Labirinto

Non reggeva il sol tremore di quel futile pensiero

Gridar contro l’eroe che ormai pianse il suo sentiero

La personificazione della bestia giaceva innanzi a sguardi cupi

Uomini e donne increduli nel veder strade senza giudici

“Questo non basta!”, “Questo è un peccato!”

Intanto s’innalzò forte la risata del condannato

Sfidò senza paura bocche larghe e grasse di aria d’argento

Metallo che fa male per chi è abituato al solo cemento

Gabbia con ali privata di sogni e di vie d’uscita

Moderno ingarbuglio di colpe e confusi progetti di una vita

La storia ormai stanca giunse al suo triste e crudele epilogo

Il nostro compatito ospite si trovò braccato dal Minotauro

Le due bocche si sfiorarono decretando l’amara sentenza

Un veleno dolce spense attorno voci di una possibile innocenza

Silenziosamente il mito dell’uomo urlò tutto il suo dissenso

Dissero che non fece in tempo di trovar speranza in quel labirinto.

4 pensieri su “Labirinto”

  1. Non è facile essere giusti, anche se la Giustizia dovrebbe sedere su di una poltrona al di là del bene e del male. Chi può dire di esserlo?
    Che colpa poteva avere il Minotauro? Quella di essere una Bestia?
    Forse grazie a quel Labirinto, Arianna e Téseo si innamorarono…
    Le conseguenze sono sempre partorite dall’egoismo e dall’arroganza, credo.
    5 st.
    Sandra

  2. Versi ermetici tanto quanto è necessario a rendere quel labirinto che è la vita di tutti i giorni assetata di coerenza e di giustizia cui si contrappone una risposta stanca, avvelenata che è più compatimento che soddisfazione.
    Una sfida alla comprensione propria e altrui.
    anna

  3. Grazie per aver commentato.
    Ognuno la può “decifrare” a suo piacimento… ma vi dirò che avete captato quel qualcosa che volevo trasmettere!

  4. Dei versi molto belli, che invitano a riflettere.
    Un saluto e 5 stelle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *