È una domanda?

Chi può dire cosa c’è dietro il vento o il guaito di un cane, non si può mai sapere se esistono porti sicuri, ma è poi così grave l’insicurezza o l’indolenza nel cercare tutta la vita qualcosa di sicuro.

Come si fa a risalire dal fondo, dal baratro?

Anche il vento ha un suo fondo quando si crea quella specie di vortice di Eolo, che incespica e rapido si porta dietro di sè ogni cosa anche la più invisibile, ma poi lui riesce a risalire, a rinascere è come un vecchio che è troppo stanco per girarsi l’ennesima volta indietro a contemplare la sua vita, allora a quel punto si lascia andare, e il vento cessa; entrambi consapevoli di essersi trascinati dietro qualcosa.

Secondo voi è possibile che l’amore, l’affetto, le parole, le lacrime, le azioni di una persona per un’altra possano condizionare l’esistenza di quest’ultima; in fondo amare significa volere la felicità di chi si ama e come si può essere felici se non si è liberi? Se il ricordo la memoria le immagini costringono la persona amata in un perpetua testimonianza della sua vita legandola ad essa per sempre?

Mi chiamo Consuelo e oggi ho pensato che è inutile cercare di capire cosa c’è dietro il vento o il guaito di un cane, ma mi sono anche ritrovata ad essere sicura di una cosa: è impossibile sganciarsi, è impossibile essere liberi.

Persino il più misantropo dei solitari è legato da catene ben strette, da quali? Dalla sua stessa condizione di misantropo ovviamente o dalla sua lodevole e stupida ostinazione nel dimostrare una patetica condizione non a sé stesso, che in tal caso farebbe di lui un essere dignitoso, ma agli altri, o forse solo dal suo lungo cappotto nero che è costretto a portare anche a Santa Barbara.

Piano signori, calmate le vostre critiche infarcite di allitterazioni e parole affettate, so bene che i misantropi si nascondono anche dietro gli esseri più belli, non giudicatemi superficiale troppo in fretta, avrete tempo per farlo.

Libertà: abbiamo simboli, statue, partiti, aforismi, t-shirts che ne proclamano o ricercano l’identità.

Ma come si fa, dove si cerca perché c’è bisogno di catturarne l’essenza e qualcuno di noi tra 7 miliardi e mezzo di persone, qualcuno sarà riuscito a catturare l’essenza della libertà?

Dove ha viaggiato la vostra mente veloce? al Dalai Lama, agli artisti di Mont-Martre?

Io definirei più la loro come spiritualità, o vano anelato tentativo di sganciarsi.

Sapete che cos’è l’essenza, ad esempio l’essenza di limoni, quella per fare i dolci, o l’essenza di pathcouli che si mette nella sauna?

È l’aroma, è l’intensità delle intensità, è la più esauriente della spremiture, fino a lasciarne qualche pallido evanescente residuo, perché un residuo viene sempre lasciato..

E l’essenza di una persona allora, come si fa a spremere una persona fino a catturarne tutta la sua essenza, da dove, da quale lato si comincia a farlo e perché sentiamo il bisogno di farlo perché l’amiamo o forse perché non riusciamo e non vogliamo sganciarci, se non fossimo così egoisti potremmo accontentarci anche soltanto di un po’ di questa essenza..

E i residui, l’amore non concepisce forse che siano conservati anche i residui.

Chi lo sa magari il vero amore potrebbe essere conservare e agganciarsi a questi residui e lasciare al vento l’essenza spremuta in un estremo atto.

E secondo voi la persona amata vorrebbe che conservaste l’essenza spremuta o i residui, o l’una e l’altra sempre ammesso che l’una non escluda l’altra, o più semplicemente che vi sganciaste da essa e dalle cose per rendervi ed essere liberi.

Quindi alla fine la domanda più importante è: essenza e libertà, sono due facce di una stessa astratta medaglia o soltanto una patetica contraddizione in termini?

 

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