Il passato

Ci sono cose che dimentichi, o credi di aver dimenticato, invece sono sempre lì, nella tua mente impegnata a fare altro alla quale non dai possibilità di riordinare i ricordi.

Spesso ascoltando una canzone, che nemmeno sospetti sia copiata o simile a qualcuna di quelle vecchie, solo per qualche nota sparsa ti accade qualcosa di strano, come se hai vissuto quel momento, oppure senti un odore, è una cosa già sentita ma non sai dove, nemmeno te lo chiedi, sei di fretta, hai fatto tutto di fretta, tutti i detti parlano di correre, non importa se sei leone o gazzella, alzati e corri è una massima per tutti noi, mai un qualcuno che ti dice pensa, rifletti, ragiona, si ragiona te lo dicono, ma hai qualche decimo di secondo per farlo e poi ti rinfacciano pure, se sbagli, ci hai pure ragionato ti dicono.

Spesso apro il finestrino della macchina, a volte per il fumo, altre per sentire l’aria lì fuori, e ti arrivano dei messaggi strani. Vedi un frutto e nonostante non è il tipo che mangi ci sei affezionato, non te lo sai spiegare perché non te lo chiedi, in fondo se sei in un posto dove vedi un frutto, il navigatore è andato e sei concentrato per non perderti.

Ti saluti e ti stringi le mani con tante persone al giorno, alcuni hanno una pelle che ti causa un brivido al tatto, altri no, ma cosa sarà, oppure provi sensazioni di affetto per persone che vedi la prima volta, ma non ti soffermi a guardarle bene.

Tutto questo può accadere in un giorno o in una vita e sei fortunato se scopri il motivo, puoi scoprirlo solo per caso, magari perché un giorno dici quello somiglia a qualcuno, ma ti sei perso e, in posti sperduti c’è sempre una radio sperduta, accesa da chissà quanti anni che trasmette a rotazione sempre le stesse canzoni, De Gregori la fa da padrone ma se sei davvero fortunato ti becchi un Battisti che ti ricorda chi non è, allora si che capisci a chi somiglia, di chi era quell’odore e che brivido.

Il tempo passa, inesorabilmente ma, se hai fortuna, anche se ti sei perso e cerchi di trovare la strada, un qualcosa di realmente obsoleto può farti ritornare in mente dei meravigliosi momenti del passato, un passato che non rimpiangi, che non rinneghi e che grazie a Dio non puoi nemmeno modificare. Non metterci le mani nel passato, solo la testa e fai tesoro di ciò che ti ha dato, prendi dalla memoria quello che ti serve per trascorrere ancora un momento meraviglioso, senza l’aiuto di sostanze strane e per una volta senza correre.

3 pensieri su “Il passato”

  1. Anch’io già nel 2008 scrivevo un pezzo, apparso nelle pagine di questo stesso Caffè Letterario col medesimo titolo, “Il passato”, spinta dai molti testi poetici di quel periodo che rimpiangevano un amore mal finito che lasciava gli autori, o meglio le autrici, stravolte.
    Sostenevo la tesi “che il passato è passato”.
    Condivido, quindi, quello che scrivi e, se ti fa piacere, puoi rileggere il mio testo, commentato da molti.
    Ciao
    anna

  2. E’ vero il tempo passa, e fa bene ricordare dei bei momenti soprattutto quando si attraversano periodi difficili, ma il rischio è di rimanere intrappolati nei ricordi, senza avere il coraggio di andare avanti…

  3. Complimenti per il bellissimo articolo. E’ vero e intenso. Il passato è una dimensione fondamentale della vita degli esseri umani. Pavese diceva: “Tutti gli anni sono stupidi, è quando sono passati che diventano interessanti”. Senza passato non avremmo identità. Anche io ho scritto un articolo su questo argomento. Se a qualcuno va di leggerlo lo trovate a questo link:
    http://www.sentieridicarta.it/?p=463

    Ciao e complimenti ancora!

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