Papaveri agli angoli dei marciapiedi

Aprile 21st, 2010

Li ricordavo alti e delicati,

impermaliti dall’ acquazzone

che quasi li distruggeva,

rendendoli fradici e impoveriti.

Adesso, mentre guido al mattino,

lì vedo lì,

agli angoli dei marciapiedi,

a prendere la polvere, e

lo smog che offre la strada.

Il colore è sempre lo stesso,

ma lo stelo no,

è più corto,

molto più corto.

Probabilmente si sono dovuti abbassare,

per non farsi del male.

Hanno rinunciato alla loro ricchezza

a ciò che da sempre gli piaceva:

al campo,

alla compagnia delle margherite,

al riposo delle farfalle.

Sempre povera cosa,

d’accordo,

ma si vede

che anche per loro,

la vita è dura,

e per sopravvivere,

nascendo dove capita,

hanno modificato

la loro natura.

Chissà,

se qualche volta

ricordano…,

quello che vedevano

dall’alto.




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8 Commenti per “Papaveri agli angoli dei marciapiedi”

  1. annaon 21 Apr 2010 at 09:14

    La canzone diceva: “Lo sai che i papaveri son alti, alti alti… sei nata paperina, che cosa ci puoi far?…”.
    Mi sono spesso chiesta cosa possano fare le paperine per farsi intendere dagli alti papaveri.
    Tu ora parli di pavaveri che devono adattarsi, ridimensionarsi, forse anche sforzarsi di comprendere situazioni, eventi.
    Buona riflessione.
    Ce n’è per tutti, perché la ruota gira e offre sempre nuove prospettive e nuove possibilità.
    Forse i papaveri ricordano, imparano la lezione …
    E ricorderanno senz’altro che a volte è bene scendere dal proprio piedistallo, guardarsi intorno e prendere contatto con la vita reale, quella che si svolge al margine delle strade, dei fossi, nei prati dove la vita scorre continuamente, indipendentemente dalla boria altrui.
    Un abbraccio, Cara, piccola fustigatrice dell’insulsaggine che cammina col naso all’insù e non guarda dove mette i piedi. I ruzzoloni, poi, sono inevitabili.
    Ciao.
    anna

    5 st.

  2. SANDRA CARRESIon 21 Apr 2010 at 14:40

    X Anna

    In questo Secolo, parecchie sono le delusioni e le amarezze della Società.
    In molti dovrebbero ridimensionarsi e far fede alle loro promesse.
    Guardare in alto ed andare lontano…, il non mantenerlo è forse più lacerante dei ruzzoloni che inevitabilmente si possono fare col naso all’insù sognando ancora.
    Osservare la natura ed i suoi cambiamenti fa riflettere, e non poco.
    Grazie, carissima, un saluto.
    Sandra

  3. Lucia Mannaon 21 Apr 2010 at 15:58

    Ciao Sandra,
    tanti complimenti per questa tua bella poesia, che ci invita a riflettere.
    Complimenti e 5 stelle.

  4. SANDRA CARRESIon 21 Apr 2010 at 18:15

    A Lucia
    Grazie a te per leggermi sempre.
    Un bacio.
    Sandra

  5. QS-TANZon 23 Apr 2010 at 06:52

    Cara Sandra,
    spunti notevoli di riflessione si scorgono tra le righe di questa cronistoria di una vita “floreale”, che poi, tanto somiglia nel suo dipanarsi, a quella umana.
    Fortunati coloro che riescono a mantenere nel tempo il ricordo

    “della compagnia delle margherite,

    e del riposo delle farfalle”.

    Molto piacevole e 5 stelle.
    Ciao. QS-TANZ.

  6. SANDRA CARRESIon 23 Apr 2010 at 17:50

    X QS

    Credo che i fortunati siano veramente pochi, peccato, perchè la riflessione è un’ottima capacità che incide positivamente sulla decisione.
    Grazie della lettura e della tua interpretazione.
    Un caro saluto.
    Sandra

  7. Cristinaon 29 Apr 2010 at 15:58

    E’ sempre piacevole l’attenzione che presti ai particolari, al modo in cui ce ne rendi partecipi e all’invito che ci rivolgi di non limitarsi a guardare solo davanti ma anche a ciò che ci è accanto. Ti sei soffermata sul cambiamento dei papaveri espressione anch’essi del nostro processo di trasformazione. E’ vero è difficile trovare dei papaveri in mezzo ai campi anche perchè il difficile è il trovare dei campi. Sono stati catapultati in città pur rimanendo fiori da campo e di qui il loro trasformarsi, il loro adattarsi per sopravvivere.
    La speranza per chi li guarda e gioisce nell’accorgersi della loro presenza è proprio nel ricordo di quello che hanno significato. Non dovremo mai dimenticare il passato per poter vivere il futuro ma non sempre è così. Perchè adattarci e non cambiare veramente, senza dimenticare che siamo in fin dei conti goccia in mezzo al mare e non mare.
    Ciao Cristina

  8. SANDRA CARRESIon 29 Apr 2010 at 21:32

    X Cristina

    Sì, mi sono soffermata sul cambiamento dei papavari e ovviamente imparo ad amarli anche agli angoli dei marciapiedi, però conservo un caro ricordo degli alti papaveri nei campi, delle piccole margherite e delle farfalle svolazzanti dai molteplici colori. I cambiamenti si fa sempre fatica ad accettarli, ma conviene guardare avanti, pur conservando memoria del passato.
    Grazie per leggermi e soffermarti sulle mie riflessioni.
    Un caro saluto.
    Sandra

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