I rimorsi di un soldato

Il vento, sentivo il suo fruscio sussurrarmi alle orecchie delle parole soffici come la neve.

Era una dolce melodia che addolciva quell’istante vuoto. Sotto di me, c’era una terra scura, priva di verde, macchiata solo dal rosso del sangue, versato dalla gente innocente che i soldati, come me, hanno ucciso.

Ma ancora non era finita, la guerra é lunga, eterna, destinata a durare per sempre. “Se morirò, non vorrò onorazioni”, questo dicevo alla gente che incontravo. Non volevo essere ricordato dalla mia terra per aver “Ucciso” i suoi “Nemici”… non volevo essere ricordato come un Assassino.

Sapevo che se mi avessero ucciso, come io uccisi loro, sarei finito all’Inferno ma, almeno il fuoco avrebbe bruciato il sangue seccato sulle mie mani, un sangue che non era mai stato il mio.

Era quello versato dal corpo di una donna innocente… io, sotto l’ordine del mio spietato comandante, le ho dovuto sparare… ma perché?!! Perché l’ho fatto?!!

Ho visto il suo bambino piangere, l’ho visto stringere il corpo freddo di sua madre mentre urlava al suo Dio… gli chiedeva di riportarla in vita.

Da dietro di me, sentii uno sparo… il proiettile mi mancò per poco mentre osservavo quella malinconica scena. Ma non era stato indirizzato a me… finí dritto dentro a quel piccolo innocente, penetrando nel profondo del suo petto.

Io presi a correre verso di lui, era ancora vivo.

Lo presi in braccio per portarlo al ricovero in base ma, prima che arrivai, era troppo tardi.

Urlai e poi gettai a terra le armi e la divisa, era ora di finirla questa stupida guerra!!!

Mi feci avanti, oltrepassai le nostre barriere inoltrandomi nel territorio nemico. Inalzai la bandiera bianca ma, prima che potessi vedere la fine di questa inutile guerra… BUIO.

 

Un pensiero su “I rimorsi di un soldato”

  1. Va bene tutto pur di far capire alla gente quanto sia inutile,
    crudele e dannosa ogni tipo di guerra.
    Distruggere per ricostruire, vivere di rimorsi e di fantasmi.
    Si può essere più cretini.

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