Un bel sorriso

Marzo 12th, 2010

Marco si guarda allo specchio.

Come ogni mattina, quando si fa la barba.

Ma stamane si vede diverso.

10 maggio: sessant’anni.

Sì, si sente diverso.

Ieri sera, prima di addormentarsi, era ancora un brillante cinquantenne.

Oggi, dopo essersi svegliato ed aver fatto colazione, è un sessantenne ben conservato.

Si guarda allo specchio, si valuta e si riconosce: un bell’uomo, occhi vivaci, muscoli in forma.

Il tempo non lo ha devastato.

Nemmeno le preoccupazioni, le ansie e i dispiaceri che inevitabilmente hanno attraversato i suoi anni, hanno incrinato la sincerità del suo sguardo. Una vita di lavoro gli ha permesso di raggiungere una posizione professionale unanimemente riconosciuta importante; lo sport, fatto per divertimento personale e per tenersi in forma, gli conferisce quell’aria sana e sicura di sé.

Eppure questi sessant’anni che sono arrivati puntuali, come una nuova tappa della vita da affrontare, hanno il sapore di un non so che di attesa e di ansia che non pensava di provare.

I capelli brizzolati e le piccole rughe d’espressione sulla fronte, agli angoli della bocca, intorno agli occhi, testimoniano gli anni e si rende conto che ciò di cui si era sempre vantato, cioè il saper  valutare e decidere grazie all’esperienza, alla fine altro non è che una resa al tempo che passa.

Questa idea, però, non gli dà tristezza: l’amore di Giovanna, l’affetto di suo figlio, il calore degli amici e la stima che a ragione ha di sé, lo confortano. Sa di non avere mal vissuto e in quel libro mastro immaginario del dare e dell’avere i conti si pareggiano, la coscienza è a posto.

In questo giorno che sente come l’avvio di una nuova fase della sua esistenza, ripensa alle parole della moglie che appena un poco prima, mentre sorseggiava  il caffè, gli diceva:

“Buon compleanno, caro. Sembra ieri che avevamo vent’anni e ci siamo incontrati, anzi scontrati, in università, tutti e due di corsa per non arrivare tardi alla lezione del professor Micheli. Quanto tempo è passato da allora, quante cose abbiamo fatto… Una bella vita questa nostra, insieme!

Per me sei sempre lo stesso, sai, e se non fosse per quei tuoi baffi ormai bianchi, non direi che sei quasi un vecchietto. Il mio vecchietto, intendo”.

E gli aveva accarezzato con affetto la mano e gli aveva sorriso.

E no, pensa Marco.

“Vecchietto” proprio no.

Aveva fatto la doccia, si era lavato i denti con cura ed aveva lentamente cominciato a sbarbarsi.

Mentre il rasoio scorre sulla faccia insaponata, ne conviene: Giovanna ha ragione.

Se non fosse per i baffi che sembrano quasi uno spruzzo di panna montata, il suo aspetto sarebbe più giovanile.

Si immagina senza i baffi a cui è affezionato da anni e che aveva cominciato a far cresce ai tempi del suo primo impiego, quando era un giovanotto, perché gli conferissero un’aria più matura e seria.

Come apparirebbe senza?

La decisione è rapida ed eroica: taglia i baffi e si rimira nello specchio con attenzione.

Eccolo quell’altro sé, più giovane e forse diverso.

Un brivido di vanità gli attraversa la mente.

Giovanna passa nel corridoio: la chiama, si mostra e studia la sua reazione.

La moglie lo osserva stupita, sorride, approva.

“Oh, Marco, che novità! … Mi piaci, stai bene, sembri più giovane, … un ragazzino… !”

Marco è contento, ha colpito nel segno.

“Ragazzino”, forse è troppo, ma si sente allegro.

Affronterà questa giornata e tutta la nuova serie di giorni col cuore più leggero.

Chi ha detto che i compleanni dopo una certa età – e poi quale? – non si devono più festeggiare?

La vita è bella e i sessant’anni anche.

Grazie, Giovanna, pensa tra sé abbracciando con trasporto la moglie e stampandole un bacio sulla guancia.

E’ vero: ogni giorno è un nuovo inizio.

Marco sorride.




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6 Commenti per “Un bel sorriso”

  1. SANDRA CARRESIon 12 Mar 2010 at 09:22

    Un bel sorriso: mi piacciono quegli Uomini che in maniera sobria mantengono quel pizzico di vanità per piacersi e per piacere. E’ un gioco che mantiene quella complicità che ha avuto il suo inizio tanto tempo fa, e non ha pemesso nè al tempo, nè alle salite della vita, di rendere le rughe solchi enormi che dividono l’Uomo di oggi dal Fanciullo di ieri.
    Complimenti a Te e a quel Giovanotto.
    5st.
    Sandra

  2. Lucia Mannaon 12 Mar 2010 at 17:47

    La vita è fatta di tante stagioni, tutte belle e ricche di fascino.
    Questo per fortuna lo ha capito anche Marco, con l’aiuto di sua moglie Giovanna.
    Complimenti Anna,
    Un sorriso in compagnia di 5 stelle.

  3. Claudiaon 12 Mar 2010 at 18:36

    Che bello! Vorrei che tutti “invecchiassero” così (tra virgolette perché a sessant’anni siamo ancora piuttosto giovani). Complimenti davvero Anna, lo farò leggere ai miei cari questo tuo scritto, dolce e spiritoso. Un caro saluto e grazie per aver letto i miei scritti.

    Ps: se ripenso a come ti ho risposto ad una critica due o tre anni fa… ero proprio una bambina! ;)

  4. annaon 12 Mar 2010 at 19:29

    Cara Claudia,
    il bello del tempo che passa sta nel fatto che cambiamo gli occhiali e tutto ci appare più chiaro e più bello.
    Un abbraccio.
    anna

  5. annaon 12 Mar 2010 at 19:32

    Carissime Sandra e Lucia,
    grazie per l’affetto con cui mi leggete, per il tempo che mi dedicate e per la condivisione di pensieri ed idee.
    Baci.
    anna

  6. bettaon 12 Mar 2010 at 22:03

    Che bella immagine dell’uomo che hai dato, maturo, cosciente della sua età, ma con l’entusiasmo di un ragazzino, con la voglia di piacere ancora, a se stesso, e alla compagna di tutta una vita, capace di riscoprirsi, di reinventarsi ogni giorno. Bravissima Anna, questo racconto è solare, mi è piaciuto molto. 5 stelle, naturalmente. Ciao da Betta

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