Granelli di sabbia

Il vento si è ormai placato,

là nella battigia,

ai confini fra asciutto e bagnato,

nella sabbia rimescolata

affondo la mia mano:

bollente in superficie,

gelida nel profondo,

…sento dolore…

 

Cerco quei piccoli sassolini di colore

che il mare regala dopo la tempesta.

Apro il mio pugno:

solo granelli di sabbia sono rimasti.

 

Il vento ricomincia a soffiare,

la mia mano si asciuga e si pulisce.

 

Se avessi avuto la forza

di trattenere quei frammenti di sabbia,

se li avessi stretti forte,

forse unendosi tra loro

avrebbero formato un piccolo sasso senza tinta,

che io poi avrei dipinto.

 

Ora la mia mano è vuota,

ma sa stringere,

sa stringere forte,

e desidera colorare.

7 pensieri su “Granelli di sabbia”

  1. Indietro non si torna. Però, l’esperienza è sempre comunque positiva. Ci ha insegnato qualcosa ed anche se è passata attraverso la sofferenza, dobbiamo farne tesoro per quella strada che ancora ci resta da fare.
    Ciao e 5st.
    sandra

  2. Come vorrei, a volte, che il mio tesoro di esperienza passata brillasse solo di bei ricordi; quanto vorrei alleggerirlo da quei “preziosi” che, continuano a luccicare di dolore e sofferenza.
    Ma se ciò accadesse, è molto probabile che non riuscirei a percorrere quella strada che ancora mi resta da fare…
    Un grazie ed un saluto a te Sandra.

  3. Condivido il pensiero di Sandra.
    Siamo quelle che siamo, con tutti i nostri difetti, ma anche con tutta la nostra capacità di relazionarci con gli altri, proprio perchè sulla battigia della vita, dove l’onda degli eventi si frange, noi c’eravamo.
    Forse avremmo potuto essere più disponibili, più condiscendenti, più malleabili oppure, più rigide, più convinte, più salde, ma non abbiamo mai peccato di falsità.
    Non credo che questo conti poco.
    Anzi, forse chi ci conosce è più indulgente nei nostri confronti di quanto noi lo siamo con noi stesse.
    Un abbraccio, cara Roberta, e 5 stelle per la tua sensibilità.
    Ciao
    anna

  4. Anna, tu dici il vero: sulla battigia della vita non ci si può misurare con le imprevedibili ondate degli eventi se prima di tutto non si è leali con se stessi.
    Peccare di falsità significherebbe annaspare fra i marosi per poi, stremati, affogare.
    Quando i nostri occhi riflettono invece il colore della lealtà, fra le nubi si può scorgere quell’orizzonte variopinto e lontano che ci aspetta e che mai bisogna perdere di vista per continuare a nuotare nella giusta direzione…
    Ti ringrazio per il commento e ti saluto.

  5. Cara Roberta, è molto bella questa tua poesia.
    Nel passaggio delle stagioni, i bilanci spesso appaiono iniqui e le nostre mani, per quanto abbiano stretto forte un qualcosa, ci appaiono vuote.
    Ma se andiamo più in profondità si trova sempre il nostro “tesoro di esperienze” che ci accompagna validamente nel nostro tempo.
    Un caro saluto.
    QS-TANZ.

  6. QS-TANZ, forse le nostre mani ci appaiono vuote nei tempi dei bilanci, perchè in buona fede hanno stretto quel qualcosa così forte da spezzarlo.
    E’ probabile che il nostro occhio veda vuoto anche là dove son rimasti invece granelli di sabbia: impercettibili ed impalpabili, questo è vero, ma pur sempre parte di una spiaggia sconfinata. Quest’ultima aspetta solo di essere esplorata per aiutarci ad arricchire ulteriormente quel tesoro di esperienze che, come tu saggiamente dici, è valido compagno di viaggio nelle stagioni del tempo.
    Un saluto ed un grazie a te e a Francesca per gli apprezzamenti.

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