Una mamma di carta

Sono una mamma di carta, certo io mia figlia non l’ho partorita, no, l’ho adottata. Allora sono mamma due volte, così si dice, eh, no, mia figlia mi ha ripudiata, condannata e senza prova d’appello. Cosa ho fatto di così tremendo? Non ci siamo mai capite, ci siamo ferite, dette parole cattive, dure, per quindici lunghi anni, man mano che lei cresceva aumentava anche la tensione tra noi, l’adolescenza non ha fatto che peggiorare le cose, certo io non mi sono sforzata per niente di capirla, anzi, e lei si allontanava sempre più, riempendosi l’anima di rancore, di odio. Nessuno è intervenuto ad aiutarci, a farci capire quanto amore avrebbe potuto esserci, no, nessuno, un marito latitante, chiuso nel suo mondo, intoccabile, recitava la parte del buono non prendendo posizione, dipingendo me madre rancorosa e bisbetica, lassista con lei per non uscire dal ruolo dell’eroe buono. No, siamo andate avanti nell’indifferenza degli amici, dei parenti, tutti pronti a giudicare, a raccontare quanto fossero perfetti come genitori, e come, chissà perchè io in fondo non ero, non sono e non sarò mai madre. Poi un giorno arriva lui, un lui carino, dolce, tenero e lei si innamora perdutamente, tutto bene, invece no. La catastrofe, la fine sta arrivando sotto le mentite spoglie del giovane ragazzo. La sento allontanarsi sempre più da me, dalla mia vita, la vedo perduta per lui, innamorarsi della sua famiglia, e lì ecco che scatta la rivalità. Si, lui ha una mamma d’oro, una vera madre, la mamma per eccellenza, e io, io precipito ogni giorno più giù, reagisco male, malissimo, comincio ad attaccare, cerco di difendere il mio ruolo, ma no, non ci riesco, peggioro le cose, e così la felice famiglia mi dipinge come la matrigna di cenerentola, vengo giudicata, commiserata, non valgo nulla, si decide che sono anche una prostituta, si, e lei, mia figlia assume il ruolo di giudice, condannata! Nn c’è più posto nella sua vita per me, per questa famiglia che non l’ha capita, che la maltrattava, così al limite dell orrore mi sento dire: vattene, vai via, esci da questa casa. In una fredda e lugubre mattina di febbraio, lei se ne va con lui, con la famiglia che l’ama, che la rispetta e da allora solo silenzio, qualche messaggio per ricordare la mia cattiveria, il mio insuccesso di donna e di mamma, allora è vero sono solo una mamma di carta, quella carta che un giorno lontano di quindici anni fa, in un tribunale dei minori sosteneva figlia di……….. ,  era diventata ufficialmente mia, oggi è solo carta straccia. Del mio dolore non importa a nessuno e continuo a vivere nell’indifferenza di chi mi sta accanto e con l’odio e il rancore di una figlia che non mi riconosce più.

5 pensieri su “Una mamma di carta”

  1. Ti sono vicina perché sono una mamma e una donna.
    I padri latitanti sono un disastro sempre, per i figli e per le compagne.
    Ricorda che il mestiere del genitore é il più difficile e con i figli siamo sempre perdenti.
    Per quello che può valere, ti sono nel cuore.

  2. Si scrivono tante cose sulla carta… A volte si strappa e poi si butta, ma le parole rimangono nella mente e nel cuore. Il tempo screma i nostri ricordi, portando a galla solo gli episodi più belli. Penso sia autodifesa. Noi cresciamo e cambiano, questo nostro crescere ci aiuta nel cambiare il nostro modo di porci davanti alla vita. Anni fa, mai, mai avresti ammesso di avere un problema. Adesso nel sentire il bisogno di condividere e di esternare il tuo pensiero dentro te qualcosa è cambiata. Sbagli, quando pensi agli altri come se fossero perfetti. Genitori nn si nasce! Genitori lo si diventa senza frequentare nessuna scuola. E’ in assoluto il ruolo più difficile che un essere umano possa rivestire. Un giorno anche tua figlia diventerà madre e penserà a quella mamma di carta che le ha permesso di avere la vita che vive, che le ha dato una possibilità, quella che la madre naturale le ha negato. Le ferite rimarginano,la cicatrice rimane,ma la paura del dolore svanisce e la vita ti regala ancora una tiepida primavera alla quale seguirà una calda estate. In una cosa sbagli… Non sei sola!

  3. Non è facile essere genitori, ma essere genitori adottivi è ancora più difficile. E’ un compito che richiederebbe l’aiuto, la collaborazione di tanti e invece, troppo spesso ti ritrovi ad affrontare tutto da sola, come se la scelta che hai fatto fosse un male che ti sei andata a cercare e per questo debba essere punita. Anche io ho adottato le mie figlie e tutto l’amore e la tenerezza che credevo di aver investito in questa scelta sono stati troppo spesso sviliti dagli errori che inevitabilmente ho commesso. Non ho mai mollato, ho affrontato l’indifferenza degli altri e le accuse di un marito che, incapace di assumersi responsabilità, critica aspramente tutto ciò che faccio io. E’ frustrante, lo so bene, ma quando trovi qualcuno, anche solamente una persona, che capisce e ti è vicina, la fiammella della speranza si riaccende e trovi la forza per andare avanti. Ti auguro di cuore che il futuro ti riporti tua figlia (magari quando avrà riflettuto sulle difficoltà dell’essere madri o quando le avrà sperimentate), ma se anche non succedesse, non sentirti in colpa per aver fallito: non sempre dipende da noi che le cose vadano in un certo modo. Qualunque errore tu possa aver commesso, non può essere stato l’unica causa di ciò che è accaduto.

  4. Ciao, io sono una mamma ma anche una figlia e in questo momento sto soffrendo per il comportamento scorretto di mia madre. Ho 41 anni e ho visto solo difendere mia sorella, a partire dalle piccole cose a finire con le grandi… è stata sempre coccolata, tutto ciò che lei ha chiesto lo ha sempre ottenuto nonostante non abbia mai lavorato mentre io ho iniziato a 13 anni e poi… e poi… Ma ciò che più mi dispiace è che qualsiasi cosa io dica non è mai corretta e se tra noi c’è un litigio, io sono la cattiva e lei la santa.
    Purtroppo soffro tanto perchè le voglio un mondo di bene ma lei non vede.
    Mi spiace tanto per la tua situazione e vorrei tanto avere una mamma come te, la mia per 5 anni non mi ha rivolto la parola per difendere la sua figliola, ora sta per commettere lo stesso errore ma non ammette…
    Perdonala, vai da lei e dille che le vuoi bene… quando sarà mamma capirà l’errore che sta commettendo, forse si aspetta un tuo passo. Auguri

  5. Quando decidi di adottare un bambino, devi prepararti a soffrire, ma non per il tempo di un parto, ma per tutta la vita.
    Io da sola, ho cresciuto e poi, da adulto, ho adottato l’orfano di mia sorella, combattendo contro pregiudizi e maldicenze.
    Adesso ho un figlio meraviglioso, a sua volta padre: speravo in una nuora intelligente, ma purtroppo, noto dopo il suo parto, disprezzo ed insolenza, nei miei confronti, poco ci manca che mi dica in faccia che non ho partorito.
    Io aspetto, mi sono seduta lungo la sponda del fiume…

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