Il volo della farfalla

Correva veloce nell’erba alta, sospinta da quella spensieratezza che solo la tenera età dona, mentre il cielo, di un ceruleo azzurro, la osservava nella sua avanzata. Lei e il suo fedele compagno di giochi, quel cane che ormai era più di un animale da compagnia, quasi un fratello, e dal quale non si separava mai.
Era stata davvero benevola la natura con lei, le aveva donato una bellezza fiabesca, dalle parvenze nordiche, con la pelle eburnea che metteva in risalto le gote rosse, ed una cascata di ricci biondi che le incorniciavano il viso. La vita in campagna l’aveva abituata alla libertà, era solita vagare per la tenuta di famiglia in continuazione, ma era stata rigidamente educata sui confini da non oltrepassare e conosceva a memoria le zone in cui gli era permesso, e quelle in cui gli era vietato andare.
Quel giorno una farfalla multicolore aveva attirato la sua attenzione e la rincorsa di quella effimera bellezza era diventata un importante obiettivo da raggiungere. Ad un tratto però la bambina senza accorgersene era scivolata in una buca, arruffandosi gli splendidi capelli e sbucciandosi un ginocchio, ma senza altre conseguenze. E tutto questo non aveva rallentato il suo andamento. Perfino il vecchio cane sembrava ormai stanco, bofonchiando sempre più spesso, come ad implorare la padrona di lasciar perdere quell’obiettivo così irrealizzabile. Ma la farfalla sembrava aver ipnotizzato la bambina che attraversava campi e prati col solo intento di seguire quello splendido esempio di bellezza naturale. Tutt’ intorno l’atmosfera sembrava fatata, i campi rigogliosi, la policromia dei fiori e delle piante creavano un effetto davvero suggestivo. Eppure, in mezzo a questo angolo di paradiso terrestre, luogo che richiamava alla mente le bucoliche fantasie Virgiliane, le più pratiche e pragmatiche esigenze dell’uomo avevano permesso la costruzione di una strada importante, che, come una vistosa cicatrice sul volto, sfregiava la campagna. E così, a qualche passo di distanza, convivevano la spensieratezza e la vita innocente di quella bambina e la normale, frenetica e spesso gretta esistenza degli uomini più disparati, che immersi nei loro più disparati pensieri ormai non erano più nemmeno capaci di scorgere all’orizzonte nient’altro se non la loro meta d’arrivo. L’uomo era arrivato davvero a non saper più apprezzare nulla al di fuori del tangibile? Di tutta questa riflessione escatologica alla bambina non interessava nulla. Continuava la sua personalissima gara con la farfalla, e aveva preso anche a giocare con il suo cane, che ormai la seguiva a qualche metro di distanza, dato il numero elevato delle primavere che gli impediva di procedere alla sua vecchia andatura, ma la osservava attentamente con l’occhio vigile di un nonno che osserva i nipotini mentre giocano al parco. Ma tuttavia il tempo in un animale può pacare gli istinti, ma mai domarli del tutto. E così anche se il cane era vecchio e saggio, d’un tratto il suo compito di vigilanza fu distratto da un odore inconfondibile. C’era un gatto nelle vicinanze, e questo aveva scatenato in lui il fuoco degli anni migliori, quella sorta di “odio genetico” che la sua specie aveva in sé verso quei felini.
Egli si lanciò quindi in un inseguimento frenetico, al quale il gatto dovette rispondere con un poderoso scatto, avendo intuito il pericolo imminente. Allo stesso tempo lungo la strada il traffico procedeva incessante, ma un’auto, un grosso suv di lusso, sembrava essere più agitato del solito, e anzi, sembrava voler a tutti i costi sorpassare tutte le altre vetture, con la stessa smania con il quale il gatto voleva sfuggire dalle grinfie del cane. La bambina nel frattempo si era accorta del comportamento insolito del suo cane e, rovesciando la situazione iniziale, adesso era lei a correre dietro a stento al suo animale, incurante di dove tutto ciò l’avrebbe portata.  In cima alla “carovana” venutasi a formare, il gatto, ad un certo momento, decise di rischiare il tutto per tutto e virò deciso verso la strada. Nello stesso tempo il suv si avventurò in un sorpasso rischioso, spinto dalla sua insaziabile sete di velocità. Con il gatto, a qualche secondo, sopraggiunsero il cane e, per ultima, la bambina. Quello che successe non durò che una manciata di secondi, ma mentre tutto ciò accadeva, per i protagonisti il tempo sembrava essersi fermato. Il gatto vide ripagati i suoi sforzi, attraversò la carreggiata incolume e riuscì a trovare riparo su un albero, dove riposarsi dopo il grande sforzo. Anche il vecchio cane, nonostante l’età, ebbe la prestanza e i riflessi per compiere perfettamente la traversata, anche se ora che tutto era finito lo sforzo cominciava a farsi sentire, e quindi non poteva fare altro che accasciarsi a terra e riposarsi, completamente esausto e provato. La bambina invece, che aveva attraversato spensierata, e senza nemmeno rendersi conto di dove stesse andando, conservava ancora quell’espressione beata sul volto, anche se ora essa era fissa e rigata da un sottile e vermiglio rivolo di sangue. Giaceva infatti a terra, travolta completamente dall’auto che palesava tanta fretta nell’incedere, e che, data la velocità dell’accaduto, non aveva nemmeno tentato di frenare. La sua innocenza traspariva ancora dal suo corpo, ma esso esanime ormai sembrava quello di una bambola di porcellana, con l’espressione fissa e la posizione innaturale, capace solo a quei graziosi fantocci. Accortosi del fatto, il vecchio cane si trascinò fino al corpicino, e ricominciò a vegliare su di esso, con un’espressione di tristezza velata negli occhi, quasi conscio dell’errore che aveva commesso, lasciandosi trascinare dalle passioni.
La campagna, nel suo insieme, appariva invece sempre placida e tranquilla, e il rosso acceso di sangue che si era aggiunto alla composizione non intaccava minimamente quel paesaggio incantevole. Nel cielo, spensierata, volava ancora la farfalla multicolore.

3 pensieri su “Il volo della farfalla”

  1. E’ estremamente veritiera l’immagine che rappresenti. Nonostante si sia appena consumato un dramma atroce il resto del mondo continua imperturbabile il suo corso. Mi ha molto colpito.
    5st ciao Greta.

  2. Un progressivo calo nella favola e poi un tragico ritorno alla realtà. Da brividi alla prima lettura, commovente alla seconda. Racconto veramente bello. Complimentissimi!

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