Come l’Olandese: volante!

C’è un veliero fantasma che solca i mari in eterno, senza una meta precisa, a cui una sorte avversa impedisce di tornare a casa.

Si chiama l’ “Olandese Volante”, ma non è ben chiaro se questo sia il suo nome o piuttosto quello del suo Comandante, il terribile Vanderdecken, uomo avido e senza scrupoli, pronto a qualsiasi cosa pur di trarre vantaggio da ogni sua azione.

Nel trascorrere dei secoli è stato avvistato da lontano, avvolto nella caligine o emanante una luce spettrale e anche i suoi marinai sono spettri, che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma, ma inutilmente.

Non si sa per quale crimine la nave e il suo equipaggio navighino senza mai trovare un porto a cui attraccare.

Alcuni dicono che i marinai abbiano contratto la peste e quindi non debbano trasmettere il contagio a chi è rimasto sulla terraferma; altri raccontano di un’orribile blasfemia del suo Capitano che in una notte di tempesta, non riuscendo a doppiare Capo Horn, per paura e per rabbia abbia stretto un patto col Diavolo, promettendogli l’anima se fosse riuscito a passare il Capo e a raggiungere l’Isola di Giava dove era diretto col suo carico di preziose mercanzie.

Avrebbe potuto invertire la rotta e salvarsi, ma avanzò spavaldo.

La nave fece naufragio e tutto l’equipaggio col suo comandante perì, travolto dalle onde.

La Morte, però, non volle dare pace a quelle anime che da allora errano sui mari a bordo di quel vascello che non c’è.

Soltanto il figlio del Capitano potrebbe salvarli, se riuscisse a consegnare loro una reliquia di Cristo salendo a bordo della nave, ma questo non è ancora accaduto e forse non accadrà mai, fino al giorno del Giudizio in cui ci sarà la resa dei conti e solo Dio sa come andrà a finire.

Fantasie da libri d’avventura?

Storie che possono attrarre soltanto la fantasia dei ragazzini?

No, perché la sorpresa è sempre dietro l’angolo e anche ai giorni nostri questo genere di misteri ha i suoi cultori.

Ormai un altro racconto simile è noto, già molti ne hanno sentito parlare.

In questi giorni c’è un furgone FIAT Ducato di colore bianco, molto usato, che ha visto tempi migliori quando il suo valore commerciale era molto più alto, ma ancora perfettamente funzionante, con tanto di tagliando di assicurazione ormai revocata dai legittimi proprietari del mezzo che fa mostra di sé sul parabrezza, che viaggia spavaldo, nottetempo, per i paesi e le campagne  nella zona del nord-est milanese.

Passa sprezzante sotto le telecamere di sorveglianza istallate in ogni angolo di paese, bel bello, ignorando il pericolo di essere catturato, come se avesse un’anima propria, forse venduta a qualche diavolaccio in cambio di una finta libertà.

Corre per le vie calde e semideserte di questa ultima parte di periodo estivo, forse cercando un refrigerio che solo la velocità può dargli e sembra attratto da negozi chiusi per il riposo notturno: bar, tabaccherie, perfino agenzie di banche che si godono un sonno ristoratore in previsione della nuova giornata di lavoro che aspetta di sorgere del sole.

Si è allontanato dalla via dove se ne stava parcheggiato come un ragazzino ribelle che vuol vedere il mondo e scappa alla ricerca di un nuovo che vagheggia, ma non sa cosa sia.

Oppure come un marito frustrato che scende a comprare le sigarette e non torna più a casa

Ignora che la sua mamma lo aspetta, che la sua famiglia ne sente la mancanza, che il suo ruolo era unico e necessario, che, per farla breve, numerosi cuori battono pensando a lui.

Si gode questo sogno di vita sfrenata, incurante di ogni richiamo alle convenienze e al buonsenso.

A chi è rimasto sconsolato dopo esserselo visto fuggire sfrecciando sotto il naso, a chi stringe i pugni e maledice il momento, a chi pensa a tutte le cose che avrebbe potuto fare con lui e non può più, a chi pensa alle cattive intenzioni che non può non avere, a chi teme di trovarselo sulla propria strada, in corsa e non assicurato, affidato alle mani maldestre di non si sa chi, un solo pensiero viene in mente: lanciare un appello.

Eccolo:

– Un furgone bianco, di marca FIAT, modello DUCATO, di colore BIANCO,  è stato rubato, all’altezza dell’incrocio con via Aldo Moro.

Spesso a tarda ora gira nei dintorni e forse progetta furti, forse rapine. State attenti. Non si sa se è armato, ma buone intenzioni non ne ha di certo. Se lo vedete, chiamate subito la Polizia o avvisate i Carabinieri, chiamate i Vigili: insomma, fate qualcosa! State, però, anche molto attenti, perché chi è alla guida è un ladro, il mezzo è senza assicurazione in questo momento, forse chi è alla guida non ha neanche la patente e altrettanto probabilmente sta rubando o sta per farlo.

Mi raccomando, aprite gli occhi, controllate la targa, perché quel furgone è “scappato” di casa.

Non è stata una fuga d’amore, è stato un furto regolarmente denunciato e quel tipo di veicoli vengono utilizzati dai ladri per le “spaccate” delle vetrine, per svuotare appartamenti e villette, per trasportare refurtive, per fare del male, per dirla in poche parole. –

Il racconto è finito, ma l’ultima parte della storia è vera.

Perciò, se li vedete, il vascello dell’Olandese Volante o il mio furgone, chiamate i Carabinieri.

Per quanto mi riguarda, aiutatemi nella ricerca: non sto scherzando!

5 pensieri su “Come l’Olandese: volante!”

  1. Il terribile Capitano mi sembra una figura piuttosto inquietante, la peste poi…, in questa Epoca già ricca di mali moderni, andarla a cercare, mi sembra pura follia, il furgone, appartiene a episodi, purtroppo, attualissimi e spiacevoli. Sicuramente starò con gli occhi ben aperti e casomai dovesse passare dalla Toscana, ti garantisco la mia prontezza nel chiamare i Carabinieri.
    Come sempre i tuoi lavori, scritti magistralmente, sono spunti di forte riflessione nonchè piacevolissimi.
    Un saluto a 5 stelle.
    Sandra

  2. Se vedo Il Ducato malvagio tosto lo denuncerò alle autorità competenti… 🙂
    Sempre bello leggerti! 5st

  3. Ciao Anna,
    i tuoi racconti sono sempre piacevoli da leggere e come sempre, meritano 5 stelle.
    Complimenti Lucia.

  4. Grazie per la lettura.
    Nella realtà è un Ford Transit bianco targato MI4T3115.
    E’ proprio un vagabondo.
    Grazie ai Carabinieri era tornato a casa, ci è rimasto per qualche settimana, parcheggiato buono buono davanti al cancello, ma questa notte è nuovamente “scappato”.
    Che si sia innamorato dell’autista che lo viene a “trovare” nottetempo? O l’autista di lui?
    In famiglia e in paese ce lo chiediamo curiosissimi, perchè poco dopo la fuga è stato assalito il distributore del latte nel paese vicino e ovviamente la cassa ha preso il volo.
    Il furgone birbantello e il suo autista malandrino battono la zona di confine tra il milanese e la bassabergamasca.
    Se lo vedete, sapete cosa fare.
    Ciao.
    anna

  5. Non so se è per l’appello che ha funzionato, ma Lassie è tornato a casa, stamane.
    I suoi cattivi compagni lo hanno abbandonato, tutto solo, senza forze e senza rifornimenti.
    Mamma è andata a riprenderselo.
    Per i Carabinieri: grazie di esistere!
    anna

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