Te la ricordi la scena di “C’eravamo tanto amati” quando…

Te la ricordi la scena di “C’eravamo tanto amati” quando Nino Manfredi riconosce Vittorio Gassman???
E’ Gassman che gli lascia credere di essere ridotto a fare davvero il parcheggiatore abusivo a piazza del popolo.
Mi è successo l’esatto contrario: l’altra notte, nella stessa piazza del popolo, una volta l’anno completamente deserta, il 21 agosto alle 1. Oggi non si può parcheggiare sulla piazza e il parcheggiatore era sulla salita del Pincio: un abusivo che mi indicava da lontano un posto libero tra i tanti che in questa stagione sono li. Fallito anche come parcheggiatore, ho pensato guardandolo da lontano agitare la mano, con tutti i posti che ci sono, ma una volta tanto mi sono imbucato dove indicava lui. Spesso scappo dai parcheggiatori, ho paura che mi riconoscano, che attacchino bottone. Lui no: è scappato lui appena ho aperto la porta è fuggito, mi aveva riconosciuto davvero e non voleva farsi lui riconoscere; era il venditore di candele a porta Portese, la comparsa nei film degli antichi romani, quel figurante che a mensa a Cinecittà ripulisce il piatto con il pane, elegante anzi davvero distinto distinto, sempre impettito nel suo vestito nero, ti saluta con distacco ma saluta sempre. E’ anche uno degli imbucati storici alle cene di cinema e ai buffet di tutti i premi.
Li alle cene lo saluto sempre io, sorridendogli ammiccante, (lui sa che io so che lui sa che io so), è più elegante di me, ma a questo ci vuol poco, e ha le scarpe ultralucide nuove. A volte attacca pure a parlare e dice di essere un produttore che certe volte gli va bene altre male, alle cene parla poco è come sul posto di lavoro, impeccabile se non dietro ad un piattino di profitterol sul quale è sempre il primo. Ma se lo incroci in libreria o alle bancarelle non la smette più, ha una villa a Malibu, accanto a quella di Sofia. Li ha lasciato la sua governante filippina, ma gli telefona un giorno si uno no, ha scritto tutta le serie di start Trake, è lui che ha inventato l’astronave, e nel padrino ha scritto con il regista soggetto e sceneggiatura. Con woddy allen suonano sempre insieme il clarinetto ed è sicuro che il povero regista è davvero un Represso, Lizz è davvero una alcolizzata di cui lui è stato l’amante infedele e dimenticavo è lui l’amico di Antonioni e Wenders che un giorno su un suo set li ha presentarti.
Ancora a Roma qualcuno si chiede se le sue sono bugie troppo grosse e documentate ma io che so tutto di lui e lo incontro spesso al supermercato di Primavalle dove va per prendere idee per il suo nuovo soggetto sulla ripresa delle guerre stellari, lo so che per lui, con tutta la documentazione e i libri che legge, è davvero tutto vero. E’ il regista di Guerre stellari, ma solo il primo episodio, gli altri non valgono molto, l’autore de il Corvo e per Traispotting ha solo aiutato la prima stesura del soggetto.
Se vieni a Roma te lo presento, spero che non si sia accorto che stanotte, dietro piazza del popolo, l’ho riconosciuto, sarebbe troppo brutto perdere la persona che ha fornito a me e ad Alberto migliaia di manifesti originali nei decenni, a Roma lo conoscono tutti… Che tempi stanotte da solo parcheggiava macchine a piazza del popolo: un altra sua impresa impossibile… forse c’era li per un nuovo soggetto, una nuova sceneggiatura, certo che il nostro cinema avrebbe bisogno di sue, nostre… storie vere, lui poi di cinema è davvero un esperto.

Potrei raccontarti per ore le sue storie bellissime e documentate, incontri di cinema e di vita ma le verità sicure sono che sua moglie l’ha mollato, suo figlio di secondo letto è morto di droga e per anni ha lasciato la madre a fumare per ore in macchina mentre lui era in libreria a raccontar cazzate e vendere manifesti a me, non mi mollava più e ancor di più il mio socio, gli telefona pure a casa proponendo materiali bellissimi a prezzi bassissimi, peccato che per vederti una cosa a 10 mila lire partiva da 100 mila se poi solo per te faceva uno sconto e un regalo è una cosa speciale.

Non scriverò di lui perchè è ancora vivo nonostante le 50 sigarette al giorno, che gira in autobus perché non ce la fa a guidare e arriva lo stesso da tutte le parti.

L’ultima cosa che mi ha portato: appena 15 giorni fa è il trailer di Roma città aperta in pellicola e originale, dove l’ha preso è uno dei suoi segreti a me lo ha regalato per 100 euro, che non gli servivano perchè sai proprio ieri gli hanno pagato la sceneggiatura dell’ultimo ultimo Herry Potter ma un pezzo come Roma città aperta non potevo non pagarglielo si è un po’ troppo, ha detto, 100 euro ma dovevo pur mostrargli il mio apprezzamento per il suo lavoro. No calma non pensare che sono un ladro a lui e ad altri come lui sono andati tutti i miei soldi in trenta anni di archivio… a me sono rimaste le ultime 15 euro per una pizza e un gelato visto che almeno non fumo più.

Lui ogni volta che mi lascia mi offre una sigaretta anche se sa che da cinque anni ho buttato per sempre il pacchetto, ma lui è un amico e… il piacere di una sigaretta è un piacere che lui ha e non ammetterà mai che per la salute è meglio smettere.

O come dice Woddy: ho smesso di fumare: per una settimana è piovuto e poi sono morto

io ho smesso da cinque anni

ciao e dimmi qualcosa… è tutto vero sai

marco capitelli

 

Un pensiero su “Te la ricordi la scena di “C’eravamo tanto amati” quando…”

  1. Ciao Marco, stiamo facendo una passeggiata, per le strade di Roma e tu mi stai raccontando quello che ti è successo….. si il racconto è vivo, si legge e si ascolta, da l’impressione di un dialogo che avviene tra due amici.
    Certe cose che avvengono sono tanto strane che sembrano impossibili, ma spesso quello che ti sembra impossibile è proprio vero.
    A questo punto ci fermiamo un attimo, respiriamo forte, allarghiamo le braccia e cerchiamo di dimenticare……. poi come un lampo ci ricordiamo certi episodi nascosti nei cassetti più segreti della nostra mente, e ripassiamo le memorie, per trarne vantaggi.
    In questo modo, niente può sorprenderci più di tanto…. ci fortifichiamo sempre più…….

    ti abbraccio Maria Grazia

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