ho già messo dentro la cassetta della posta un biglietto a mio nome per il marito!”

-“Toglilo, toglilo, che figura!”-

-“Ma come faccio, non posso spaccare la cassetta!”

-“Fai come vuoi, ma io non ti ho detto niente, d’accordo?”- ed agganciò il telefono senza attendere la risposta.

In serata Cinzia provò a telefonare più volte al piano di sotto, ma non trovò nessuno. Per altri due giorni suonò il campanello di casa senza successo, sembrava scomparso. Controllò la cassetta da una piccola fessura, ma le sembrava vuota. Esasperata, trovò il coraggio di telefonare al figlio, il quale abitava tre porte dopo il suo palazzo.

-“Mi scusi sto cercando il Signor Ruggero, sono una condomina e mi devo scusare per un errore grave che ho fatto”-

-la risposta fu ferma, rigida, ma non seccata:-“Mio padre é qui da me, data la situazione, attenda”, poi,

-“Babbo vieni, al telefono c’é quella che ti ha mandato le condoglianze…”-

-“Adesso ci siamo, pensò Cinzia, ed iniziò a tremare. Sig. Ruggero, mi dispiace, avevo capito che sua moglie…..”-

-“No, signora, ancora non é morta, ma sta molto male, non si preoccupi per il biglietto, ho capito…..”-

 

Quando l’anziana Signora morì, di lì a poco, Cinzia non ebbe il coraggio di scrivere un altro biglietto, si unì al mazzo di fiori di tutto il palazzo, ma come era nella sua natura, non mancò mai di manifestare la sua attenzione nei confronti del Sig. Ruggero sia sulla sua salute che sulle sue necessità alimentari.

 

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