Caffè San Marco (Trieste)

Nel giorno di San Valentino

passeggio in questa città

fredda ma soleggiata e

senza bora.

E’ l’ultima domenica

di Carnevale.

Orsacchiotti e spadaccini

sul lungomare,

coriandoli sui marciapiedi.

Grande spettatore:

il mare calmo,

azzurro pallido

e glaciale,

mentre il cielo,

anemico turchino,

pennellata improvvisata,

quasi si confonde col mare.

All’ombra di

Via Battisti,

entro nello storico

Caffè San Marco.

Riscaldo il mio Io

con l’arrivo

alle narici d’aroma di caffè

e strudel,

mentre l’odore di carta e inchiostro

affascina la mente

proiettandola in epoca lontana.

Vasto, austero, scuro,

asburgico.

Respiro storia di

sangue, di lotte,

di morte.

Eppure è lì

ancora oggi,

con i suoi artisti,

le decorazioni con

foglie di caffè e fiori,

severo arredamento in mogano

e antichi tavolini

in marmo rosso e ghisa.

Eleganza antica

come la sua città:

Trieste.

8 pensieri su “Caffè San Marco (Trieste)”

  1. Trieste è una città bellissima, palpitante di storia e di vita. Bello l’omaggio che le rendi a ricordo di un giorno sereno da custodire tra i ricordi più cari.
    Ciao
    anna

    5 st.

  2. Ciao Sandra,
    questa poesia è Una bellissima descrizione di una bella città!
    Complimenti e 5 stelle.

  3. Una bella poesia per una bella città, complimenti Sandra e 5 stelle: un saluto Angela.

  4. X Anna, Lucia, Angela

    Grazie di cuore. Sì, Trieste è una città molto bella. Non ho respirato quella frenesia che è la corsa dei tempi attuali, mi hanno spiegato poi che i triestini conoscono l’arte di vivere bene.
    Un abbraccio.
    Sandra

  5. Se è come la descrivi Trieste deve essere bellissima. Io sfortunatamente non ci sono mai stato! Cercherò di rimediare al più presto. Sempre bravissima

  6. X Giuseppeantonio

    Trieste é bellissima come lo è ogni città del nostro stupendo Paese, nella propria particolarità.
    Dovremmo avere più cura di questo patrimonio storico e artistico e invece siamo sempre più “sgangherati”.
    Grazie e un abbraccio.
    Sandra

  7. Bellissima poesia, anche questa ha sempre qualcosa di ‘altrove’, non è la solita descrizione, non è cupa, oggettiva, pedante, ufficiosa, ha sempre qualcosa di evasivo, impressivo, impressionista, arcaico, ’suggestionante’ quasi, impressionante, cosa del genere.

  8. Per Maren
    Sì, hai ragione, anche in quella occasione ero “Altrove”. Ho respirato un’aria molto asburgica, ho persino sentito l’odore del sangue… oltre a quello del caffè che mi ha riportata poi al presente.
    Grazie.
    Sandra

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