Il corpo

Eppure quel corpo

una volta era

forte, pieno di energia,

atletico

in mare e in strada.

Oggi,

è martoriato, piegato,

allettato.

Anche gli alberi

in Inverno

hanno quella parvenza

triste e  malaticcia,

spogliati dalla

verde chioma.

Però…

ugualmente

dritti e forti,

sembrano dire:

-dormiamo, aspettiamo

il bacio della Primavera-.

Se anche per Lui

bastasse il bacio

della Primavera,

qui ne avrebbe

due,

di dolci e tenere

Primavere.

Ma possono solo sorridere

e specchiarsi in quegli

occhi

ancora straordinariamente

blu.

13 pensieri su “Il corpo”

  1. E’ molto triste quando forti querce vengono abbattute dal vento della vita.
    Sembra che di loro resti testimonianza solo nel nostro cuore eppure non è così, perchè a grandi cose spinge il ricordo di chi ci ha preceduti, come diceva, parafrasandolo, il grande Foscolo.
    L’esempio ci accompagna, anche quando non ce ne rendiamo conto, come se l’imprinting dato condizionasse la nostra vita per sempre.
    Un tema arduo quello che hai trattato, ma esposto con la leggerezza che ti è propria, quella, cioè, di affrontare grandi temi con la spontaneità di un verso che molto dice e molto lascia ad intendere.
    Un abbraccio e 5 stelle.
    anna

  2. Brava Sandra. Ora in me c’è un velo di tristezza perchè ho vissuto qualche tempo fa, un momento simile, ma gli occhi del mio lui erano purtroppo già offuscati dalla rassegnazione e dalla sofferenza. Questo contrasto di sguardi mi ha dato molto e ne ho già scritto tanto. Non sono ancora pronta a condividere questo lato molto privato ma scritti come questo mi danno la gioia di sapere che qualcun’altro “vede” come me.
    Ciao Luxia

  3. X Anna e Luxia
    La vita è fatta di arrivi e di partenze, poi c’è il transito, dove ognuno spera in un lungo e piacevole viaggio, possibilmente in ricca compagnia.
    Molti sono coloro che sanno leggere col cuore, meno coloro che esorcizzano il proprio disagio con la penna.
    La partenza è il bagaglio più pesante, anche perchè spesso è accompagnata dalla sofferenza, ma è l’unica volta che, dopo la lotta, siamo costretti a chinare la testa, in tutte le altre occasioni il rialzarsi rientra nelle nostre possibilità.
    Questo almeno è il mio pensiero.
    Grazie tante della lettura e del calore.
    Sandra

  4. E’ triste la parte di vita che ci conduce al declino accompagnandoci alla dipartita.
    A volte è una strada brevissima e liscia altre volte è un lungo sentiero irto, fangoso, costellato da buche e rovi.
    Il tuo pensiero descrittivo è come sempre, attento, delicato e veritiero.
    Un saluto e 5 stelle. QS-TANZ.

  5. Una poesia bella e delicata!
    Scritta con l’inchiostro del cuore.
    Bravissima come sempre! E naturalmente 5 stelle.

  6. Così straordinariamente vera la tua poesia, che si può intendere in tanti modi, il corpo può distruggersi, per vecchiaia, per malattia, ma “quegli occhi ancora staordinariamente azzurri”, sono il segno che l’anima vive, nonostante tutto, a me ricordano gli occhi di mia madre, che hanno sorriso fino alla fine. Grazie Sandra, le tue poesie, sono una carezza per l’anima. 5 stelle, con tutto il cuore. Ciao da Betta

  7. X Betta
    Sei tu, cara Betta, una carezza per l’anima, per la tua dolcezza e per il tuo modo di vedere “Oltre” le parole.
    Grazie per leggermi.
    Un saluto.
    Sandra

  8. Bellissima e tristemente vera… Mi ricorda mio nonno, la quercia che ha lavorato in campagna tutta la vita e ancora vorrebbe farlo e non si arrende. Il suo corpo ormai non ce la fa più ma i suoi occhi, quando vede la sua campagna, sono ancora “straordinariamente blu” e vorrebbe alzarsi e zappare, raccogliere, potare, piantare, estirpare, innestare…

  9. X Giuseppeantonio

    Carissimo, ho dedicato questa poesia a mio zio, grande nuotatore, sciatore e ciclista, oggi consumato in un letto da una malattia rara.
    Ma la testa no, quella è migliore della mia, e nessuno gli può togliere i suoi affetti, i suoi ricordi, e la consapevolezza dell’affetto intorno.
    Grazie. E’ sempre un piacere e un conforto leggere i tuoi commenti.
    Un caro saluto.
    Sandra

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